Due professionisti al lavoro durante una riunione aziendale
Le startup italiane hanno raccolto 1,465 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026 (iStock)

Nei primi nove mesi del 2026 nelle startup italiane sono stati investiti 1,465 miliardi di euro, contro gli 855 milioni dello stesso periodo del 2025. Il dato cresce, ma il numero delle operazioni scende: i round conclusi sono stati 210, contro i 306 dell’anno precedente. È uno dei segnali di un mercato che sta maturando, con meno operazioni nelle fasi iniziali e più capitali concentrati su aziende già cresciute.

Meno round, ma investimenti più grandi

La fotografia arriva dall’Osservatorio trimestrale sul Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital insieme a Italian Tech Alliance, che monitora l’andamento degli investimenti nelle startup e i principali trend dell’ecosistema italiano dell’innovazione.

Nel terzo trimestre dell’anno sono stati chiusi 56 round, per un totale di 641 milioni di euro investiti. Tra le operazioni ci sono due mega round, nove Serie A, una Serie B e tre Serie C+. Sono state inoltre registrate dieci exit.

Il finanziamento più consistente del trimestre è stato quello di Exein, che ha raccolto 234 milioni di euro con un round di Serie D. Nel periodo sono stati annunciati anche quattro nuovi fondi di venture capital, per complessivi 128 milioni di euro.

Guardando invece ai primi nove mesi del 2026 emerge con maggiore chiarezza il cambiamento del mercato. Il round medio è salito a 7 milioni di euro, contro i 4,1 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre il valore mediano è passato da 1,1 a 2 milioni.

Il capitale raccolto nei primi nove mesi ha già superato il risultato dell’intero 2024 ed è sulla traiettoria per oltrepassare anche quello del 2025.

Crollano i round nelle fasi iniziali

Il calo delle operazioni riguarda soprattutto le startup nelle prime fasi del loro sviluppo.

I round Pre-seed e Seed sono scesi del 37%, passando dai 183 dei primi nove mesi del 2025 ai 116 dello stesso periodo del 2026. Al contrario, le operazioni di Serie B e successive sono raddoppiate, arrivando a 18.

È proprio questa fascia di mercato a concentrare una quota importante dei capitali: i round Serie B+ rappresentano infatti il 44% del totale investito, pari a 648 milioni di euro.

Il quadro che emerge è quindi quello di un ecosistema nel quale diminuisce il numero complessivo delle operazioni, ma aumenta il peso delle società che hanno già raggiunto una fase più avanzata e riescono a raccogliere somme maggiori.

Il software è il settore che raccoglie più capitali

Tra i comparti dell’innovazione, il Software è quello con il maggior numero di operazioni. Nei primi nove mesi del 2026 una startup su quattro finanziata appartiene a questo settore.

Insieme a Life Sciences e Smart City, il Software rappresenta il 53% di tutte le operazioni.

Il primato diventa ancora più evidente guardando agli investimenti. Le aziende Software hanno raccolto 512 milioni di euro, pari al 35% del capitale complessivamente investito.

Seguono Life Sciences, con 246 milioni, Smart City con 209 milioni e FinTech con 195 milioni. I quattro settori, nel loro insieme, concentrano il 79% del capitale investito nei primi nove mesi dell’anno.

Exein guida la classifica dei grandi round

A guidare la classifica delle cinque operazioni più importanti del 2026 c’è ancora Exein, con i 234 milioni di euro del Serie D.

Al secondo posto figura un’operazione confidential da 108 milioni, mentre sul terzo gradino si trova Rent2Cash, che ha raccolto 100 milioni con un Serie A.

Seguono Newcleo, con 75 milioni relativi alla terza tranche del Serie A, e WeRoad, che ha chiuso un Serie C da 49 milioni.

I tre mega round realizzati nei primi nove mesi hanno complessivamente portato nelle startup 442 milioni di euro.

Una crescita superiore alla media europea

Il confronto con gli anni precedenti mostra una crescita significativa del mercato italiano. Dal 2020 gli investimenti nelle startup del Paese sono aumentati di 3,2 volte, secondo l’Osservatorio. È la crescita più rapida registrata in Europa e corrisponde a un incremento pari a 2,5 volte la media europea.

Secondo Fabio Mondini de Focatiis, founding partner di Growth Capital, il mercato italiano sta mostrando i segnali di una fase di maturazione: il numero dei round diminuisce mentre aumenta il capitale raccolto.

«Il mercato italiano sta maturando: i round calano, ma l’ammontare raccolto sale a 1,465 miliardi», osserva Mondini de Focatiis, secondo cui il risultato è trainato soprattutto dai tre mega round.

La crescita non basta: resta il nodo delle regole

Il quadro positivo sul fronte degli investimenti convive però con alcune criticità. Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, considera il 2026 l’anno in cui sono emerse alcune storie di successo dell’innovazione italiana, capaci di diventare un riferimento per gli investitori e per chi prende decisioni sul settore.

Ma, secondo Cerruti, il principale punto debole resta quello delle politiche pubbliche. Sono ancora numerosi, sottolinea, i percorsi normativi aperti in Italia e in Europa che non hanno prodotto risultati concreti.

Per Italian Tech Alliance questo ritardo rischia di avere conseguenze sia dirette sull’ecosistema dell’innovazione sia sulla percezione dell’affidabilità del sistema italiano.

Il bilancio dei primi nove mesi, dunque, mette insieme due elementi. Da una parte ci sono 1,465 miliardi di euro investiti e round di dimensioni sempre maggiori, dall’altra la riduzione delle operazioni nelle fasi iniziali e la richiesta di interventi normativi considerati ancora necessari per accompagnare la crescita del settore.

Da non perdere

BF vola in Borsa con una semestrale record
Aziende

BF vola in Borsa con una semestrale record

Il titolo della società presieduta da Federico Vecchioni è salito dell’81,4% in un anno. Da gennaio a giugno il valore della produzione è aumentato del 43% a 1,2 miliardi, grazie all’acquisizione del Gruppo Martini, e l’utile lordo ha registrato un +80% a 97 milioni.