Il risiko bancario italiano sembra non tirare mai il fiato. Anzi, il caldo agostano mette altra benzina sul fuoco. Ieri Intesa Sanpaolo ha presentato alla Consob osservazioni sulle operazioni annunciate da Monte dei Paschi di Siena dopo il lancio dell’Opas della banca guidata da Carlo Messina. Una mossa che aumenta la pressione sul dossier proprio mentre oggi il cda di Generali esamina l’offerta di Mps su Banca Generali.
L’iniziativa di Intesa punta a richiamare l’attenzione dell’autorità di vigilanza sulle modalità e sui tempi con cui Siena ha costruito le proprie contromosse. «L’iniziativa», viene evidenziato, «è finalizzata a tutelare l’integrità del mercato e la corretta informazione verso tutti gli azionisti e a evidenziare in particolare la necessità del rispetto della normativa vigente con riferimento, tra l’altro, alla cosiddetta passivity rule».
È proprio la passivity rule il cuore della questione. La disciplina sulle società quotate sottoposte a un’offerta pubblica limita la possibilità del consiglio della società obiettivo di adottare iniziative che possano ostacolare l’offerta senza una preventiva autorizzazione degli azionisti. Nel caso Mps, il tema riguarda le operazioni messe sul tavolo dal board il 20 agosto: la doppia offensiva su Banco Bpm e Banca Generali, accompagnata dall’ipotesi di un dividendo straordinario.
Le indiscrezioni sulle contromosse di Siena circolavano già da settimane, ma Intesa avrebbe acceso un faro anche sui tempi della comunicazione al mercato. L’annuncio ufficiale di Mps è arrivato prima dell’apertura di Piazza Affari, mentre alcune indicazioni sull’esito del consiglio erano già emerse nella seduta precedente. Mps ha convocato l’assemblea per il 29 ottobre: il nodo è stabilire quali atti possano essere compiuti prima dell’autorizzazione dei soci.
Intanto ieri Luigi Lovaglio è intervenuto per difendere il progetto del Monte dopo le critiche del Financial Times e la risposta negativa di Banco Bpm. In una lettera pubblicata nella rubrica Lex, l’ad di Mps sostiene che descrivere il piano come una «fusione a quattro» «travisa» la strategia della banca. L’operazione con Mediobanca, osserva, è già in corso, mentre Banco Bpm e Banca Generali rappresentano due interventi distinti: il primo una «fusione tradizionale tra due banche commerciali con reti complementari e una chiara logica industriale», la seconda un’acquisizione strategica nel wealth management.
L’obiettivo, secondo Lovaglio, è costruire un gruppo italiano diversificato, attivo nel commercial banking, corporate e investment banking, private banking e wealth management. Un progetto che sarebbe «ben più di una manovra difensiva». Il banchiere contesta inoltre il diverso trattamento riservato all’offerta di Intesa, che a suo giudizio «presenta complessità e rischi, compresi quelli di integrazione, regolamentari e antitrust». «Entrambe le strategie», sostiene, andrebbero valutate con lo stesso metro.
Sul fronte Banco Bpm la strada resta in salita. A pesare sarà soprattutto Crédit Agricole, primo azionista con il 29,3%, che ha già fatto sapere che senza il proprio consenso non si farà alcuna operazione. I rappresentanti della banca francese hanno sostenuto la valutazione espressa dal cda milanese, mentre l’offerta di Mps non prevede un premio per gli azionisti del Banco.
In questo quadro si inserisce il consiglio di Generali, chiamato oggi a un primo esame della proposta su Banca Generali. La posizione del Leone è decisiva: Generali controlla il 50,2% della Banca del Leone e l’offerta di Siena è subordinata al raggiungimento di almeno il 50% più un’azione. La partita si sposta così su più tavoli: industriale, societario e regolamentare. Antonio Tajani ha ribadito che «è il mercato che è sovrano» e che non tocca alla politica «infilarsi nel risiko bancario». Ad ogni modo, sarà soprattutto la Consob a dover stabilire dove passa il confine tra legittima strategia industriale e iniziative capaci di alterare una partita ormai già ampiamente aperta sul mercato e che potrebbe avere una portata storica per il settore bancario italiano. Intanto, il titolo Intesa ieri ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,39% e quello delle Generali a +0,71%. Per Mps la corsa è terminata a -0,63%.
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