Dopo la doppia Ops di Mps, comincia la girandola dei consigli. Il Monte (ieri +0,3%) ha mosso le sue pedine. Adesso tocca agli altri giocatori decidere se accettare la partita, rilanciare o provare a cambiare il tavolo. Nel giro di pochi giorni dovranno pronunciarsi Banco Bpm e Generali (+1%), che resta lo snodo più importante di tutta la partita. Sullo sfondo rimane il convitato di pietra Crédit Agricole.
Il primo appuntamento è domani con il cda di Banco Bpm. Giuseppe Castagna dovrà esaminare l’offerta con cui Mps valuta Piazza Meda 25,3 miliardi, proponendo 1,567 azioni di nuova emissione per ogni titolo Banco. Nessun premio. Non a caso ieri il titolo ha perso il 2,3%.
La posizione del Banco non è facile. A giugno era stato proprio Castagna a cercare Siena, poi il negoziato si è arenato. Ora Mps torna alla carica con una proposta nella quale gli azionisti Bpm avrebbero circa il 37,2% del nuovo gruppo, contro il 50,1% degli attuali soci Mps. E qui entra in campo Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con oltre il 29%. La banca francese aveva mostrato freddezza verso le nozze con Siena e preferirebbe valorizzare le proprie attività italiane insieme al Banco. Per Luigi Lovaglio, convincere l’Agricole sarà dunque una partita nella partita. Poi toccherà a Generali. Il colosso assicurativo guidato da Philippe Donnet dovrebbe portare l’offerta per Banca Generali in consiglio entro la settimana. Mps non propone soltanto un’acquisizione, ma un disegno più ampio: bancassicurazione, partecipazioni incrociate e la possibilità di costruire un nuovo polo finanziario. L’Ops su Banca Generali vale 8,7 miliardi e prevede un premio del 10% ma il titolo ieri è sceso dello 0,6%.
Mentre i consigli fanno i conti, la politica alza la voce. Gli enti locali toscani, centrodestra e centrosinistra insieme, incontrano Giancarlo Giorgetti e chiedono due cose: il ricorso al Golden power contro l’Ops di Intesa e la permanenza allo Stato del 4,9% di Mps. Eugenio Giani, presidente pd della Regione, vuole che quella quota venga utilizzata per mantenere il Monte «un soggetto unico». Sul fronte opposto, Intesa continua ad avanzare verso la sua assemblea e prepara le contromosse legali e regolamentari. La doppia Ops ha così trasformato il risiko in una staffetta: prima il consiglio di Banco Bpm, poi quello di Generali, nel mezzo il silenzio pesante del Crédit Agricole. E sopra tutti, come un direttore d’orchestra che non ha ancora deciso quale musica suonare, il mercato.
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