Dalla fondazione Open ai grovigli senesi. Marco Bassilichi entra in Mps
Ansa
L’imprenditore finanziatore della cassaforte scelto per il cda della banca di cui era già partner. Gioia di Matteo Renzi.

In vista dell’assemblea del 18 maggio il ministero dell’Economia ha tolto il velo anche ai nomi dei candidati per il nuovo cda del Monte dei Paschi, oltre al già annunciato tandem al vertice (Guido Bastianini ad e Patrizia Grieco presidente) . Scorrendo la lista ci sono almeno quattro candidati targati Pd: la docente universitaria a Siena Francesca Bettìo, l’avvocato Nicola Maione, il giornalista Roberto Rao, ex portavoce di Pierferdinando Casini e del ministro Andrea Orlando, l’ex capo della segreteria di Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi Luca Bader, non confermato nel cda di Leonardo. E poi spunta l’imprenditore Marco Bassilichi.

Bassilichi ha già un ricco bouquet di relazioni, partecipazioni e poltrone: è consigliere e vicepresidente di Nexi Payments, società leader dei pagamenti digitali. Siede anche nel cda della Navigator srl, che si occupa di servizi alle imprese ed è partecipata anche con quote paritetiche dal fratello Leonardo e da Gregorio Gitti, ex deputato del Pd ma soprattutto avvocato esperto che con il suo studio Gitti &Partners ha tra l’altro assistito come advisor legale Nexi nella recente acquisizione del ramo d’azienda merchant acquiring di Intesa Sanpaolo. Bassilichi è poi consigliere e azionista della Karat (compravendita immobiliari) a metà col fratello, di Ausilia srl, di cui da documenti Cerved risulta azionista anche Mps ed è infine presidente di Base digitale srl (di cui è socio con il 25% come il fratello mentre il 50% è della Sesa spa).

Il suo è un nome assai noto a Firenze e in più occasione intrecciato con quello di Matteo Renzi. Nel capoluogo toscano Marco e il fratello Leonardo (presidente della Camera di Commercio di Firenze) sono stati tra gli sponsor della prima ora della Fondazione Open (tanto da aver ricevuto una perquisizione a casa della Gdf come molti altri finanziatori, scrive Repubblica del 26 novembre 2019, nell’ambito dell’inchiesta sull’ex fondazione renziana) sia attraverso la Bassilichi spa (25.000 euro nel 2014-2015) sia attraverso la Karat (25.000 euro nel 2014 e 50.000 euro nel 2016-2017). Ma i fratelli Bassilichi sono conosciuti anche nel senese, dove la famiglia ha costruito parte delle sue fortune. Mps per anni è stato azionista, nonché principale cliente, della Bassilichi spa, leader nel settore della monetica è stata venduta all’Istituto Centrale delle Banche Popolari confluendo poi nel gruppo Nexi. L’azienda dei Bassilichi è nata a Firenze ma è stata allevata da Siena, dicono nelle contrade. Aggiungendo un ricordo: nel luglio del 2007, in piena età dell’oro della gestione Mussari, grazie a un accordo fra il gigante Microsoft e la Bassilichi, il Monte lancia il progetto «Banca Infinita», che costa tra 7 e 8 milioni, e prevede l’apertura in via sperimentale di 70 filiali 2.0, di cui la prima inaugurata in Piazza del Campo. Altri tempi. Ma le sinergie fra il gruppo guidato dai fratelli Marco e Leonardo Bassilichi e il babbo Monte si sono moltiplicate negli anni. Con un intreccio allargato anche al calcio, con una partecipazione avuta nel Siena Calcio dalla Navigator, e alle tv. Perché sempre attraverso Navigator, nel 2011 i Bassilichi avevano rilevato il 33% dell’emittente locale Canale 3 Toscana fondata da Franco Masoni, ex marito di Luisa Stasi poi moglie di Giuseppe Mussari. A legare Mps ai Bassilichi è stata anche la Fruendo, nata nel 2014 dalla procedura di esternalizzazione di un ramo di azienda di Mps con 1.066 lavoratori, di cui Ausilia ha recentemente ceduto il controllo a Accenture. Marco Bassilichi compare, infine, nel comitato di indirizzo del Santa Chiara Lab, «un hub di competenze», si legge sul sito, «che vuole sviluppare e sostenere l’occupabilità degli studenti e dei laureati dell’Università di Siena e valorizzare il profilo professionale del personale docente e tecnico amministrativo universitario». Nello stesso comitato siedono anche l’ex presidente di Mps e oggi al timone di Leonardo, Alessandro Profumo, Angelo Riccaboni ex rettore dell’università senese ed ex consigliere di Mps, e il presidente della Compagnia Sanpaolo di Torino, Francesco Profumo.

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