Elon Musk ha deciso occuparsi attivamente di crescita demografica. Tredici figli da allevare e una nuova missione: regalare ai bebè Usa un’azione di SpaceX la costellazione di satelliti Starlink e missili quotata a Wall Street. Non soltanto ai suoi ma a tutti. Perché quando si ha una certa familiarità con pannolini, culle e passeggini, allargare il discorso all’intera popolazione infantile è un completamento degli affari di famiglia. L’annuncio è arrivato su X promettendo di assegnare l’anno prossimo un’azione di SpaceX «a ogni bambino in America».
Un regalo da 10,5 miliardi di dollari: i conti della promessa
Una promessa che, alle quotazioni attuali assume dimensioni da fantascienza finanziaria: circa 10,5 miliardi di dollari, calcolando 72 milioni di culle e un prezzo per azione di 146,03 dollari. La beneficenza con il casco da astronauta. Del resto, se si può immaginare di portare l’uomo su Marte, perché non provare a portare qualche azione di SpaceX nel salvadanaio di un neonato?
Certo, bisognerà vedere quanto di tutto questo diventerà realtà e quanto rimarrà nella cielo dell’ impalpabile in cui Musk ama lanciare le sue dichiarazioni. Ma una cosa è certa: l’annuncio ha saputo imporre una domanda semplice e irresistibile. Se l’intelligenza artificiale e le grandi imprese tecnologiche promettono di cambiare il mondo, perché non cominciare dai bambini che quel mondo lo erediteranno?
Anthropic e Dario Amodei: un fondo da 48 miliardi per il bene pubblico
Anthropic, invece, convoca il futuro in giacca e cravatta. Il gruppo guidato Dario Amodei, ha annunciato la destinazione del 5 per cento delle proprie azioni a un nuovo fondo di pubblica utilità, l’Anthropic Public Benefit Fund. Il valore iniziale è di circa 48 miliardi di dollari, una cifra che da capogiro per qualunque ministro delle Politiche sociali. Anthropic, in questa rappresentazione, veste i panni dell’azienda coscienziosa che non si limita a costruire sistemi di intelligenza artificiale, ma sente anche il dovere di sorvegliare le conseguenze della propria creatura. Una specie di Prometeo che, dopo aver consegnato il fuoco agli uomini, istituisce una commissione per valutare l’impatto delle fiamme sulle disuguaglianze sociali.
Due modelli di responsabilità sociale per le aziende tecnologiche
Perché, mentre Musk annuncia di voler assegnare partecipazioni di SpaceX ai bambini americani, Anthropic costruisce un contenitore istituzionale destinato a trasformare una parte del proprio valore azionario in iniziative di utilità pubblica. Da una parte il gesto diretto, quasi brutale nella sua semplicità: ecco le azioni, pensate ai bambini. Dall’altra il fondo, le regole, le finalità, le strutture di governance e l’orizzonte della responsabilità sociale. È qui che il confronto diventa interessante. Non perché regalare direttamente azioni sia necessariamente migliore di finanziare un fondo, né perché un progetto di pubblica utilità sia per definizione un esercizio di vanità. Sarebbe una semplificazione. Le due iniziative raccontano due modi diversi di presentarsi davanti alla società: uno punta sul destinatario finale, l’altro sulla struttura che dovrebbe produrre benefici collettivi.
Musk punta sui bambini, Anthropic sulla responsabilità sociale
Musk preferisce il bambino in carne, ossa e pannolino, mentre Anthropic sceglie il dipartimento della responsabilità sociale. Insomma la versione radical chic dell’intelligenza artificiale. Amodei e altri protagonisti del settore hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di governare lo sviluppo della tecnologia e di comprenderne le conseguenze. In un momento in cui una parte consistente del pubblico considera troppo rapido il ritmo dell’evoluzione dell’Ia, la prudenza non è certo un vizio. È un po’ come se il proprietario di una fabbrica di ombrelli, dopo aver venduto un sistema per provocare temporali, organizzasse un seminario sulla resilienza dei cittadini sotto la pioggia.
Silicon Valley e intelligenza artificiale: quale futuro per i figli?
Così mentre la Silicon Valley discute di come proteggere l’umanità dall’intelligenza artificiale, Musk propone di dare ai suoi bambini — e a quelli degli altri — una piccola partecipazione nell’impresa che vuole portarci fra le stelle.
Forse è il suo modo di dire che il futuro non si eredita soltanto: si possiede.
Anthropic, invece potrà anche avere il fondo più liberal della Silicon Valley, il manifesto più meditato e la coscienza aziendale meglio organizzata. Ma dovrà fare i conti con una verità piuttosto terrena: il bene comune non si misura dalla raffinatezza del vocabolario con cui lo si annuncia.
Ma c’è anche una consolazione: tra un neonato con un’azione di SpaceX e un comitato incaricato di distribuire benefici alla collettività la Silicon Valley è tornata ad un interrogativo anticchissimo: che cosa lasciamo ai figli?
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