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Giuliano Menassi, Andrea Casaluci, Rajiv Poddar, Marco Tronchetti Provera e Satish Sharma (Getty Images per Pirelli)

La Ferrari mette in mostra la sua tecnologia, Pirelli prepara le fabbriche. A Nuova Delhi il Made in Italy a quattro ruote si presenta con due volti. Quello della Luce, il modello all’avanguardia del Cavallino, e quello della strategia industriale della Bicocca, pronta a produrre in India fino a 800 mila pneumatici all’anno entro il 2030 grazie all’accordo con Bkt (Balkrishna Industries).

Due eventi distinti accomunati dalla contemporanea presenza in un grande albergo della capitale indiana. Un solo messaggio: il futuro dell’automobile si conquista sui mercati che crescono più rapidamente.

Ferrari è arrivata con Universo Ferrari, l’iniziativa che porta il mondo del Cavallino Rampante a incontrare nuovi pubblici. Pirelli ha scelto di annunciare la partnership con Bkt alla vigilia della presentazione del Calendario Pirelli 2027, l’appuntamento in cui il marchio si concede il lusso di raccontarsi attraverso la fotografia e la bellezza.

Insomma, a Nuova Delhi non mancano né i cavalli né le immagini da copertina. Ma dietro lo spettacolo c’è la partita industriale. A suggellare il legame fra i due gruppi si sono presentati ai giornalisti Marco Tronchetti Provera, presidente esecutivo di Pirelli, e Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, a bordo della Ferrari Luce, equipaggiata con i Pirelli P Zero E sviluppati appositamente per le auto elettriche di alta gamma.

«Facciamo delle cose belle insieme e questo significa anche portare i nostri prodotti in giro per il mondo», hanno detto i due manager.

Per Vigna la presenza del Cavallino in India è soprattutto una scommessa sul futuro. Per Pirelli il fascino del marchio non basta. Bisogna trasformare le prospettive commerciali in fabbriche, produzione e quote di mercato.

È qui che entra in gioco Bkt. L’accordo prevede una prima fase nella quale il partner indiano realizzerà in un nuovo impianto fino a 800 mila pneumatici a marchio Pirelli entro il 2030, rispettando gli standard tecnologici e qualitativi del gruppo italiano.

Se si verificheranno le condizioni previste, si potrà passare alla seconda tappa: una joint venture paritetica e un nuovo stabilimento. Per la Bicocca sarebbe il salto da una presenza finora soltanto commerciale a un radicamento industriale vero e proprio.

Le premesse sono interessanti. Le immatricolazioni automobilistiche in India sono attese in crescita tra il 5% e il 7% all’anno nel periodo 2025-2030, mentre il segmento premium a cui guarda Pirelli potrebbe quasi quintuplicare le proprie dimensioni.

«L’India sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione dell’industria automobilistica globale», ha osservato Tronchetti Provera. L’obiettivo è ricavare dal mercato circa 200 milioni di euro entro il 2030, pari a circa il 3% del fatturato. «Si tratta di un dato complessivo, che comprende sia l’importato sia quello prodotto in India».

La Bicocca, insomma, vuole accelerare. «L’obiettivo condiviso è arrivare il prima possibile a una decisione sulla joint venture», ha spiegato Andrea Casaluci, amministratore delegato di Pirelli. L’intesa, ha aggiunto, consentirà di rafforzare la posizione del gruppo in un mercato in espansione, valorizzando «le nostre competenze, l’innovazione e il posizionamento nei segmenti a maggior valore».

Anche per Arvind Poddar, presidente e amministratore delegato di Bkt, la combinazione è promettente. «Questa partnership unisce competenze complementari per cogliere le opportunità offerte da un mercato in crescita, creando al contempo valore per entrambe le società». Il presidente esecutivo ricorda che Pirelli ha già annunciato investimenti per un miliardo di euro negli Stati Uniti e una partnership in Arabia Saudita. Completiamo quanto annunciato e poi saremo pronti a valutare altro». A Nuova Delhi, dunque il Cavallino porta la Luce, la Bicocca prepara le fabbriche.

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