Glovo aveva promesso di pagare meglio i rider per uscire dal controllo giudiziario. Ma per la Procura di Milano non basta: quasi il 30% del tempo lavorato continua a non essere pagato e più della metà dei rider, considerando il tempo reale, resta sotto i 14 euro lordi all’ora promessi dalla società. È la conclusione a cui arriva il pm Paolo Storari dopo avere messo alla prova dei numeri i correttivi introdotti da Foodinho.
A essere sotto controllo giudiziario dal 9 febbraio è appunto la società italiana del gruppo Glovo, finita nell’inchiesta per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato. A giugno Foodinho aveva chiesto la revoca della misura dopo avere introdotto un minimo di 3 euro a consegna e 14 euro lordi all’ora. Ma per Storari le risposte non sono sufficienti. Per questo chiede al gip Roberto Crepaldi di respingere l’istanza e di far cessare «immediatamente la situazione di illegalità». Del resto, sostiene Storari, il problema è come vengono calcolati quei 14 euro. La piattaforma utilizza il «tempo effettivo calmierato», ma considera il tempo attribuito alla consegna entro limiti fissati dal sistema. Non solo. Lascia fuori l’intervallo fra un ordine e il successivo, come tempo trascorso senza ricevere consegne e alcune eccedenze rispetto ai tempi riconosciuti dall’algoritmo.
I numeri di giugno mostrano la differenza. Sui dati trasmessi dall’Antitrust sono stati analizzati 26.118 rider e oltre 4,1 milioni di ordini. A fronte di quasi 1,2 milioni di ore effettive, Foodinho ne ha riconosciute ai fini retributivi circa 855.000. Restano fuori 342.630 ore, il 28,6%: in media 13,12 ore per ciascun rider.
È qui che si incrina la promessa dei 14 euro. Sul tempo «calmierato» quasi tutti risultano sopra la soglia. Sul tempo effettivo, invece, sotto i 14 euro finiscono 9.858 posizioni, il 41,5%. Togliendo gli arretrati una tantum pagati a giugno, diventano 12.520, il 52,7%, con una retribuzione mediana di 13,76 euro lordi l’ora. Anche i 3 euro a consegna e i 14 euro orari, osservano i consulenti, comprenderebbero la rivalsa contributiva del 4%: depurati da quella componente diventerebbero 2,88 e 13,46 euro.
C’è poi il conto previdenziale: 38,48 milioni di euro di contributi omessi tra il 2022 e il 2024 su 8.900 persone. La consulenza stima però il fenomeno fra 57 e 108 milioni, con un valore centrale di 82 milioni.
Ma il punto più delicato riguarda la natura del rapporto. Per Storari gli elementi raccolti depongono per la subordinazione, o almeno per l’etero-organizzazione: la piattaforma assegna le consegne, fissa il compenso, decide quale tempo abbia valore economico, indica ritiro e destinazione e monitora il percorso tramite geolocalizzazione. Restano inoltre le contestazioni sulla sicurezza, dalle protezioni contro caldo, freddo e smog fino all’accesso ai servizi igienici.
Glovo replica che proprio il «tempo effettivo calmierato» oggi contestato era stato introdotto su indicazione della Procura e dei suoi consulenti, e ribadisce che il proprio modello si fonda sull’autonomia dei rider, liberi di accettare o rifiutare le consegne: «Rappresenteremo al giudice le nostre ragioni». La società avrebbe anche prospettato di lasciare l’Italia piuttosto che assumere i rider più assidui. Ma proprio in Spagna, dopo anni di contenziosi e l’entrata in vigore della «Rider law», Glovo ha infine cambiato modello e da luglio 2025 ha assunto circa 14.000 fattorini. Restano aperte le cause sul vecchio sistema: nel 2025 un tribunale di San Sebastián ha riconosciuto come dipendenti 168 rider.
Ora toccherà al gip Crepaldi decidere. La Cgil di Maurizio Landini rivendica di avere denunciato il meccanismo già a giugno. Ma resta il fatto che a imporre il cambio di passo non è stata la contrattazione sindacale, bensì ancora una volta la Procura. Sei mesi dopo l’apertura del caso, il nodo non è più soltanto quanto Glovo paga una consegna, ma quanto lavoro decide di riconoscere.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >