Preparatevi perché questa non è una macchina come le altre. È una macchina americana, con tutto ciò che ne consegue. Una macchina americana che nasce nel 1965 come risposta alla crescente popolarità dei fuoristrada compatti e che oggi è sul mercato con una nuova generazione che conserva il carattere originale di questo mezzo, interpretandolo però con tecnologia e prestazioni moderne. Ma prima la storia. Perché ce n’è tanta.
Il Ford Bronco nasce negli anni Sessanta
La storia del Bronco comincia nella prima metà degli anni Sessanta, quando Ford decide di entrare nel settore dei veicoli fuoristrada. In quegli anni, il mercato americano sta scoprendo un nuovo tipo di automobile: non più soltanto un mezzo da lavoro, ma un veicolo capace di accompagnare il proprietario nel tempo libero, sulle strade sterrate e nei percorsi più impegnativi.
Nel 1966 debutta così la prima Bronco, disponibile in diverse configurazioni, tra cui wagon, pickup e roadster. Il progetto è semplice e robusto. Il primo Bronco punta soprattutto sulla praticità e sulla capacità di affrontare terreni difficili, con dimensioni relativamente compatte per gli standard americani e una costruzione pensata per il fuoristrada. Il successo arriva poco alla volta e questo modello diventa uno dei protagonisti della nuova cultura delle sport utility americane.
Il marchio ritorna dopo una lunga pausa
Negli anni, il Bronco cresce e cambia profondamente. La seconda generazione, arrivata nel 1978, diventa più grande, e viene sviluppata sulla base del Ford F-Series. Seguono altre generazioni, ciascuna con caratteristiche differenti, fino alla quinta serie, prodotta dal 1992 al 1996. Poi, improvvisamente, il nome Bronco scompare dai listini Ford. La pausa dura quasi 25 anni.
Nel frattempo il mercato cambia radicalmente: i suv diventano sempre più popolari. Sostituiscono le station wagon e diventano le auto per tutti i giorni. Ford comprende che il nome Bronco può ancora avere un valore enorme e, nel 2020, presenta la nuova generazione, riportando in vita uno dei suoi marchi più iconici.
Attenzione però. Perché il nuovo Bronco non è una semplice operazione nostalgia. Esteticamente richiama, come è normale che sia, la prima generazione, con forme squadrate, frontale verticale, passaruota pronunciati e una carrozzeria progettata per trasmettere immediatamente un’immagine di robustezza. È una scelta quasi controcorrente rispetto ai Suv moderni, sempre più levigati e aerodinamici. Il Bronco, invece, vuole sembrare un fuoristrada ancora prima di muoversi. È imponente. Maestoso. E questo lo si capisce soprattutto quando lo si guida.
Progettato per essere efficace lontano dall’asfalto, dispone di soluzioni specifiche per affrontare terreni impegnativi. A seconda della configurazione, si possono trovare sistemi di trazione integrale evoluti, ridotte, differenziali bloccabili e modalità di guida dedicate ai diversi tipi di terreno. Il sistema Trail Control, inoltre, permette di gestire automaticamente la velocità a bassa andatura, lasciando al guidatore il compito di concentrarsi principalmente sulla traiettoria.
Il Ford Bronco supera gli ostacoli più difficili
È ovviamente sul terreno accidentato che il Bronco dà il meglio di sé. L’altezza da terra, gli angoli caratteristici da fuoristrada e le sospensioni consentono di superare ostacoli che metterebbero in difficoltà la maggior parte dei suv stradali. La sensazione è quella di avere tra le mani un mezzo costruito con un obiettivo preciso: andare avanti anche quando la strada smette di essere una strada.
Ma il vero elemento distintivo è il modo in cui la Bronco coinvolge il conducente. La carrozzeria è pensata per essere funzionale e, in alcune configurazioni, permette di rimuovere porte e tetto. È una soluzione che trasforma l’esperienza di guida e rende il Bronco molto più vicina alla filosofia di una vera fuoristrada ricreativa che a quella di un tradizionale suv familiare.
Su strada, naturalmente, emergono anche i compromessi. Una vettura così orientata al fuoristrada non può avere la precisione e il comfort di un suv stradale nato per viaggiare soprattutto in autostrada. Lo sterzo e l’assetto restituiscono una sensazione più «meccanica», mentre le dimensioni e la massa si fanno sentire nei percorsi urbani. L’insonorizzazione e l’aerodinamica risentono delle scelte progettuali, soprattutto alle velocità più elevate. Difetti? Non proprio. Diciamo che se uno acquista il Bronco lo mette in conto. Chi la sceglie, infatti, non cerca semplicemente un suv comodo e tecnologico, ma un’automobile capace di offrire un’esperienza diversa.
L’abitacolo unisce modernità e stile analogico
Anche l’abitacolo segue questa filosofia. La plancia è moderna, ma conserva un’impostazione robusta e funzionale. I comandi principali sono facilmente raggiungibili e alcuni dettagli richiamano esplicitamente l’utilizzo in fuoristrada.
La tecnologia non manca, con sistemi di infotainment e assistenza alla guida moderni, ma non prende completamente il sopravvento sull’esperienza analogica che caratterizza la vettura. Si guida la storia. E pure un pezzettino di America. Why not?