
Hanno perquisito le case di Stefano Di Giacinto, il padre, e di Valentina D’Acunto, la madre, a Minturno vicino a Latina, convinti che lei nascondesse le figlie Alisya e Sarah scomparse tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, nel cuore del parco nazionale d’Abruzzo. Ma delle bimbe ancora non c’è traccia.
Gli interrogativi restano tanti. La prima domanda è: com’è possibile che OfH Hope, l’associazione che gestisce la struttura da dove si sono allontanate le due ragazzine, sia accreditata con quattro strutture (nelle Marche, in Umbria, nel Lazio e in Abruzzo) per «la gestione di servizi sociosanitari e socioeducativi, rivolti a minorenni in affidamento da parte della Pubblica amministrazione», senza che si sia verificato se a Civitella Alfedena ci fosse un servizio di sicurezza? Com’è possibile che Alisya abbia confidato al suo fidanzatino Joseph, un ragazzo egiziano di 18 anni ospite anche lui nella «casa» di Civitella, l’intenzione di fuggire senza che nessuno se ne sia accorto? Perché le assistenti sociali non hanno percepito il disagio delle sorelline «rinchiuse» contro la loro volontà?
Ora la procura di Sulmona col pm Stefano Iafolla ha aperto due fascicoli, uno dopo la denuncia del padre, in cui s’ipotizza il reato di abbandono di minore. Maurizio Volpini, presidente di OfH, sostiene che non ha nulla da rimproverarsi: «Da parte nostra», ha dichiarato all’Ansa, «c’è sempre stata massima serietà e correttezza gestionale; siamo tranquilli, se è il caso ci difenderemo nelle sedi più opportune». Nei prossimi giorni sarà sentito dal magistrato perché nella fuga di Alisya e Sarah ci sono molte cose che non tornano. Si sa che hanno portato via alcuni vestiti, i trucchi, che forse avevano un terzo cellulare «segreto», su cui gli inquirenti stanno indagando, e sicuramente hanno progettato la fuga. La domanda è chi potrebbe averle aiutate a sparire.
Joseph ieri è stato sentito di nuovo dai Carabinieri e ha raccontato che la mamma in una lettera aveva loro promesso: vi vengo a prendere anche con la forza. La circostanza è stata smentita dalla donna. L’avvocato della mamma, Enrico Mastantuono, ha aggiunto: «Le ricerche sono partite con grave ritardo. A noi risulta che ad Alisya quella notte è stato somministrato dagli operatori della casa famiglia un antidolorifico: è necessario accertare le condizioni di salute della ragazza - è anche celiaca - per possibili controindicazioni». Secondo Joseph, invece, Alisya e Sarah sono nascoste in una casa di qualche parente. Le ricerche, cui si è unito anche il Soccorso alpino e speleologico, continuano: battono un’area vasta lungo le vie che portano a Passo Godi. Si stanno visionando i filmati: in uno si vedono le due ragazzine sabato 6 giugno verso le nove di sera al bar Lupo di Civitella Alfedena. Negli altri, forniti dal Sindaco Luigi Milano, si contano 300 auto transitate da Civitella nella notte tra sabato e domenica, ma su nessuna ci sono a bordo Alisya e Sarah.






