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Maurizio Landini, segretario generale Cgil (Ansa)

Le banconote che avete in tasca? Carta straccia. Ma come, sono perfino firmate da Christine Lagarde, presidente della Bce e venerato banchiere (a sinistra)? Non importa. Per Maurizio Landini bisogna stabilire una volta per tutte che con i soldi in contante «non si può più pagare più nulla».

Ma sì, in nome della lotta all’evasione fiscale dei contribuenti medio-piccoli, tocca affidarsi solo e unicamente al denaro digitale. Sperando che nessun governo liberticida, un giorno, blocchi conti e carte di credito di chi ha idee diverse dalla maggioranza, comprese le idee del segretario della Cgil.

La fissa di Landini contro il denaro contante ha del misterioso. Da anni, ogni volta che il sindacalista denuncia l’elevata evasione fiscale, di solito ricorda che le grandi multinazionali italiane (come Exor, Stellantis, Ferrari, Campari e tante altre, anche pubbliche) hanno la sede in Olanda e, anche se è tutto legale (si chiama elusione fiscale, non evasione), chiede il ritorno dei big in Italia.

Poi, anziché chiedere la fine del clamoroso dumping fiscale nell’Unione europea, della quale è convinto sostenitore, si dedica ai ceti medi nostrani, già abbastanza tartassati da una pressione fiscale che è arrivata al 43,5%.

Evasione fiscale, la Cgil attacca la flat tax ma ignora il dumping delle multinazionali

Ieri, in piazza a Roma con gli studenti, Landini ha chiesto la cancellazione della flat tax, da lui bollata come «una presa in giro». Quindi ha chiesto di far fuori le banconote stampate dalla Bce.

«Nell’era dell’Intelligenza artificiale trovo difficile continuare a raccontare che ci sono 110 miliardi di evasione», ha detto. Per poi aggiungere: «So in questo momento di essere radicale: bisognerebbe dire che con i soldi liquidi non si paga più nulla. Perché si può tracciare tutto e se tu vai a tracciare tutto eviti anche l’evasione fiscale, il lavoro nero».

Sì. Si può tracciare tutto, non c’è dubbio. E le banche sanno benissimo che giri fanno i soldi. Se poi Landini vuole continuare a credere che nessuno evada il fisco con un regolare bonifico, libero di crederlo.

Pagamenti tracciati e libertà dei cittadini, il rischio di uno Stato che controlla tutto

Ma il cittadino di uno Stato democratico non è una persona che va tracciata sempre e comunque. Se ha guadagnato i suoi soldi onestamente, e ci ha pagato le tasse, può avere bisogno di fare dei pagamenti riservati che non sono necessariamente comprare droga o finanziare attività mafiose.

Sono tantissimi i motivi per cui una persona può tenere del contante: spese impreviste (anche legali), regali e donazioni, cautela in caso di disservizi informatici, acquisti riservati (medicine, psicofarmaci o altro).

E poi ci sono momenti storici in cui anche il più democratico dei governi nel più democratico dei Paesi può bloccare i conti correnti dei suoi cittadini, ovviamente a fin di bene, per motivi sanitari o di idee politiche pericolose. Infine, sempre a tutela del diritto di opinione, va ricordato che c’è un’area grigia, anche in Occidente, in cui alcune banche possono chiudere i conti a propria discrezione.

Se il gran capo della Cgil pensa che l’uso libero del proprio denaro crei la grande evasione fiscale o il grande riciclaggio a colpi di poche migliaia di euro (oggi il tetto al contante in Italia è fissato a 5.000 euro), significa che non ha idea di che cosa muova i grandi flussi internazionali del denaro sporco e dei canali (legalissimi) attraverso i quali avvengono.

Sciopero in Toscana, la Cgil denuncia la precettazione di 49 lavoratori agli Uffizi e a Boboli

Comunque, per restare in casa Cgil, lotta dura non solo contro le banconote, ma anche contro il ministero della Cultura, a tutela del diritto di sciopero. Ieri il sindacato ha denunciato che, in vista dello sciopero generale di oggi in Toscana, Ales, società partecipata dal ministero, avrebbe precettato 49 lavoratori per consentire l’apertura di Boboli e degli Uffizi.

Un braccio di ferro andato in scena già lo scorso 19 giugno, con scia avvelenata di sanzioni disciplinari e ricorsi. I turisti, come sempre, presi in mezzo.

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