tortona bimba
Una veduta esterna della struttura di social housing a Tortona, dove una bimba di 3 anni è stata trovata morta (Ansa)

Due cooperative, assistenti sociali, psicologi e la sorveglianza del Tribunale dei minori non sono bastati. Nella notte tra giovedì e venerdì a Tortona, nel Basso alessandrino, una mamma di nazionalità russa avrebbe ucciso con un coltello da cucina la figlia di appena tre anni. Poi ha chiamato i carabinieri per chiedere aiuto e ora è in stato di fermo.

La separazione conflittuale e il riavvicinamento al padre: le ipotesi sul movente

Poi ha chiamato i carabinieri per chiedere aiuto e ora è in stato di fermo. La donna, trentenne, secondo il poco che è trapelato dalle indagini in corso, sarebbe stata molto turbata dall’intenzione del tribunale e degli assistenti sociali di favorire un graduale riavvicinamento della bimba al padre, un italiano che lei aveva denunciato per comportamenti violenti nell’ambito di una separazione molto aspra.

Servizi sociali, psicologi e casa protetta: la rete di assistenza non ha evitato la tragedia

Madre e figlia erano seguite dai Servizi sociali di Tortona e non solo. Avendo anche problemi economici, la donna aveva ottenuto un piccolo alloggio sempre a Tortona, vicino alla chiesa di Santa Maria Canale, in una struttura gestita dalla cooperativa cattolica Agape, che fa capo alla Caritas locale.

Qui, nella notte tra giovedì e venerdì, è avvenuta la tragedia. Poco dopo l’una di notte, è stata la mamma stessa a telefonare ai carabinieri per raccontare che cosa era avvenuto e che la figlia era morta, chiedendo aiuto ai militari.

Portata in caserma, dopo un interrogatorio è stata arrestata. Sul caso indaga l’Arma e il Ris di Alessandria. La donna avrebbe colpito la piccola con un grosso coltello da cucina, secondo le prime indicazioni degli inquirenti.

Il sindaco Chiodi: «Nulla lasciava presagire un gesto del genere»

Sconcertato il sindaco di Tortona, Federico Chiodi, che conosceva la famiglia, visto che il Comune seguiva da due anni quella situazione di enorme difficoltà e certo non immaginava un epilogo del genere.

Dopo la separazione, due anni fa, la madre aveva ottenuto l’affidamento esclusivo della figlia, anche perché aveva denunciato l’ex compagno per maltrattamenti nei propri confronti, maltrattamenti che per giunta sarebbero anche avvenuti di fronte alla figlia di un anno. «La città è scioccata per quanto è avvenuto. Siamo terribilmente colpiti dalla morte di una bambina così piccola», ha detto a LaPresse il sindaco della cittadina piemontese.

Il primo cittadino ha spiegato che erano stati attivati tutti gli aiuti possibili per alleviare le difficoltà economiche di madre e figlia e per seguirle anche dal punto di vista psicologico.

Nelle ultime settimane, però, c’era stato un fatto nuovo che potrebbe avere sconvolto la mamma e potrebbe essere all’origine della tragedia. I Servizi sociali del Cisa (acronimo che sta per Consorzio intercomunale servizi assistenziali) avevano cominciato a fare una serie di attività parallele e di incontri per riavvicinare la bambina al padre, anche sulla base del fatto che lui non era mai stato violento con lei.

Avrebbe potuto essere un primo passo verso una diversa decisione del Tribunale dei minori, ovvero l’avviso condiviso. C’era, poi, stata anche un’udienza di fronte allo stesso tribunale dalla quale la donna aveva probabilmente capito che prima o poi avrebbe perso il controllo esclusivo della figlioletta.

E che sarebbe tornato in gioco l’ex fidanzato, che lei aveva descritto come un personaggio violento. In ogni caso, le indagini sono appena all’inizio e le informazioni filtrate sono talmente poche che è difficile azzardare conclusioni.

Sicuramente, dovrà essere interrogato anche il padre della piccola. Nelle prime ore dopo l’uccisione della bambina, l’unico a parlare è stato, appunto, il sindaco Chiodi, al secondo mandato alla guida di una giunta di centrodestra.

Poi ha rilasciato una stringata dichiarazione anche Federica Tartara, avvocato difensore d’ufficio della donna arrestata: «È sotto choc e tutta la situazione è drammatica dal punto di vista familiare e sociale», ha detto.

Il primo cittadino ha confermato tutto il lavoro che è stato fatto per assistere questa famiglia così fragile: «Nulla lasciava presagire la presenza di altre problematiche, in particolare di natura psicologica, che potessero portare a un gesto del genere».

Disagio psicologico e fragilità economica, tutti i dubbi sulla rete di assistenza

Eh sì, pur nella totale mancanza di elementi certi, con i rilievi della polizia scientifica ancora da ultimare e alla vigilia di chissà quante perizie psichiatriche, il sindaco di Tortona ha accennato a problemi «di natura psicologica» della madre che, secondo le indagini, al momento della morte della figlioletta sarebbe stata sola in casa.

Se davvero fosse confermata la prima ipotesi, ovvero che sia stata lei ad accoltellare la bambina, il tema della sua capacità di intendere e volere e della presenza di eventuali disagi mentali diventerebbe cruciale.

E con esso, anche il meccanismo di tutele della minore e il funzionamento corretto della rete di «sensori» che, evidentemente, qui non ha funzionato benissimo tra coloro che si sono fatti carico di questa mamma e della sua piccola.

A differenza di altre tragedie simili, in questo incredibile fatto di sangue non c’era una famiglia apparentemente normale e coesa, che viveva nella sua casa al riparo di occhi indiscreti.

Qui c’era una situazione di enorme disagio, sia psicologico sia economico, nota a tutti e seguita da svariati professionisti, gestita in una casa protetta perché la madre aveva paura dell’ex marito.

Il padre sperava nell’affido condiviso, ora potrà soltanto partecipare al funerale della figlia

Il padre aveva chiesto di poter vedere la figlia e finora non era stato possibile, se non in situazione «vigilata». Aveva sul groppone una denuncia per violenze da parte della donna, nel contesto più ampio di una separazione molto conflittuale e con scambio di accuse reciproche.

Ora che aveva la concreta possibilità di ottenere almeno l’affido condiviso della bambina, potrà giusto partecipare al suo funerale.

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