protesta camionisti
(Getty Images)

Regge a stento la «pax petroleum» che il ministro dei Trasporti Matteo Salvini pensava di aver siglato con l’autotrasporto martedì a Milano. Ora il governo di fronte alla paralisi che attanaglia ancora il Sud (i blocchi stanno creando conseguenze anche a Roma dove al Centro agroalimentare scarseggia la merce e i prezzi sono alle stelle mentre aumentano le importazioni da Spagna e Albania) sta passando alle maniere decise.

Ieri rispondendo al question time alla Camera il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato: «Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi: impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale con conseguenze penali anche detentive».

Blocco dei Tir, il governo passa alle maniere forti: 1.339 identificati e 71 denunciati

«Credo sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori chiedono al ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi». Il Viminale dal canto suo si sta muovendo per identificare gli autori dei blocchi stradali: finora sono 1.339 le persone iscritte nei registri della polizia, e 71 i denunciati. Il ministro Piantedosi ha scritto a prefetti e questori e chiesto la massima attenzione sulle «infiltrazioni criminali».

Salvini annuncia nuovi aiuti per 1,07 miliardi: decreto da 150 milioni in più

Matteo Salvini ieri è tornato a farsi sentire: «Non solo confermo i 430 milioni in pagamento da oggi agli autotrasportatori per il caro gasolio, con 32.000 imprese che verranno aiutate, ma ci sono 50 milioni di euro in più per il caro gasolio anche di settembre-ottobre, e altri 590 milioni che verranno erogati per cambiare i camion vecchi con quelli nuovi». Non fidatevi delle balle che girano in rete».

Per oggi è stato convocato un consiglio dei ministri che approverà un decreto legge con interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo. Da Palazzo Chigi si sottolinea l’intenzione di distinguere le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi, nonostante l’apertura di un canale di dialogo istituzionale.

Da Confcommercio a Coldiretti, le associazioni prendono le distanze dai blocchi

Peraltro dal Forum dell’autotrasporto al Chiostro del Bramante a Roma le maggiori associazioni di categoria hanno lanciato un messaggio «responsabile».

Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio nazionale con delega al settore, ha ribadito: «La cosa più semplice sarebbe stata cavalcare la protesta. Ma non l’abbiamo fatto perché non è nel dna del nostro mondo associativo».

E il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi parlando del decreto ha anticipato: «Saranno incluse tutte le misure su cui ci siamo impegnati, alle quali abbiamo aggiunto altri 150 milioni di euro così suddivisi: 50 milioni per le domande di credito fiscale già elaborate da marzo ad oggi, altri 60 per i mesi di settembre e ottobre e 50 sul Marebonus». 

A ribadire la posizione del governo pensa anche il ministro per l’Agricoltura e la sovranità alimentare Francesco Lollobrigida che dal Forum di Coldiretti sottolinea: «I blocchi sono illegali perché violano le norme in vigore e danneggiano consumatori e imprese».

«A maggior ragione dopo l’incontro col ministro Matteo Salvini. Abbiamo evidenze che alcuni dei protagonisti hanno precedenti penali. Il rischio di infiltrazioni criminali è reale. Dopodiché, la libertà di manifestare è sacrosanta e ognuno può esprimere il proprio dissenso nel rispetto di leggi e norme».

Ma il fronte resta caldissimo. Ed è anche diviso. Perché se al Sud molti agricoltori protestano a fianco dei camionisti in altre parti d’Italia chiedono la rimozione dei blocchi.

A Venezia la Coldiretti ha manifestato, così in Emilia-Romagna, mentre da Fruitimprese, l’associazione delle imprese ortofrutticole, viene un appello: «La situazione a Sud è fuori controllo. Le speranze di una composizione della vertenza sono state disattese».

Frutta distrutta e scaffali a rischio: il Sud resta paralizzato, allarme per gli approvvigionamenti

«Va ricordato che i contratti garantiscono ai trasportatori il cosiddetto fuel surcharge con oscillazioni di prezzo del carburante sopra il 2%; a noi», dice il presidente Marco Salvi, «serve un corridoio per far arrivare la merce: abbiamo già distrutto 40.000 quintali di kiwi, insalate, uva, frutta sono perdute».

I sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, hanno scritto al ministro Matteo Salvini chiedendo di anticipare il nuovo incontro con l’autotrasporto previsto per martedì: «Il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari».

Problemi cominciano a esserci anche per i mezzi di soccorso. La protesta in Campania però rimane decisa così come in Puglia. A Caserta l’intervento della polizia che ha identificato i camionisti ha allentato la presa dei manifestanti sull’autostrada per Salerno, ma molti Tir sono bloccati perché sono state tagliate le gomme.

Da Napoli alla Sicilia, porti bloccati e industrie ferme: cresce l’emergenza merci e carburante

Il porto di Napoli resta bloccato per la spedizione delle merci. Alta la tensione in Calabria dove i tre aeroporti sono senza carburante, ma i voli per ora sono regolari; a Crotone la Finanza ha fatto controlli per evitare speculazioni sui carburanti.

Regolari traghetti da e per Messina, ma in Sicilia la situazione non si è normalizzata. Martedì il Comitato trasportatori, incontrato Salvini, aveva annunciato la rimozione dei blocchi, ma ieri l’Ais ha ribadito: «Si va avanti a oltranza, finché non ci danno i soldi noi non ci muoviamo».

I blocchi sono continuati anche nel Nord della Puglia mentre si moltiplicano i segnali di allarme delle industrie. Per Federdistribuzione tra un paio di giorni i supermercati non avranno più merce, a Termoli il pescato è stato ributtato in mare, gli edili non hanno più ferro e cemento e molte industrie del Sud si stanno fermando.

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