La macchina della sicurezza è in moto ormai da diversi giorni con l’obiettivo di evitare infiltrazioni violente da parte di gruppi spontanei di giovani e giovanissimi pronti a radunarsi virtualmente sui social per darsi appuntamento in piazza, spinti più dall’euforia criminale di provocare nuovi episodi di guerriglia urbana, magari con annesse devastazioni e saccheggi come purtroppo già avvenuto ormai quasi due settimane fa a Milano che dalla denuncia di una reale condizione di disagio.
L’attività di prevenzione, in vista dello sciopero generale di domani indetto dall’organizzazione sindacale Usb, che ha confermato manifestazioni in oltre 40 città italiane, deve necessariamente passare dalle famiglie e soprattutto dalle scuole. Questo anche dopo le occupazioni di diversi istituti in segno di protesta negli ultimi giorni, più volte caratterizzate dal ricorso alla violenza, come avvenuto al liceo artistico Argan di Roma, dove il dirigente scolastico, Nicola Armignacca, ha denunciato di essere stato aggredito da tre giovani incappucciati.
Per il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la priorità è evitare «commistioni inappropriate», nella speranza che la «tendenza delle organizzazioni storiche ufficiali a tenersi differenziate un po’ da questi movimenti» possa trovare conferma. Il capo del Viminale non ha, pertanto, motivo di «ritenere che l’organizzazione sindacale di base possa avere delle tentazioni di utilizzare queste frange di giovani per fare qualcosa che non ha nulla a che vedere con le rivendicazioni che pongono in campo».
Oggi il ministro terrà una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia delle principali città, per garantire il diritto a manifestare evitando strumentalizzazioni da parte di frange estremiste e violenze preordinate.
Roma sotto osservazione, a Milano il confronto con le scuole
Questa volta il baricentro sul fronte della sicurezza sembra spostarsi da Milano a Roma. Proprio nella Capitale, infatti, è in programma una delle manifestazioni per le quali è previsto il maggior afflusso, con il raduno in piazza dei Cinquecento. Per far sì che il corteo non si trasformi in una nuova occasione di guerriglia urbana, oggi pomeriggio il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica metterà a punto le misure necessarie.
A Milano, dove il corteo partirà da piazza Duca d’Aosta, il comitato si è riunito ieri alla presenza della dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Luciana Volta, adottando un’iniziativa che, alla luce dei fatti delle ultime settimane, andrebbe replicata su base nazionale. L’obiettivo è mettere in campo specifiche attività di sensibilizzazione e confronto con gli studenti e con le loro famiglie in vista delle manifestazioni collegate allo sciopero generale di domani.
A Torino controlli rafforzati, a Napoli lo slogan «Blocchiamo tutto!»
Durante la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Torino, presieduta dal prefetto Donato Cafagna, è stata condivisa la nota delle categorie del commercio, che hanno voluto ringraziare le forze dell’ordine per l’impegno profuso sabato scorso, quando i massicci controlli in città hanno impedito episodi di vandalismo e furto. Misure che saranno replicate integralmente anche domani.
Sono previste apposite ordinanze per prevenire l’utilizzo di oggetti pericolosi e di materiali per il travisamento del viso, come caschi, maschere antigas e passamontagna.
Nel frattempo, all’appello dell’Usb, oltre agli studenti, hanno risposto anche pensionati, pro Pal, autotrasportatori, pacifisti, centri sociali e antagonisti. Nel corso di una conferenza stampa, il sindacato ha confermato l’intenzione di «disubbidire» alla precettazione del ministro Matteo Salvini sul fronte dei trasporti.
A Napoli, infine, sarà lo slogan «Blocchiamo tutto!» ad accompagnare i manifestanti contro il carovita e la guerra. Anche in questo caso è prevista una forte saldatura con il mondo studentesco, protagonista delle occupazioni di sedi universitarie e di una trentina di istituti superiori della città partenopea, nate per accendere i riflettori sull’alto costo degli alloggi per gli studenti fuori sede.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >