Storie diverse, unite da un filo rosso: il problema degli affitti. Pamela spende 450 euro per un posto letto, spese escluse, con un contratto di un anno rinnovabile per il secondo. A Thomas una stanza singola costa 520 euro. Tommaso, invece, fa il pendolare: viene da Vernio, il comune più a nord della provincia di Prato, e ogni giorno, tra andata e ritorno, passa più di tre ore sui mezzi pubblici, tra treni e bus, per raggiungere l’università, vista «l’impossibilità di trovare un’abitazione» a Firenze.
La protesta degli studenti contro il caro affitti a Firenze
Tutte queste voci si sono ritrovate in piazza della Signoria, dove il collettivo autorganizzato universitario (Cau) ha messo in scena un flash mob «per denunciare la devastante crisi abitativa che colpisce gli studenti in città e in tutto il Paese».
Nel mirino ci sono, anzitutto, le politiche del governo e il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini: «Alle classi popolari e agli studenti servono edilizia pubblica, ospedali e scuole». Le risorse, secondo il collettivo, vanno investite in «sanità, istruzione e diritto alla casa anziché in armi o nel profitto dei grandi privati che si arricchiscono sulle nostre spalle». Negli ultimi mesi, sostengono, «i prezzi dei beni di prima necessità sono triplicati, la benzina è diventata un bene di lusso, gli affitti sono alle stelle, le scuole cadono a pezzi e lo stipendio, quando c’è, non basta più».
La lettera di sfratto simbolica alla sindaca Sara Funaro
Le critiche, però, non risparmiano il centrosinistra. A Firenze i manifestanti se la prendono con il sindaco Sara Funaro, a cui hanno recapitato una “lettera di sfratto” indirizzata all’inquilina di Palazzo Vecchio. «Siamo qui per mandare un avviso di sfratto al sindaco Funaro e all’amministrazione di centrosinistra, che non fa niente davanti all’uso improprio dei fondi del Pnrr e si allinea perfettamente con le linee politiche del governo Meloni», attaccano gli studenti.
Studentati finanziati dal Pnrr, le contestazioni del Cau
Contestano in particolare il «nuovo studentato in via Capo di Mondo», che, anche se realizzato con denaro pubblico, «tra 12 anni finirà in mano ai privati». Le criticità del Calamandrei, il più grande studentato della città, mostrano inoltre, secondo i giovani, come «a questo governo e a tutto il centrosinistra non interessi riabilitare edifici pubblici già esistenti, ma crearne altri per favorire solamente i privati».
Le tre richieste: gestione pubblica, affitti calmierati e vincoli permanenti
Da qui le tre richieste portate in piazza: che il 100% dei posti letto e degli studentati finanziati con i fondi del Pnrr sia gestito da enti pubblici per il diritto allo studio, che l’affitto degli alloggi sia a prezzo calmierato e calcolato in relazione al salario, e che non ci sia alcuna scadenza per i vincoli d’uso, perché gli studentati devono rimanere studentati. Il Cau annuncia infine: «Saremo in piazza al fianco di lavoratori e lavoratrici allo sciopero generale del 30 ottobre».
La protesta contro il caro affitti arriva anche a Napoli
Quello di Firenze non è l’unico flash mob organizzato dal collettivo. Due giorni fa, davanti al Comune di Napoli, i giovani si sono accampati con delle tende e hanno consegnato un’altra lettera simbolica di sfratto al sindaco Gaetano Manfredi, accusando lui e la sua amministrazione di non contrastare adeguatamente la speculazione immobiliare.
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