Cortei contro il carovita in tredici città. Nel capoluogo lombardo bombe carta, lanci di pietre e barricate, devastata un’auto dei carabinieri. Tensioni anche a Torino e Bologna, con lacrimogeni e idranti. Diversi feriti a Milano.
La protesta contro il caro vita e le difficoltà economiche si è trasformata in una giornata di tensione in diverse città italiane. Sabato 17 ottobre, l’iniziativa «Italia in Piazza», promossa sui social e sui canali di messaggistica da gruppi di cittadini che si definiscono apolitici e apartitici, ha portato in strada manifestanti in tredici città. Tra le principali, Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Firenze e Genova.
Al centro della mobilitazione ci sono il costo della vita, gli stipendi considerati insufficienti, la pressione fiscale e le difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Ma in alcune piazze la manifestazione è stata segnata da scontri con le forze dell’ordine e danneggiamenti. La situazione più grave si è registrata a Milano, dove le tensioni sono proseguite dal pomeriggio nel centro cittadino, fino a piazza Duomo. Incidenti anche a Torino e Bologna.
Milano, bombe carta e sassi contro la polizia
Nel capoluogo lombardo il corteo, a cui hanno partecipato oltre cinquemila persone, si è bloccato nel pomeriggio in via Broletto. Intorno alle 16.30 alcuni gruppi di giovani, in parte vestiti di nero e con il volto coperto, hanno iniziato a lanciare pietre contro gli agenti in tenuta antisommossa. Sono state lanciate anche bombe carta e fuochi pirotecnici.
La polizia ha risposto con una carica di alleggerimento. Durante gli scontri sono state danneggiate alcune pensiline dell’Atm e le vetrate ai primi piani di alcuni edifici storici. In strada sono finiti anche tavolini e altri oggetti, mentre una fotografa è rimasta lievemente ferita.
La manifestazione si è poi frammentata. Dopo i primi contatti con gli agenti in via Broletto e nelle strade vicine, la tensione si è spostata verso piazza Cordusio e la Galleria Vittorio Emanuele II. Qui le forze dell’ordine sono intervenute nuovamente per disperdere i gruppi più violenti. Alcuni turisti hanno assistito agli scontri, mentre in diversi negozi del centro le saracinesche sono state abbassate per proteggere clienti e dipendenti.
Piazza Duomo, assalto alle forze dell’ordine e barricate
La situazione è ulteriormente peggiorata in piazza Duomo. Dopo lo scioglimento del corteo a Cordusio, diverse centinaia di persone si sono divise in gruppi e hanno raggiunto la piazza, dove sono ripresi gli attacchi contro lo schieramento delle forze dell’ordine.
Sono state lanciate transenne, pietre e bombe carta. In più occasioni gruppi di manifestanti hanno avanzato contro gli agenti, costringendoli ad arretrare. Nel corso degli scontri è stata devastata e saccheggiata un’auto dei carabinieri, mentre sono stati danneggiati anche alcuni mezzi blindati.
I gruppi più violenti hanno inoltre improvvisato barricate utilizzando transenne e arredi urbani. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e ulteriori cariche di alleggerimento. In seguito sono arrivati rinforzi del Reparto mobile, con una ventina di mezzi tra furgoni e jeep.
La polizia ha quindi avanzato per liberare la piazza e allontanare i gruppi rimasti sul posto. Gli interventi sono proseguiti lungo corso Vittorio Emanuele, dove è stato impiegato anche un mezzo con idrante. Alcuni manifestanti hanno tentato di resistere erigendo nuove barricate con cestini e transenne.
Il bilancio sanitario, secondo una prima rilevazione del 118, è di cinque giovani tra i 18 e i 30 anni trasportati in ospedale con contusioni e ferite giudicate lievi. Tre sono stati portati al Niguarda, uno al Policlinico e uno all’Istituto Città Studi. Altri due ragazzi, di 17 e 18 anni, feriti durante gli incidenti, hanno rifiutato il ricovero e sono stati assistiti sul posto. Nelle prime notizie sugli scontri era stato segnalato anche un agente ferito.
Torino, scontri vicino a Porta Nuova e libreria vandalizzata
Tensioni anche a Torino, dove diverse centinaia di persone si sono radunate in piazza Castello per protestare contro il carovita e il costo dei carburanti. Una delle promotrici, Miriam, 23 anni, ha riassunto così le ragioni della mobilitazione: «La gente è stanca di non riuscire ad arrivare più a fine mese».
Al raduno si sono aggiunti giovani e giovanissimi appartenenti a collettivi studenteschi, centri sociali, comitati antifascisti e sindacati di base. Gli organizzatori avevano chiesto ai partecipanti di non esporre le bandiere delle rispettive organizzazioni, spiegando: «L’unica bandiera che vorremmo vedere è quella italiana».
Nel corso del pomeriggio, tuttavia, il corteo è stato attraversato da momenti di tensione. Alcuni gruppi di giovani incappucciati si sono avvicinati alla manifestazione, mentre le forze dell’ordine hanno cercato di impedire che si inserissero nel gruppo principale.
In seguito, alcuni partecipanti hanno proseguito la marcia oltre il percorso previsto, dirigendosi verso la stazione ferroviaria di Porta Nuova. Qui si sono verificati lanci di pietre e bottiglie contro gli agenti schierati a protezione degli ingressi. La polizia ha risposto con i lacrimogeni, disperdendo parte della folla.
Poco prima del passaggio del corteo, un piccolo gruppo si era staccato dalla manifestazione e aveva fatto irruzione nella libreria Feltrinelli all’interno della stazione, rovesciando libri e installazioni. Dopo l’episodio, gli accessi a Porta Nuova sono stati chiusi.
Gli incidenti sono proseguiti anche in altre zone del centro, tra piazza Castello e via Po, dove alcuni gruppi hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine e improvvisato barricate. Gli agenti sono intervenuti con lacrimogeni e idranti.
Bologna, pietre e oggetti contro gli agenti davanti alla stazione
A Bologna gli scontri si sono concentrati in piazza Medaglie d’Oro, davanti alla stazione ferroviaria. Alcuni giovani incappucciati hanno lanciato pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto utilizzando lacrimogeni e idranti.
Durante gli incidenti sono state rovesciate anche numerose biciclette a noleggio. La tensione si è poi spostata dalla piazza verso le strade circostanti, in direzione di via Indipendenza, con gli agenti impegnati a disperdere i gruppi coinvolti negli scontri.
Le altre piazze e la reazione della politica
La mobilitazione ha interessato anche altre città. A Genova circa duecento persone si sono radunate in piazza De Ferrari per poi attraversare il centro storico. In testa al corteo uno striscione contro il carovita, accompagnato da bandiere italiane e palestinesi e da cartelli contro la guerra. Tra le richieste dei partecipanti, maggiori risorse per le scuole e per gli affitti e una riduzione delle spese per gli armamenti.
Gli episodi registrati a Milano, Torino e Bologna hanno intanto suscitato la reazione del vicepremier Antonio Tajani, che ha affidato a X un commento sugli scontri e sui danneggiamenti.
«Il diritto e la libertà di manifestare sono sacrosanti, ma non è da meno il diritto di tutti i cittadini alla sicurezza e quello delle forze dell’ordine a non essere aggredite», ha scritto Tajani, definendo «totalmente inaccettabili» le violenze e i vandalismi registrati nelle diverse città.
Il vicepremier ha aggiunto: «Altrettanto inaccettabile è che parte dell’opposizione soffi sul fuoco della protesta violenta di piazza, nel tentativo di compensare la propria assenza di idee e proposte». Infine, ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine.
La giornata lascia così due piani distinti: da una parte le ragioni economiche che hanno portato cittadini in piazza, dall’altra gli episodi di violenza che hanno accompagnato alcune manifestazioni e che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.