«The Beauty», la serie Disney che trasforma la bellezza in contagio
«The Beauty» (Disney+)

Una malattia sessualmente trasmissibile rende chi ne è colpito straordinariamente bello, ma conduce a una morte inevitabile. Tra indagine, moda e critica sociale, The Beauty debutta su Disney+ con la regia visionaria di Ryan Murphy.

Un’epidemia al contrario, in cui lo spettro della morte sia sostituito da una bellezza sfolgorante, un ideale di perfezione. The Beauty, miniserie al debutto su Disney+ giovedì 22 gennaio, è un paradosso. Ma non c’è lieto fine a renderlo lieve, anzi. L’epidemia di cui racconta, una malattia a trasmissione sessuale che renda meraviglioso ogni infetto, lascia dietro di sé una felicità solo apparente. Le vittime del contagio luccicano. Eppure, dentro di loro, qualcosa lentamente si spegne. Marcisce.

E quelle figure statuarie, i loro corpi e i volti calibrati con proporzioni auree, pian piano muoiono. Una, poi un’altra, un’altra ancora. Le creature perfette, avvolte in abiti di ultima moda, vengono trovate senza più vita. E quel che sulle prime era stata liquidata come una macabra coincidenza diventa presto il seme di un’indagine.

Due agenti dell’Fbi, Cooper Madesn e Jordan Bennett, vengono spediti a Parigi, per far luce sugli strani decessi che macchiano la copertina patinata della haute couture. La settimana della moda francese, il suo eterno richiamo globale, è appena agli inizi quando i due americani mettono piede a Parigi. Troppe top model sono morte in circostanze misteriose e non ci vuole granché prima che la coppia apprenda con orrore che, dietro quegli strani decessi, c’è l’ombra di un virus. Un virus sessualmente trasmissibile, capace di renderti bello fino a morire. La malattia, senza nome, si diffonde attraverso il piacere, e pare amplificarlo. Chiunque venga contagiato si trasforma, il corpo miracolosamente definito e il viso trasformato. Diventa bello come un Dio, ma nel farlo pecca d’hybris. La parentesi dorata, l’intermezzo della perfezione, si spegne, il cuore cede. Chiunque si ammali, pur bellissimo, muore. E la colpa, in una società ossessionata dal proprio aspetto, sembra essere di un oscuro miliardario delle tecnologie, reo di aver creato un farmaco chiamato The Beauty. Il miliardario, nella serie televisiva, ha il volto (pressoché irriconoscibile) di Ashton Kutcher, primo di una lunga quanto blasonata lista di attori.

In The Beauty, recitano – fra gli altri – Bella Hadid, Evan Peters, Nicola Anne Peltz, Peter Gallagher. E la mano, capace di muoversi con maestria superba, tra l’horror e il trash, senza dimenticare di fondare entrambi sulla più spietata critica sociale, è quella di Ryan Murphy, sempiterna garanzia di un intrattenimento di altissima qualità.

Da non perdere

La belva Fagnani morde ma non risponde
Televisione

La belva Fagnani morde ma non risponde

Gigi Marzullo interroga la conduttrice Rai sul perché non abbia mai fatto un figlio. Lei si inalbera e, dopo una supercazzola sulla maternità, dice che queste domande non si fanno nel 2026. Ma la giornalista chiedeva ben di peggio a chi le si parava davanti...

Trovato morto a Washington il giornalista Daniele Compatangelo
Televisione

Trovato morto a Washington il giornalista Daniele Compatangelo

Il corrispondente italiano dalla Casa Bianca è stato trovato senza vita nella sua abitazione. Secondo i primi accertamenti non ci sarebbero segni di violenza. Lo scorso mese aveva realizzato l'intervista esclusiva andata in onda su La7, nella quale Donald Trump aveva attaccato Giorgia Meloni.

Altri 90 minuti ostaggio del fanatismo di Adani
Televisione

Altri 90 minuti ostaggio del fanatismo di Adani

È una forma di esaltazione, anzi telefanatismo. Come chiamarle altrimenti certe performance di Lele Adani, la seconda voce delle cronache Rai dei Mondiali di calcio, segnatamente durante le partite dell’Argentina e del suo condottiero Messi?

Ranucci il probo andava a letto con una fonte
Televisione

Ranucci il probo andava a letto con una fonte

Nella sua autobiografia, il conduttore racconta senza filtri anche due relazioni. Una, finita tragicamente, con una sua stagista L’altra con una informatrice. Divampa la polemica, mentre l’ad Rai Rossi spiega lo stop alle repliche: «Mossa a tutela del brand»

La Rai mette in freezer le repliche di «Report»
Televisione

La Rai mette in freezer le repliche di «Report»

Viale Mazzini ha deciso di sospendere la messa in onda, durante i mesi estivi, delle puntate dell’ultima stagione della trasmissione. Tre membri del cda strepitano, la Schlein resta ancora muta. Il conduttore: «Una decisione che delegittima me e i miei colleghi».