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Jannik Sinner festeggia la vittoria nel quarto di finale maschile di Wimbledon contro Jan-Lennard Struff (Ansa)

Jannik Sinner non sbaglia. Sull’erba di Wimbledon, al campione altoatesino sono bastate poco più di due ore e mezza e tre set per superare Jan-Lennard Struff, trentaseienne tedesco numero 73 nel ranking, e conquistare il pass per la semifinale dello slam londinese.

Un 3-0 apparentemente agevole, ma più complicato di quanto non raccontino i numeri. Ad ammetterlo è stato lo stesso Sinner a fine partita: «È stata durissima. Lui è un giocatore molto difficile da affrontare. All’inizio ha fatto meglio di me, mentre io lottavo per entrare in partita». A differenza di altre volte, infatti, il numero 1 Atp ha avuto qualche gatta da pelare soprattutto nei primi due set, con il secondo portato a casa al tie-break.

Il primo parziale è rimasto in perfetto equilibrio fino al 5-5, con Struff capace di mettere costantemente pressione grazie a un servizio particolarmente efficace. Sinner, però, ha alzato il livello proprio nel momento decisivo, trovando il break nell’undicesimo game e chiudendo poi 7-5 senza concedere occasioni al tedesco. Ancora più combattuto il secondo set. L’azzurro è partito meglio, conquistando subito un break, ma Struff ha reagito immediatamente riportando il punteggio in equilibrio. Da lì i due hanno tenuto i rispettivi turni di battuta fino al tie-break, dopo che il tedesco si era anche procurato un set point sul 6-5, prontamente annullato da Sinner con personalità. Nel gioco decisivo il numero uno del mondo è stato impeccabile, imponendosi 7 punti a 4 e indirizzando definitivamente l’incontro. Con due set di vantaggio la partita è cambiata. Struff ha progressivamente perso incisività al servizio, mentre Sinner ha iniziato a gestire gli scambi con maggiore tranquillità. L’equilibrio è durato fino al 3-3, poi è arrivato il break che ha spezzato definitivamente la resistenza del tedesco. Da quel momento l’altoatesino non ha più concesso nulla, chiudendo 6-3 al primo match point dopo due ore e 37 minuti di gioco. A pesare è stato anche il caldo che continua ad accompagnare questa edizione dei Championships. I 31 gradi e l’orario – il match è iniziato alle 13 locali – non hanno di certo aiutato i giocatori e, inevitabilmente, a Sinner è stato chiesto se avesse temuto di rivivere le difficoltà fisiche accusate al Roland Garros. «Dopo Parigi abbiamo lavorato tanto per capire cosa fosse successo e oggi mi sentivo molto bene. Se dovesse accadere di nuovo, sappiamo che dovremo cambiare un paio di cose. Per ora mi godo questa semifinale», ha spiegato il numero uno del mondo. Un traguardo che vale anche un’altra statistica di assoluto prestigio: Sinner entra infatti nel ristrettissimo gruppo di giocatori che dal 2000 hanno raggiunto almeno dieci semifinali Slam prima dei 25 anni, insieme a Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz.

Sinner tornerà in campo venerdì per la semifinale. Un traguardo a cui punta con decisione l’altro italiano ancora in gara, Flavio Cobolli, reduce dall’impresa contro Alex De Minaur. Il ventiquattrenne romano, inserito nell’altra parte del tabellone rispetto a Sinner, proverà a inseguire la sua prima semifinale nello Slam londinese affrontando domani il britannico Arthur Fery, e perché no, a sognare una storica finale tutta azzurra a Londra. Sempre domani, il Centrale di Wimbledon, vedrà protagonista nel femminile Jasmine Paolini. La trentenne toscana aprirà il programma dei quarti di finale contro l’ucraina Marta Kostyuk con l’obiettivo di conquistare un posto tra le migliori quattro del torneo.

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