Italia presa a schiaffi dalla Norvegia. Il cammino verso il mondiale 2026 comincia nel peggiore dei modi per la Nazionale di Luciano Spalletti, travolta a Oslo sotto una pioggia battente e davanti ai 26.000 dell’Ullevaal Stadion. Una prestazione insufficiente, passiva e mai all’altezza della situazione, sottolineata anche dai cori di contestazione partiti dal settore ospiti dove erano presenti 850 tifosi italiani. Un 3-0, maturato tutto nel primo tempo, che non può lasciare spazio ad alcun alibi, proprio in quello che, con ogni probabilità, sarà il match più importante e pesante ai fini del primo posto nel girone di qualificazione.
Gli scandinavi volano ora in testa al gruppo I con 9 punti, a punteggio pieno dopo tre partite. Per gli azzurri, invece, si trattava dell’esordio, in un girone che comprende anche l’Estonia (seconda con 6 punti), Israele (terzo a 3) e la Moldavia, ultima insieme all’Italia a quota zero e prossima avversaria lunedì a Reggio Emilia. Guardando la Norvegia passeggiare sulle macerie dell’Italia, sembrava quasi di rivedere in replica la finale di Champions League di sabato scorso, con il Psg dominante e l’Inter incapace di reagire: una resa incondizionata, senza appello.
Gli azzurri, fragili in difesa e inesistenti a metà campo, non sono stati in grado di costruire niente a livello offensivo al punto che il primo tiro nello specchio dell’Italia è arrivato al 91’. Nessuna traccia di orgoglio, nessuna reazione. Solo passività, confusione e preoccupanti segnali di smarrimento in vista dell’immediato futuro, con lo spettro dell’ennesima clamorosa esclusione mondiale che si materializza prepotentemente. A questo punto, per l’Italia sembra già quasi sfumata la possibilità di chiudere al primo posto: l’unica speranza potrebbe rimanere il secondo posto e i playoff. Ma è un’eventualità tutt’altro che rassicurante, considerati gli ultimi due precedenti nefasti: nel 2017 con la Svezia e nel 2022 con la Macedonia.
L’avvisaglia di una prestazione a tratti sconcertante si era avvertita già dopo i primi minuti in cui i padroni di casa hanno preso pieno possesso del campo davanti a un’Italia confusa, lenta e impaurita. Gli scandinavi hanno fatto subito capire di voler comandare il gioco, mentre gli azzurri si sono chiusi nel 3-5-2 molto discutibile disegnato dal ct, sperando di colpire in ripartenza. Ma si è trattato di un castello di carte venuto giù alla prima folata di vento. Al 14’, Bastoni ha battuto male una punizione nella metà campo azzurra, Nusa ha recuperato palla e lanciato Sorloth, che ha battuto Donnarumma con un diagonale preciso per l’1-0 made in Norway. Il raddoppio è arrivato con una perla di Nusa, imprendibile sulla fascia per Zappacosta. Il numero 20 di proprietà del Lipsia ha sfondato a sinistra dopo una sponda di Haaland, saltato due uomini e scaricato un destro sotto la traversa.
La squadra di Spalletti a quel punto è andata in totale cortocircuito e al 42’ ha incassato anche il terzo gol: il genio dell’Arsenal Odegaard ha pescato Haaland sul filo del fuorigioco. Per l’attaccante del Manchester City è stato quasi un gioco da ragazzi dribblare Donnarumma e appoggiare in rete il gol del 3-0. La ripresa si è aperta con l’ingresso di Frattesi per Rovella. Il centrocampista dell’Inter, inizialmente e incomprensibilmente ignorato da Spalletti così come era stato escluso da Inzaghi nella finale di Champions, ha provato a portare un po’ di energia a un centrocampo spento. Ma il copione non è cambiato: il pallino del gioco è rimasto in mano alla Norvegia che si è limitata a controllare il match e il cronometro, mentre l’Italia ha continuato a galleggiare nella confusione. Al 66’, sul destro secco di Berg da fuori area, è stato il palo a graziare gli azzurri dal poker. Spalletti ha provato tardivamente a smuovere qualcosa con Orsolini e Lucca, seguiti nel finale da Ricci e Dimarco, ma la reazione è stata tutta nelle intenzioni, mai nei fatti.
Ora l’Italia ha meno di 72 ore per rialzarsi contro la Moldavia. E non può più sbagliare. A fine gara Spalletti ha spiegato così il ko: «Dopo il 2-0 è stato difficile trovare spazi e la mancanza di giocatori che saltano l’uomo ha fatto la differenza. Questo gruppo l’ho scelto e con loro vado avanti». O a fondo, viene da dire. Duro Donnarumma: «Serve un esame di coscienza, partite così sono inaccettabili. Dobbiamo restare uniti».
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