Un impatto repentino, violentissimo. La speranza che l’incidente di gioco potesse risolversi con sollievo. Poi la tragedia. Jesus De Miguel Alameda, 30 anni, attaccante del Tenerife, squadra di calcio della seconda divisione spagnola, è morto ieri dopo diverse ore di terapia intensiva. Fatale lo scontro con Jesus Owono, venticinquenne portiere dell’Andorra, durante la partita di campionato disputata lunedì pomeriggio.
Lo scontro fatale durante la partita
Ora tocca alle autorità sportive, ma anche giudiziarie, stabilire il da farsi. Owono rischia una lunga squalifica e un’indagine penale. Tutto si è svolto in pochi secondi: le squadre erano sul 2-2 quando, nei minuti di recupero, un lancio ha innescato la corsa di De Miguel verso la porta avversaria. Il portiere ha azzardato un’uscita spericolata fuori dall’area, ginocchio alto, colpendolo a tutta velocità in pieno petto. Subito si è capito che qualcosa di serio stava accadendo. La punta si è accasciata, ha perso conoscenza, è subentrato un arresto cardiaco durato 15 minuti, nonostante gli immediati soccorsi dei compagni e del personale medico. Durante il trasporto in ospedale, De Miguel avrebbe ripreso conoscenza, ma la circolazione del sangue compromessa e le conseguenze della botta non gli hanno lasciato scampo. Era nato a Madrid nel 1996, da due anni militava nel club delle Canarie con la maglia numero 9, dove si era conquistato il supporto dei tifosi a suon di gol.
La squalifica e il possibile procedimento penale
Il portiere, originario della Guinea Equatoriale, qualche match giocato anche in Liga, è stato espulso. Per lui si parla di quattro fino a 12 giornate di squalifica: l’articolo 102 del Codice di disciplina sportiva iberico lo sancisce per quei giocatori che «provocano lesioni gravi o conseguenze dannose a un avversario». Le polemiche infuriano. Owono ha dovuto chiudere i suoi social network per evitare gli insulti degli utenti: pare scosso per l’accaduto e starebbe tentando di mettersi in contatto con la famiglia di De Miguel.
Intanto la magistratura locale ha iniziato gli accertamenti di rito. C’è chi parla di due eventualità penali: omicidio colposo per imprudenza grave, o per imprudenza meno grave. Nel primo caso, il Codice spagnolo prevede una pena da uno a 4 anni di carcere; nel secondo, da 3 mesi a 18 mesi. Ma si tratterebbe di ipotesi estreme. Il procuratore capo José Luis Sanchez-Jaregui, ritiene «molto difficile l’apertura di un procedimento penale», dal momento che «le lesioni in ambito sportivo non sono punibili, salvo che vi sia stata un’aggressione di un giocatore nei confronti di un altro durante un’interruzione del gioco».
Gli accertamenti della magistratura spagnola
Prima di ogni valutazione sarà esaminato il referto arbitrale in attesa della decisione del Comitato di disciplina sportiva: bisogna comunque appurare se il portiere abbia agito con l’intenzione di provocare un danno. In ogni caso, i familiari del calciatore deceduto potranno presentare una denuncia qualora non condividessero le conclusioni dell’inchiesta.
Nelle ultime ore, tante le parole di cordoglio: da Kylian Mbappé a Nico Paz, da Pedri a Morata. E la dirigenza del Tenerife chiede due settimane di stop per campionato e coppe.
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