Tra il 1976 e il 1977 David Berkowitz uccise sei persone e ne ferì altre sette. Convinto di ricevere ordini demoniaci, il serial killer che si firmava «Figlio di Sam» fu arrestato grazie alla targa della sua Ford Galaxie blu.
Richard David Falco era nato a Brooklyn il 1°giugno 1953 come figlio naturale di Elizabeth Broder, una donna ebrea, che diede al figlio il cognome del precedente marito, Anthony Falco. Per difficoltà personali, la donna diede presto il piccolo in adozione ad una coppia anch’essa di religione ebraica, Nathan e Pearl Berkowitz.
Cresciuto come un ragazzino normale, fu sconvolto dalla morte della madre adottiva Pearl dovuta ad un cancro al seno nel 1967. In seguito all’evento, David si isolò sempre di più dalla società, scegliendo per un periodo l’arruolamento nell’esercito, dal quale si congederà nel 1974 con onore.
Apparentemente soltanto riservato, lavorò come guardia giurata e come impiegato delle poste senza destare alcun sospetto. Nel 1975 i primi segni di disagio psichico sfociarono in violenza. Dapprima diventò piromane, appiccando incendi a New York senza mai essere scoperto.
Quindi passò all’attacco contro le persone il giorno di Capodanno del 1975, quando ferì gravemente la 15enne Michelle Forman con un coltello da caccia, dopo aver dato retta alle «voci» che lo spingevano a colpire.
I cani dei vicini ordinano a David di uccidere
Il mese successivo Berkowitz si trasferì in una casetta bifamiliare dove i vicini avevano un cane, un pastore tedesco, che secondo Berkowitz sarebbe stato posseduto dal Demonio il quale, per voce dell’animale, gli avrebbe ordinato di uccidere donne «giovani e attraenti».
Poco dopo David cambiò nuovamente abitazione, ma le cose peggiorarono perché anche il nuovo vicino, il pensionato Sam Carr aveva un cane. Le allucinazioni aumentarono, tanto che David si convinse che il Diavolo che impartiva ordini di uccidere fosse proprio il vecchio Sam.
Il 29 luglio 1976 Berkowitz uscì come ogni sera dal lavoro, dirigendosi verso il Bronx. Qui, dentro ad una macchina parcheggiata, stavano chiacchierando tra loro due giovanissime ragazze italoamericane dopo una serata passata insieme: Donna Lauria, di 18 anni e Jody Valenti, di appena un anno più grande.
Erano le 01:10 quando Berkowitz scaricò la sua calibro 44 dal finestrino del passeggero freddando all’istante Lauria e ferendo gravemente Valenti, che si salvò per miracolo. Il killer, in assenza di telecamere non diffuse all’epoca, riuscì a fuggire senza lasciare traccia. Il giorno seguente, riprese la sua vita ed il lavoro quotidiano.
Il 23 ottobre Berkowitz volle ripetere lo stesso copione del primo omicidio. Nel Queens, più o meno alla stessa ora, colpì Carl Denaro, 25 anni, che riuscì a sopravvivere nonostante l’asportazione di parte della calotta cranica. Anche in questo caso la donna stava parlando in macchina con l’amica Rosemary Keenan, che non fu colpita ma che non riuscì per il buio e la rapidità dell’attacco a riconoscere il killer.
Un mese dopo, il 26 novembre, Berkowitz colpì due ragazze, Donna DeMasi e Joanne Lomino mentre camminavano verso casa. Sopravvissero, ma la seconda rimase paralizzata a vita.
Sei mesi più tardi il «killer della calibro 44» come lo avevano chiamato i giornali inizialmente, tornò ad uccidere. Il 30 gennaio 1977, 40 minuti dopo la mezzanotte, aprì il fuoco contro altre due persone in una macchina parcheggiata all’Interboro Parkway Subway Station del Queens.
Sotto i colpi della 44 moriva Christine Freund, di 26 anni. Accanto a lei il fidanzato John Diel che sopravvisse seppur ferito. L’8 marzo la calibro 44 del killer che stava terrorizzando New York sparò nuovamente uccidendo la diciannovenne Virginia Voskerichian (che in questo caso era sola).
Il 17 aprile 1977 nel Bronx colpì un’altra coppia di giovani in una macchina parcheggiata, la diciottenne Valentina Suriani che morì in ospedale e il compagno Alexander Esau, che sopravvisse alle gravi ferite. Poco dopo questo omicidio Berkowitz inviò un messaggio all’editorialista del New York Daily News, Jimmy Breslin, firmandosi per la prima volta «Son of Sam».
L’«Estate di Sam»
Nella primavera e nell’estate del 1977 quella firma risuonerà come un segno di terrore in tutta New York, generando una vera e propria psicosi. I giornali, la radio e le televisioni lanciarono continui appelli alla popolazione, invitandola a non appartarsi in macchina di notte. Addirittura suggerì alle donne di tingersi i capelli, perché la stampa aveva montato la storia che il serial killer uccideva giovani con i capelli neri e lunghi, fatto poi smentito dai delitti che seguirono.
La notte del 31 luglio 1977 il «Figlio di Sam» si recò nel suo quartiere natale, Brooklyn. Alle 2:35 aprì il fuoco nella zona di Bath Beach compiendo il suo ultimo delitto. Stacey Moskowitz e Robert Violante, ventenni al loro primo appuntamento, stavano dondolandosi su un’altalena quando la ragazza notò una figura maschile ferma a poca distanza. L’errore fatale fu che Violante decise di entrare in macchina. Poco dopo Berkowitz sparò dal finestrino del passeggero uccidendo Stacey e ferendo gravemente Violante, che rimarrà cieco.
La svolta arrivò proprio dopo quest’ultimo crimine, mentre la credenza che il killer uccidesse soltanto donne dai capelli neri fu smentita dal fatto che l’ultima vittima era bionda. Una testimone, Cecilia Davis, riportò alla polizia di avere visto una persona sospetta aggirarsi nella zona dove il Figlio di Sam aveva colpito. E riportò un fatto apparentemente marginale, ma che fu determinante per la cattura di Berkowitz.
«New York 561-XLB»: una targa porta al colpevole
La signora Davis aveva notato che poco prima dell’attacco del 31 luglio la polizia aveva multato una macchina in sosta vietata, arrivata da poco. Gli inquirenti risalirono a una Ford Galaxie 500 blu scura con targa 561-XLB, regolarmente intestata a David Berkowitz abitante nel quartiere di Yonkers. Dopo un breve pedinamento, la polizia fece irruzione il 10 agosto 1977 e trovò il killer in casa e l’arma del delitto, la Charter Arms Bulldog calibro.44 che terrorizzò la città di New York per un anno intero. Berkowitz non oppose resistenza, accogliendo gli agenti con la frase «Alla fine mi avete preso!».
Fu condannato per i delitti che egli stesso ammise davanti alla Corte a 365 anni di reclusione. Gli psichiatri diagnosticarono una schizofrenia paranoide, che tuttavia non causò la scarcerazione, oltre ad altre manie derivate da una rabbia patologica e dal senso di abbandono esplosi dopo la morte della madre adottiva. Durante la carcerazione Berkowitz è stato un detenuto modello, ha abbracciato la religione cristiana studiando i sacri testi e si trova attualmente detenuto nella struttura di massima sicurezza Shawangunk Correctional Facility nello Stato di New York, dove ha più volte rifiutato le istanze di scarcerazione.
La sua storia ha fatto da sfondo al film di Spike Lee «Summer of Sam» del 1999.