Un drone sottomarino bianco con il logo Fincantieri e eliche anteriori che naviga nell'acqua blu profonda
Un drone subacqueo autonomo targato Fincantieri in immersione, parte del sistema integrato Deep per la protezione e il monitoraggio delle infrastrutture critiche sottomarine

Fincantieri va alla conquista degli abissi. Con le acquisizioni a inizio luglio di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero punta a costituire un «campione internazionale» nel settore della subacquea.

L’operazione rientra all’interno di una strategia chiara partita diversi anni fa che vede Fincantieri come underwater prime contractor: un orchestratore verticalmente integrato capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi, droni, sensori, comunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche. Dopo le quattro acquisizioni il polo della subacquea del Gruppo conta oggi 1.500 professioni con una presenza in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti.

Le quattro acquisizioni

Next Geosolutions, quotata su Euronext Growth Milan, è attiva nelle survey e nelle geoscienze marine e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore. Fincantieri ha firmato un accordo vincolante con Marnavi per acquistare il 52,60% del capitale. Al perfezionamento dell’operazione sarà promossa un’Opa sul capitale residuo, finalizzata al delisting.

WSense è una scale-up deep tech nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma, specializzata nelle comunicazioni subacquee e nell’Internet of underwater things. Graal Tech, spin-off dell’Università di Genova, sviluppa tecnologie robotiche subacquee e mezzi unmanned di piccole e medie dimensioni. Defcomm è invece una start-up italiana attiva nei droni di superficie con capacità avanzate di guida autonoma. Le acquisizioni rafforzano il presidio di Fincantieri nei droni unmanned subacquei e di superficie, nei sistemi di comunicazione e nei servizi di monitoraggio.

Pierroberto Folgiero, ad e dg di Fincantieri
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri

Un mercato da 155 miliardi

Queste operazioni si inquadrano in un mercato stimato in forte crescita. Secondo le valutazioni di Fincantieri, il settore dei sottomarini, dei sensori, degli effettori e dei sistemi non convenzionali raggiungerà nel periodo 2026-2030 un valore cumulato di 155 miliardi di euro.

La forza strategica del polo di Fincantieri è nella natura dual-use: ovvero tecnologie che possono rispondere sia alle esigenze della Difesa sia a quelle del mercato civile. La protezione e il monitoraggio delle infrastrutture diventano sempre più rilevanti. I cavi di comunicazione sottomarina, sottolinea Fincantieri, raggiungono 1,5 milioni di chilometri e abilitano il 99% del traffico internet mondiale.

Da fornitore a Service Provider

Il gruppo punta quindi a evolvere da fornitore di soluzioni tecnologiche e piattaforme a Service Provider. Un modello nel quale le società del polo potranno lavorare in maniera integrata: NextGeo per le survey e i servizi lungo il ciclo di vita degli asset, WSense per le comunicazioni subacquee, Graal Tech per i veicoli unmanned e Defcomm per i droni autonomi di superficie.

«Queste acquisizioni proiettano Fincantieri a campione internazionale della subacquea», ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Folgiero, «consentendoci inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante».

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