La sicurezza nei cantieri autostradali ha fatto un salto in avanti. Che vuol dire una cultura e una pratica della tutela migliorate per i lavoratori e una costante implementazione di nuovi mezzi tecnici. Tra Firenze e Incisa, nel punto di snodo della principale arteria autostradale italiana, l’Autostrada del Sole, è in piena attività il più grande cantiere del Gruppo Autostrade per l’Italia.
Un fronte di lavoro che si estende per 12 km e mezzo, dove ogni giorno operano tra le 150 e le 250 persone, uomini, donne, operai, tecnici e ingegneri. Un gioiello ingegneristico a detta degli strutturisti e delle maestranze che lo stanno modellando pezzo dopo pezzo, ma prima di tutto un vero e proprio luogo di lavoro, il cui fulcro è lo scavo di una nuova galleria naturale, la galleria San Donato. Arrivando all’imbocco del nuovo tunnel in costruzione, la prima sensazione che si respira è quella del fermento dei mezzi all’opera, dei lavori che vogliono andare avanti. Un luogo sospeso tra il mistico e l’avveniristico: da una parte l’immagine sacra di Santa Barbara, protettrice anche dei minatori che ogni 4 dicembre gli operai ricordano, dall’altra le immagini in 3D a portata di tablet che le maestranze consultano per visualizzare in anticipo le fasi di scavo, pianificando le corrette misure di sicurezza da adottare prima di mettersi al lavoro. Il progetto pilota, realizzato proprio durante la costruzione della nuova galleria, si basa sul Bim 4D (Building information modeling), che integra la modellazione tridimensionale e i tempi di lavorazione.
Tecnologia e sicurezza nei cantieri
E questo è solo un esempio di quello che la tecnologia oggi è in grado di fare per implementare la sicurezza delle persone e dei luoghi di lavoro. Principio che ha un valore ancora più forte per il Gruppo Aspi, dal momento che sulla rete convivono traffico, mezzi operativi, attività di manutenzione, quindi utenti e lavoratori. In questa prospettiva, digitalizzazione, sensori, telecamere e Intelligenza artificiale agiscono in sinergia nel vigilare sull’infrastruttura e quindi sulle persone. Il punto di partenza è semplice: in un cantiere anche un dettaglio può fare la differenza. «Applichiamo lo stesso livello di attenzione nei grandi cantieri, come quello della galleria San Donato in A1, così come nelle attività che avviamo ogni giorno per mantenere la rete efficiente e performante. La sicurezza», afferma l’amministratore delegato di Aspi, Arrigo Giana, «è il presupposto irrinunciabile della strategia del Gruppo Autostrade per l’Italia: sicurezza delle infrastrutture, di chi lavora lungo la rete e degli utenti che la percorrono ogni giorno».

Sensori, telecamere e realtà virtuale
La posizione di un mezzo, la visibilità di un operatore, il rispetto delle distanze o l’uso corretto dei dispositivi di protezione individuale sono elementi che incidono sulla sicurezza. Un esempio è il sistema sperimentale installato su un carrello mobile con telecamere e tecnologie IoT. Collocato in prossimità della testata del cantiere, aiuta a individuare e anticipare i rischi, monitora l’avvicinamento dei veicoli e attiva segnali di allerta laddove rilevi una condizione potenzialmente pericolosa. Ma proprio perché il progresso tecnologico non riduce il ruolo umano, la formazione dei lavoratori resta fondamentale. Simulatori di guida e visori in realtà virtuale permettono loro di esercitarsi in scenari realistici, ad esempio nelle manovre di ingresso e uscita dai cantieri, senza esporsi a rischi reali. La salvaguardia delle persone passa anche da dispositivi individuali intelligenti. Alcuni sistemi, integrati in una cintura e collegati allo smartphone del lavoratore, rilevano parametri come accelerazione, inclinazione, orientamento e immobilità, contribuendo a favorire una più rapida attivazione delle procedure in caso di rischi. Filo comune di queste innovazioni è il passaggio da una sicurezza solo reattiva a una prevenzione più tempestiva. E poiché al centro resta l’essere umano, con la sua competenza e capacità di riconoscere il pericolo, ecco che il Gruppo Aspi adotta la Stop work authority, principio che permette a ogni lavoratore di interrompere un’attività nel caso in cui percepisca un rischio imminente per persone, mezzi, attrezzature o ambiente. È un elemento organizzativo e culturale insieme: la prevenzione funziona quando tutti sono messi nelle condizioni di contribuire.
La formazione al centro della prevenzione
«In quest’ottica, elementi fondamentali per noi sono l’attenzione alle persone, a partire dall’impegno nella formazione di tutti i nostri dipendenti, e il rispetto delle norme, anche da parte delle aziende esterne che con noi collaborano ogni giorno», conclude Giana, «la tecnologia è diventata uno strumento fondamentale per elevare gli standard di sicurezza, ma le persone restano centrali nella messa a terra delle buone pratiche e nella diffusione della cultura della prevenzione a tutti i livelli». Come accade con il percorso dell’Alleanza Hse, con la quale Aspi promuove insieme alle imprese della filiera un percorso condiviso di miglioramento degli standard di sicurezza. L’obiettivo finale è rendere la prevenzione sempre più diffusa ed efficace, una buona pratica quotidiana che deve continuare a essere implementata. Perché nessun lavoro da svolgere viene prima del proteggere la vita delle persone.