Donna con dolori fibromialgia
I dolori della fibromialgia (iStock)

Per milioni di persone convivere con la fibromialgia significa affrontare ogni giorno un dolore difficile da spiegare e spesso invisibile agli occhi degli altri. Dolori muscolo-scheletrici diffusi, stanchezza persistente, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e una maggiore sensibilità agli stimoli rappresentano i sintomi più comuni.

Anche oggi la diagnosi resta prevalentemente clinica, poiché gli esami di laboratorio e strumentali non evidenziano alterazioni specifiche. Negli ultimi anni la ricerca ha rivolto crescente attenzione al possibile coinvolgimento del sistema immunitario nei meccanismi della malattia. Tra gli studiosi che hanno contribuito al dibattito internazionale figura il professor Yehuda Shoenfeld, immunologo israeliano.

Ipotesi e ricerca: malattia multifattoriale e alterazioni immunologiche

In questo ambito sono state avanzate alcune ipotesi, ancora oggetto di studio e non definitivamente confermate, secondo cui in una parte dei pazienti potrebbe esistere una componente immunologica capace di influenzare i meccanismi con cui il sistema nervoso percepisce e amplifica il dolore. Si tratta, al momento, di un filone di ricerca promettente ma non conclusivo, che richiede ulteriori verifiche.

L’obiettivo della ricerca è comprendere se esistano sottogruppi di pazienti caratterizzati da specifiche alterazioni immunologiche. Alcuni studi hanno suggerito possibili anomalie nella risposta immunitaria, nella comunicazione tra cellule nervose e cellule immunitarie e nei livelli di alcune molecole coinvolte nei processi infiammatori.

L’ipotesi oggi maggiormente condivisa è quella di una malattia multifattoriale, nella quale fattori neurologici, genetici, ambientali, psicofisici e, in alcuni casi, immunologici, possono concorrere in misura diversa da paziente a paziente. Data la natura multifattoriale di questa patologia complessa, le terapie a oggi disponibili devono integrare il più possibile tutte le sue sfaccettature, come lo squilibrio funzionale dell’organismo a carico del sistema neurovegetativo e di quello muscolo-scheletrico.

Occlusione dentale e alimentazione

Fondamentale anche la valutazione dell’occlusione dentale, poiché eventuali alterazioni dell’equilibrio occlusale e il serramento o digrignamento dei denti (bruxismo) possono contribuire a mantenere tensioni muscolari a livello cranio-cervico-mandibolare.

Ruolo importante è assunto da un’alimentazione finalizzata a favorire l’alcalinizzazione dell’organismo eventualmente associata all’utilizzo di microimmunoterapia, integratori per ridurre l’infiammazione cronica di grado lieve, vitamina D3, K2 e vitamine del gruppo B. L’ossigeno-ozonoterapia, praticata mediante piccola e grande autoemotrasfusione, per via orale oppure per via rettale, può rappresentare un’opzione complementare in un percorso terapeutico multidisciplinare.

Da non perdere

Taroccato lo studio sul «vaccino universale»
Salute

Taroccato lo studio sul «vaccino universale»

Un paper pubblicato nel 2022 che intendeva gettare le basi per un siero efficace contro tutte le varianti del Covid è stato ritirato: conteneva «dati fabbricati» e «immagini falsificate». Intanto continuiamo a pagare: dal 2023 l’Italia ha speso un miliardo in fiale.