In commissione Covid l’analisi dell’immunologa Loredana Frasca, dell’Istituto superiore della Sanità, evidenzia che erano previsti i danni da vaccini, in particolare miocarditi e pericarditi nei giovani, citando studi di sorveglianza. Buonguerrieri (FdI): «Venne censurata, è stato un abominio».
Le frequenze di miocarditi cliniche «che non sono un evento leggero», nei giovani «possono arrivare a una su 1.000 e fino a una su 660 per le sorveglianze passive». A ricordarci questi danni da vaccino Covid è stata ieri, in commissione parlamentare, Loredana Frasca, ricercatrice senior specializzata in immunologia presso l’Istituto superiore di sanità (Iss).
Istituto che aveva preso ufficialmente preso le distanze da una review del 2023, scritta dalla dottoressa, sulla sicurezza dei vaccini Covid 19 in relazione al meccanismo d’azione. L’Iss l’aveva definita un’analisi «lacunosa e parziale», invece si tratta di un lavoro (più volte citato a livello internazionale) che riprende importanti studi sugli eventi avversi, in particolar modo su miocarditi e pericarditi che «pazienti con malattie autoimmuni hanno più probabilità di contrarre», ha spiegato la ricercatrice durante l’audizione. Inoltre, i pazienti con malattie autoimmuni rispondono meno ai vaccini perché assumono farmaci immunosoppressori.
Cosa rivela lo studio dell’immunologa
Qualsiasi farmaco ha eventi avversi «ma bisogna vedere quanto frequente è l’evento avverso», ha chiarito Frasca, sottolineando che c’è una sottovalutazione della patologia miocardite mentre è sempre «un’infiammazione del cuore», non considerata dalla sorveglianza attiva e poco da quella passiva. In base a due studi di sorveglianza attiva con misurazione della troponina nel sangue, in un intervallo dell’11-29% dei ragazzi di età compresa tra 15 e 18 anni si possono avere alterazioni di vario tipo del battito cardiaco, aritmie, miocarditi sub-cliniche. Studi di sorveglianza attiva post vaccini Covid 19 riportano 2,3%-2,8% di frequenza di miocarditi dopo il vaccino.
Non sono numeri piccoli, tutt’altro, come più volte ha segnalato La Verità, riportando i lavori di studiosi indipendenti. «Per prevenire una ospedalizzazione da Covid 19 nell’arco di 6 mesi, si stima che si debbano vaccinare da 31.207 a 42.836 persone giovani di età 18-29 anni e su 31.000 potrebbero essere 16 i casi di miocardite in questi giovani. Secondo casi controllati con sorveglianza attiva adeguata, sarebbero invece 9.000 i giovani con problemi cardiaci vari», ha spiegato la ricercatrice.
Un dataset anonimizzato, con 531 segnalazioni di ricovero ospedaliero e 67 decessi distinti, segnalati a Pfizer tra marzo 2021 e maggio 2022, riguardava eventi diversi tra i quali patologie cardiache, neurologiche, infiammatorie e altre condizioni cliniche gravi. Delle 530 segnalazioni di ricovero per le quali era disponibile un dato valido sull’età (39,8%), 211 riguardavano pazienti di età inferiore ai 30 anni. La miocardite era riportata in due dei nove decessi distinti verificatisi in individui di età inferiore ai 50 anni (22,2%).
«L’mRna non si degrada, la biodistribuzione può andare nel cuore, nel fegato, in altri organi», ammonisce l’esperta. Spike libera era rilevata nel sangue di adolescenti e giovani adulti che hanno sviluppato una miocardite post-vaccino a mRna. Il vaccino è stato trovato nel miocardio in un sottogruppo di pazienti vaccinati entro un mese dalla morte. «Mitocondri trovati distrutti», in studi anche molto recenti, del 2024 e 2026.
I tempi dell’audizione non hanno consentito alla dottoressa di sviluppare questioni di enorme interesse legate agli effetti delle mRna nell’organismo. Con l’aiuto di alcune slide, ha però mostrato come «Spike inibisce p53, cioè una proteina che ha azione di anti-oncogene, ovvero che blocca i tumori. I vaccini a mRna sono legati a un incremento di cancro alla tiroide, al colon retto, al polmone, al seno. Dati raccolti su oltre 8 milioni di persone tra il 2021 e il 2024».
Non c’è stato il tempo per descrivere modelli di immunoevasione, presenti nella review del 2023, e le probabilità di integrazione nel genoma umano sia del virus, sia del vaccino genico. Nemmeno si è potuto parlare delle molteplici attività tossiche della Spike di Sars-CoV-2, perché Frasca si è concentrata sulla distruzione dei mitocondri.
Buonguerrieri (FdI): «A chi giovava questa vaccinazione di massa? Ne deve rispondere chi era al governo»
L’intervento della ricercatrice è stato comunque determinante, per sottolineare la complessità delle reazioni scatenate dal vaccino Covid. Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid, ha ricordato che la pubblicazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) 2 dicembre 2021, sconsigliava di inoculare il vaccino Moderna ai giovani maschi tra i 12 e 19 anni, perché maggiormente a rischio miocarditi. Eppure «in Italia a dicembre 2021 i dati, presenti sul sito del ministero della Salute, ci raccontavano che la catena di comando non interruppe, bensì intensificò l’uso di Moderna nei confronti di giovani maschi». La review venne minimizzata o ignorata nel «timore che alimentasse sfiducia nei confronti del vaccino anti-Covid».
«Evidentemente non si poteva disturbare il manovratore, ossia chi aveva lanciato una massiccia campagna di vaccinazione, attraverso obblighi concreti o surrettizi, persino nei confronti dei più giovani, vale a dire una categoria che aveva rarissime possibilità di manifestare forme gravi di Covid», dichiara la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.
Per poi aggiungere: «A chi giovava questa vaccinazione di massa? Ne deve rispondere chi era al governo. Oggi il lavoro della commissione Covid serve proprio a svelare questo abominio di censura, che umilia la ricerca scientifica tentando di piegarla a meri interessi politici».
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