I fattoni ne hanno abbastanza: fine del rave
Ansa
  • Come previsto dagli organizzatori, dopo tre giorni di bagordi la festa abusiva a Torino si è conclusa. Le forze dell’ordine hanno intercettato solo gli ultimi irriducibili dei 6.000 esagitati radunati in barba alle leggi e alle norme Covid. Ora resta l’immondizia.
  • Dopo tante promesse non ci sono rimborsi per il caos di Ferragosto. Luciana Lamorgese garantì ristori però il padrone del campo non ha visto nulla. Idem il Comune: «Spesi 35.000 euro per pulire».

Lo speciale comprende due articoli.

L’ennesimo rave party illegale indisturbato del 2021 è terminato allo scoccare della mezzanotte del terzo giorno, così come avevano previsto gli organizzatori. Tre notti di musica techno, droghe e superalcolici al confine tra Nichelino e Borgaretto, alle porte di Torino, su 10.000 metri quadri occupati abusivamente. Quando polizia e carabinieri ieri hanno fatto irruzione nell’ex capannone Fiat Allis, ora di proprietà della Fondazione dell’Ordine mauriziano, hanno trovato solo 300 dei circa 6.000 partecipanti stimati quando la musica, nei giorni scorsi, era a palla. Molte persone uscite lunedì mattina dal perimetro delimitato dai check point delle forze dell’ordine non sono più riuscite a rientrare. Tant’è che furgoni, caravan e automobili sono stati abbandonati lì dai raver. I veicoli controllati sono circa 1.500, mentre sono oltre 3.000 gli identificati. Verranno tutti denunciati per occupazione abusiva di terreni ed edifici. Come dopo ogni rave party ora bisognerà smaltire le tonnellate di rifiuti abbandonati lì: cumuli di immondizia, centinaia di bottiglie di plastica e di vetro, vestiario e avanzi di cibo. Quando carabinieri e polizia sono entrati c’era ancora una struttura a forma di torta di compleanno gigante, per i festeggiamenti per il gemellaggio tra raver italiani e francesi. Ma oltre ai rifiuti c’è anche un’altra questione: «Resta il problema di carattere sanitario per un gigantesco assembramento che sembra aver coinvolto persone arrivate anche da Francia e Olanda, dove l’andamento dei contagi da coronavirus è in ascesa», sottolinea il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo. Il tutto mentre ai cittadini viene chiesto il green pass sul posto di lavoro ma anche nei luoghi ricreativi. Il problema sanitario, però, sembra non toccare neanche da lontano il sindaco di Torino Stefano Lo Russo che, dopo aver fatto i complimenti al prefetto e al questore, ha difeso pure il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: «Sembrano del tutto strumentali le polemiche politiche nei confronti del ministro». La gestione dell’ordine pubblico, invece, ha deluso l’assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte Fabrizio Ricca: «Dal Viminale ci aspettavamo un’azione più forte per prevenire eventi simili. Non essendo il primo rave, cominciamo a pensare che qualcuno abbia capito quale sia il buco organizzativo da parte del ministero per potersi infilare». Il deputato di Fdi Ylenja Lucaselli tuona: «Tutto questo costituisce una beffa ai danni di chi rispetta le regole. Chiedere a Luciana Lamorgese un passo indietro non è polemica, ma la mera constatazione di inadeguatezza al ruolo». I sindacati delle forze di polizia, inoltre, cominciano ad alzare la voce. Antonio Nicolosi, segretario generale di Unarma, ha detto alla Verità: «Non possiamo condividere l’inerzia dei decisori nell’intervenire e bloccare il maxi rave che si è svolto alle porte di Torino. Il nostro Paese sta diventando una terra di conquista da parte di facinorosi che arrivano da ogni dove senza timore reverenziale né rispetto per le istituzioni e per le forze dell’ordine. Ancora una volta chi doveva ascoltare e prevenire ha fallito, mettendo a repentaglio la vita dei cittadini relativamente alla sicurezza e alla salute. Si chiede agli italiani il green pass anche e soprattutto nei luoghi di lavoro, ma si permettono tali assembramenti clandestini? Il cortocircuito che si crea è ormai evidente a tutti, e rischia che passi il terribile messaggio “forti con i deboli e deboli con i forti”». Felice Romano, segretario nazionale del Siulp, chiede «leggi più severe, sia per l’autorizzazione dei rave party sia per il sequestro del materiale necessario per realizzarli». Inoltre, propone di portare la multa di 276 euro prevista dalla legislazione attuale a 30.000. «Sono certo», valuta il sindacalista, «che la gente starebbe più attenta». Anche perché l’organizzazione dei rave comincia a essere particolarmente frequente. Per Halloween ne era stato organizzato un altro nelle campagne di Andria. Quasi una settantina di partecipanti avevano occupato un terreno di proprietà privata su cui erano stati sistemati un gruppo elettrogeno e impianti acustici. A scoprire la festa sono stati i carabinieri che hanno identificato 23 persone che saranno denunciate per concorso in occupazione abusiva di terreni ed edifici. Un venticinquenne, trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana, è stato denunciato. Undici le auto controllate. Lo sgombero dell’area è terminato nel primo pomeriggio di ieri. Anche in questo caso dopo quasi tre giorni di sballo.


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