La maratona della «Verità» sulle idee di Kirk
Charlie Kirk (Getty Images)
Da Cruciani a Padellaro, da Del Debbio a Culicchia, da Giubilei a Enrico Ruggeri e tanti altri: i commenti di liberi pensatori dopo l’uccisione di Charlie. Giordano: «La lotta allo spirito critico è iniziata col Covid».

Il video integrale della maratona è disponibile cliccando su questo link.

Forse, dopotutto, esiste ancora qualche speranza, qualche piccola possibilità che il disprezzo e l’annientamento dell’avversario non diventino la forma dominante di relazione politica. A qualche giorno dalla morte di Charlie Kirk e non molte ore dopo i suoi suggestivi funerali, abbiamo trasmesso una lunga maratona online dedicata alla libertà di pensiero, che aveva come auspicio la presa di distanza generale dall’odio politico. Un odio che oggi si manifesta ancora in qualche piazza e in qualche strada, seguendo vecchie strategie che non giovano nemmeno alle cause che dicono di voler sostenere. Ma, soprattutto, un odio che serpeggia sul terreno accidentato della discussione pubblica, dove è diventato molto difficile sostenere opinioni che non siano ricomprese nel ristretto perimetro del pensiero prevalente, quello vidimato dagli illuminati che si ritengono i soli depositari della verità.

Con la nostra iniziativa abbiamo voluto raccogliere gli appelli del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (il quale ha ricordato che l’odio genera solo altro odio), e di papa Leone XIV (che ha usato parole chiarissime contro la violenza e la sopraffazione dell’avversario). Siamo felici di dire che abbiamo avuto successo: in tanti hanno raccolto il nostro invito, e altri ancora si sono resi disponibili a partecipare a eventi analoghi. Abbiamo trovato persone disponibili al dialogo, a destra e pure a sinistra, intellettuali e giornalisti con cui è stato possibile confrontarsi sinceramente e con rispetto, e di questo siamo loro grati. In queste pagine trovate un condensato delle loro opinioni, che resteranno visibili online. Per essere ascoltate da tutti, anche da coloro che oggi di rispetto e dialogo non vogliono sentire parlare affatto.

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