«La Via di casa», una mostra fotografica a Roma racconta di chi ha deciso di restare in Senegal, di non emigrare, di costruirsi nella propria casa un futuro migliore. A cura del giornalista del Tg5 Mario Bonito e della fotografa Sara Lamassa.
Alle dieci di mattina le piroghe affollano la spiaggia davanti al mercato del pesce di Saint Louis, nel nord del Senegal, al confine con la Mauritania. Il sole è già caldo, l’odore pungente. I pescatori portano a riva il bottino, sempre meno, i ricavi saranno appena sufficienti per sfamare la famiglia. In tanti sognano un futuro diverso. Prendere quella piroga per l’ultima volta, sognare la Spagna, l’Italia. Poi magari la Germania o la Francia, dove c’è sempre un parente. Qualcuno ci ha provato. Una, due, tre anche quattro volte. Ma non ce l’ha fatta ed è riuscito a tornare. In tanti sono stufi di veder morire i loro compagni in mare e per loro il futuro è lì, in Senegal.
Con questa mostra reportage gli autori intendono raccontare l’anti storia di chi resta. Di chi non si arrende all’idea di sognare un futuro migliore in un posto che non sia diverso dalla propria casa. «Importante per conoscere, comprendere e in qualche modo stimolare una riflessione necessaria per la promozione di politiche pubbliche di sviluppo efficaci» spiega Mario Bonito, giornalista del Tg5 e autore della mostra insieme alla fotografa Sara Lamassa.
«Mentre eravamo in un bar fumoso di Dakar, abbiamo letto un’intervista all’imprenditore Karounga Camara, anche lui arrivò in Europa da migrante, oggi è tornato in Senegal. Diceva così: “Partire non vuol dire sempre riuscire, restare non significa fallire”. «La Via di casa» è un racconto di chi resta. È questo il senso degli scatti, un reportage tra Dakar, Saly e Saint-Louis: raccontare chi ha deciso di rimanere o tornare nel proprio Paese, il Senegal, fortemente legato alla tradizione ma in forte cambiamento». spiegano gli autori.
L’inaugurazione della mostra fotografica si terrà venerdì 30 maggio, alle 18, nello spazio culturale Porte Rosse (via dei Sabelli 8, Roma, quartiere San Lorenzo) e rimarrà aperta al pubblico gratuitamente fino a lunedì 2 giugno. Saranno esposte venti opere. È la seconda mostra che Sara Lamassa e Mario Bonito curano insieme. La prima è stata «Identitade. Racconti moldavi».
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