I francesi contro il sindaco di Vitulazio: «È leghista, allora stop gemellaggio»
Vitulazio in provincia di Caserta (Wikicommons)

Pare che gli abbiano spedito una cassetta refrigerata con le mozzarelle. Il biglietto dovrebbe recitare: speriamo che così almeno qualcosa di bianco lo apprezzerà. Ha del surreale quanto accaduto a Vitulazio, 8.000 abitanti in piena campagna casertana dove si producono tra le migliori bufale del mondo.

E per la verità il sindaco Antonio Scialdone, quando ha ricevuto una missiva dalla Francia era convinto che il «maire» suo gemellato lo avesse sfidato proprio sul terreno della bufala. Non si dà in natura che un signore di colore che rappresenta la Francia, il Paese delle libertà, si dia ad atti di razzismo politico contro i leghisti. E invece s’è dovuto ricredere.

Da La Courneuve, un sobborgo di Parigi affacciato sulla Senna, gli mandavano a dire: siccome sei leghista, noi con te non vogliamo avere nulla a che fare. E per fortuna che, da Ocasio-Cortez a Giuseppe Conte, in attesa di Elly Schlein, per ora in dorata clandestinità, ci hanno spiegato che il woke è tramontato. «Davvero», racconta alla Verità il sindaco Scialdone, «stentavo a credere a quello che ho letto, anche perché mi sono dato molto da fare da quando sono in Comune per tenere ottimi rapporti con i nostri “gemelli” francesi. In passato era successo che per un diverbio tra il mio predecessore e il presidente della fondazione che gestisce il gemellaggio con La Courneuve avessimo sospeso la partnership noi dall’Italia, ma con il loro sindaco precedente, Gilles Poux, che ha tenuto la carica di primo cittadino per decenni, abbiamo fatto tantissime cose insieme: siamo andati all’inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi con i nostri atleti, abbiamo ospitato i francesi in rassegne teatrali, abbiamo persino partecipato insieme a una sessione dell’Unaoc (un’alleanza in sede Onu per promuove i rapporti interreligiosi e interculturali), scambiando relazioni con Pechino, con Buenos Aires, e per comunità piccole come le nostre è un’apertura al dialogo col mondo molto significativa».

E allora cosa è successo? Che in aprile a La Courneuve hanno votato e ha vinto La France insoumise, il partito di estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon, pro Pal, filo islamico e in buona parte anti occidentale. Così il sindaco è diventato Aly Diouara, un franco-gambiano musulmano che è anche deputato all’Assemblea nazionale. Considerato una sorta di agit-prop dei pro Pal (ha appeso sul municipio la bandiera palestinese ammainando quello francese), ha sporto una quantità di denunce per atti razzisti e islamofobi: tutte decadute. Si è invece lui beccato una condanna per diffamazione perché ha insinuato che il candidato socialista alle elezioni municipali a La Courneuve pagasse gli elettori. Insomma ,è uno che non ci va per il sottile.

A Scialdone manda una lettera in cui ricorda che il gemellaggio con Vitulazio risale al 2005, ma «avendo saputo che voi siete iscritto alla Lega, partito di estrema destra, il Consiglio comunale ha deciso il 18 giugno di sospendere la convenzione di partenariato e di gemellaggio con Vitulazio. La nostra cooperazione», continua la lettera, «si deve iscrivere in una comunità di valori e quelli portati avanti dalla Lega non sono compatibili con quelli di umanità che contraddistinguono La Courneuve». E poi uno dice il razzismo! Il sindaco Scialdone c’è rimasto male: «Tra le nostre tante azioni noi abbiamo un progetto di housing sociale che ospita tanti immigrati e proprio una settimana fa ho fatto battezzare un bambino extracomunitario che è nato nella nostra casa famiglia. So per certo che è stato il Pd locale a scrivere al signor Diouara per informarlo della mia appartenenza alla Lega, che rivendico con orgoglio. Ho preso come Lega più di 1.000 voti qui a Vitulazio, sia alle comunali che alle regionali, perché abbiamo sempre amministrato nell’interesse della nostra gente, del territorio. E abbiamo sempre accolto col cuore dei campani tutti gli immigrati: purché siano regolari e rispettino la legge». Viene da dire a Scialdone: si dia pazienza, caro sindaco, perché con certi razzisti musulmani è difficile ragionare!

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