Sánchez spalanca Spagna e Ue a 1,2 milioni di irregolari. Ora sospendiamo Schengen
Pedro Sanchez (Ansa)

L’Unione europea, dopo anni di sfibrante lavorio dei gruppi di destra, partorisce finalmente un topolino chiamato. Patto sull’immigrazione nel tentativo di porre un freno ai flussi che da troppo tempo destabilizzano il Vecchio continente.

Governi destrorsi e pure sinistrorsi di varie nazioni si sbracciano con fatica per escogitare sistemi che contengano la marea umana in ingresso. Sembra, insomma, che dopo decenni di sonno arrivino segni di risveglio, blandi ma rincuoranti. E poi che succede? Beh, succede che arriva la Spagna e manda tutto alle ortiche.

Il governo rosso guidato da Pedro Sánchez, personaggio che di grane interne ne avrebbe a sufficienza per sbaragliare non una ma dieci carriere politiche, ha annunciato tempo fa una maxi sanatoria a beneficio degli immigrati irregolari presenti sul territorio spagnolo. Cosa che ovviamente ha mandato in orgasmo i progressisti di mezzo mondo, i quali, non appena trovano un modo per umiliare i popoli europei, non vedono l’ora di sperimentarlo. Ebbene, risulta che a fare domanda di regolarizzazione siano stati la bellezza di 1.174.978 stranieri. Oltre un milione di clandestini si sono messi in fila per diventare cittadini ispanici. Tramite i social, la ministra Elma Saiz, portavoce del governo, ha spiegato che ben 608.781 domande, cioè il 52% del totale, sono già state prese in esame. Stando ai dati ufficiali, Il 67% degli irregolari che hanno fatto richiesta di sanatoria provengono da America centrale e America del Sud. Il che significa che oltre il 30% proviene da Africa e Asia. Secondo la ministra, «è un procedimento di successo, una pietra miliare nella politica migratoria e un lavoro collettivo di cui possiamo sentirci orgogliosi».

Ora, può sicuramente darsi che una parte delle richieste vengano alla fine respinte, ma giova ricordare che il governo Sánchez aveva promesso di regolarizzare più o meno mezzo milione di immigrati. E chissà, forse una volta concluso l’iter saranno persino di più. Come è facile comprendere, la scelta spagnola demolisce le politiche europee più restrittive in materia di immigrazione ancora prima che diventino effettivamente operative. Se da una parte si lavora per aumentare la sicurezza e per organizzare maggiori controlli alle frontiere, ecco che dall’altra qualcuno avvelena i pozzi regalando documenti a una marea di gente. Certo, ovviamente da sinistra ripetono che regolarizzare serve a eliminare la criminalità e favorire l’integrazione, ma sappiamo benissimo che la realtà è molto diversa. Come dimostrano crimini anche mostruosi piuttosto recenti, possedere un pezzo di carta non significa diventare effettivamente cittadini e di sicuro è una pia (e stupida) illusione l’idea che centinaia di migliaia di persone regolarizzate in un colpo solo possano venire assimilate dall’ecosistema europeo.

La Spagna, dunque, sta sputando sui patti europei, per altro dopo avere per anni usato le maniere forti per respingere gli stranieri sgraditi. Sta concedendo a una marea di clandestini la possibilità di circolare liberamente in ogni nazione, a discapito dei Paesi vicini e lontani che invece vorrebbero meno stranieri. A questo punto, visto che Sánchez e soci si fanno gli spot a spese degli altri, sarebbe il caso di difendersi. Nel concreto, bisognerebbe fare ciò che fecero nel 2016 Germania, Austria, Francia, Svezia, Danimarca e Norvegia: chiudere le frontiere e sospendere Schengen. Allora quelle nazioni si barricarono per evitare che entrassero nel loro territorio stranieri provenienti soprattutto dall’Italia, dove il numero di sbarchi era decisamente fuori controllo. I nostri vicini chiusero i confini, rafforzarono i controlli e non persero occasione per rispedirci indietro chiunque non fosse di loro gusto.

Ebbene, adesso dovremmo farlo anche noi, altrimenti ci troveremo presunti cittadini spagnoli che in realtà sono immigrati extraeuropei liberi di circolare dove desiderano. Non vogliamo sostenere che la Spagna stia regolarizzando un milione di criminali, ci mancherebbe. Semplicemente conosciamo i disastri causati dall’immigrazione di massa, sappiamo quali siano i costi che gli Stati debbono sostenere per ospitare gli allogeni, dunque non si capisce perché dobbiamo essere costretti ad accogliere chissà chi per fare un favore a qualche progressista iberico.

Per altro non stiamo nemmeno invocando chissà quali misure draconiane: gli accordi di Schengen vengono sospesi persino quando si vuole impedire la circolazione dei tifosi di calcio ritenuti pericolosi. Perché non si potrebbe fare con questi stranieri regolarizzati? Dopo tutto, bisogna pur che qualcuno spieghi a Sánchez che non può fare l’accogliente samaritano con il deretano altrui.

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