Panettoni d’autore e perle di caviale: i regali gourmet da fare a Natale
  • Perché sia davvero un buon Natale si può scegliere un regalo da gustare. Ecco una mini rassegna del meglio d’Italia per mettere sotto l’albero – anche in tempi di bilanci magri – un pensiero molo appetitoso.
  • Rendiamo più elegante la festa con semplici regole che vanno da come apparecchiare la tavola a come fare gli inviti, fino a come recapitare (ma anche scegliere) i regali. Un tocco di personalità in più per rendere più empatica la festa.

Lo speciale contiene due articoli.

Dicono sia un Natale da tempo di guerra e a pensarci bene nelle tasche non resta molto dei soldi che arrivano con la tredicesima. C’è l’incognita bollette e si sa che l’incertezza fa male al mercato. Ma c’è anche una certezza: dei 46,9 miliardi di retribuzione «aggiuntiva» chi si apparecchia di sicuro è il fisco che si porta a casa 11,4 miliardi. E per l’Agenzia delle Entrate sono netti, mentre per le famiglie la tredicesima quest’anno è totalmente assorbita dagli aumenti. Si calcola che rincari dell’energia, dei mutui, dell’inflazione ogni nucleo italiano dovrà sborsare circa 3.600 euro in più e le tredicesime al netto coprono appena la metà di questo esborso. Dunque poco sazio per i regali tant’è che Youtrend ha chiesto a 5 mila italiani – un campione statisticamente molto significativo – come si comporteranno con la strenna. Ebbene il 50% ha risposto che spenderà per i regali meno dello scorso anno (il 2021 non fu peraltro anno di particolare agiatezza) e la spesa media è calcolata in non più di 291 euro. Se questa è la cornice proviamo a tracciare un quadro almeno appetitosi affidandoci alla funzione consolatoria del cibo. Retorica a parte quest’anno i regali gourmet saranno particolarmente graditi. Una prova? Mai come per il Natale 2022 gli chef stellati sono misurati con il simbolo della festa «el pan de toni». Tutti li hanno prodotti e si è gridato allo scandalo per i prezzi.

Ci sarebbe da notare che se nostra signora degli influencer Chiara Ferragni per il solo fatto di firmare una confezione fa lievitare il prezzo del 30% a chi come Carlo Cracco la lievitazione la protrae per almeno 72 ore un valore aggiunto va pure riconosciuto. Cominciamo proprio dai panettoni la nostra rassegna di regali gourmet. Il primo da prendere in considerazione è il re dei pasticceri Iginio Massari che ha peraltro aperto in giro per l’Italia dei negozi pop-up (sono i temporary shop del cibo) dove vende i suoi panettoni a 42 euro. Niko Romito se lo fa pagare 55 euro, ma c’è una sua speciale dizione a 150 euro, Carlo Cracco va da 15 a 44 euro a seconda del peso e della farcia, Antonino Cannavacciulo (recentissimo tristellato) offre ben 8 versioni: la più cara è limited al cioccolato e caffè a 61 euro, la più economica la «classica» a 31. Straordinario quello di Da Vittorio albicocca e Piccolit (68 euro), Alajmo che peraltro nasce come pasticcere al top offre un formato da 2 chili zafferano e liquirizia a 130 euro. Ma il massimo per rapporto qualità e rezzo resta la produzione di Dario Loison, un vicentino che fa del Pandoro un gioiello, del panettone un dolce da mangiare tutto l’anno, dei suoi biscotti delle vere chicche in confezioni regale che vengono esportate per l’80%. Staccandoci dalla pasticceria facciamo un tour tra le occasioni gourmand.

Salumi Anche qui la scala dei possibili regali è ampia per prezzo. Cominciamo con sua maestà il culatello. Il top di gamma è quello dei fratelli Spigaroli (Massimo e Luciano) che alla Corte Pallavicina di Polesine Parmense preparano i culatelli anche per re Caro III° d’Inghilterra. Restiamo in zona per la culaccia dei Rossi di Samguinaro (Parma) ma anche per la loro Spalla di Sa Secondo. Sull’Appennino tosco-emiliano ecco il re dei prosciutti cotti Niccolò Savigni. Parlando di prosciutto un nome su tutti Simone Fracassi a Rassina (Arezzo) le sue cosce di grigio del Casentino battono il Pata Negra in scioltezza. Altra coscia d’autore è quella di D’Osvaldo a Cormons, siamo in pieno Friuli. Per non spendere un occhio e godere tanto ecco i salami di Falorni a Greve in Chianti o l’ottimo ciauscolo di Re Norcino a San Ginesio nelle Marche. Per andare sull’inconsueto il salame d’oca di Mortara (ottimi quelli della Corte dell’Oca o di Nicolino), per andare sul trionfo del gusto la Mortadella Riserva della Favola (San Prospero di Modena) per stare sul classico il salame di Varzi ( da provare Dedomenici e Ornella Buscone)

Pasta – Potrà sembrare un regalo da poco, ma la paste se è quella vera è uno dei regali gourmet di maggiore effetto. Tantissimi sono i buoni pastifici artigianali in Italia, ma le Marche stanno diventando la patria alternativa della semola. E una ragione c’è: qui si celebra a memoria di Nazzareno Strampelli, l’uomo che ha cambiato la genetica del grano e ha salvato i contadini dalla fame. La sua fama oggi rinasce con il ritrovato grano Senatore Cappelli, un duro di straordinaria qualità. Ecco dunque due dalle Marche due pastifici da tenere d’occhio: Massimo Mancini e Carla Latini. Tra le paste all’uovo sempre dalle Marche arriva quella che si serve anche a Buckingham Palace e cioè la pasta di Aldo, ottima è la Campofilone diffusissima quella di Luciana Mosconi, da provare la Pasta di Camerino. In Toscana tre indirizzi: il primo è quello della famiglia Martelli di Lari, la sua pasta si riconosce per i sacchettoni gialli e per un gusto inconfondibile. Inimitabile è lo spaghettone di Fabbri di strada in Chianti. Il terzo è il pastificio Chigi che produce la pasta per il marchio Le Stagioni d’Italia: è senatore Cappelli in purezza. A Gragnano imperdibile è la pasta di Gentile. La famiglia Zampino ora fa anche ottime mozzarelle e prodotti da forno. Da provare assolutamente. In Puglia menzione d’obbligo per Benedetto Cavalieri. In Abruzzo De Luca e Cavalier Coco. Una citazione anche per il riso. Se volete stupire regalate un barattolone da cinque chili di Riso Buono, lo fa La Mondina a Casalbeltrame.

Pesci & conserve – Capitolo immenso per i regali da gustare. Se con il caviale si va verso budget importanti bisogna però ricordarsi che ne basta poco e che quello italiano è il migliore del mondo. Per un regalo esclusivo bussare a Bellavista (Erbusco) per una confezione di caviale in accompagno con la Riserva Vittorio Moretti che è come dire il meglio di Franciacorta. Sempre in Lombardia immensa e straordinaria la produzione di Calvisius. Quasi dei cru sono i caviale di Giaveri, molto cari al jet set mondiali quelli di Adamas, artigianali ed esclusivi quelli di Royal Caviar. Per stare sul prezzo si deve bussare da Urbani Tartufi: il migliore e più consistente produttore di tartufi del mondo che sta a Sant’Anatolia di Narco in Umbria nella splendida Valnerina. Per il tonno bisogna bussare in Sardegna: alla tonnara di Carloforte o dai Fratelli Pinna. Sempre in Sardegna ottima la bottarga di Cabras dei fratelli Manca, ma a Orbetello quella della coop dei pescatori è oro da gustare. Tra le conserve viene in mente un prodotto del tutto particolare come la Giardiniera di Cascina Pizzavacca a Soarza nel piacentino.

Formaggi – La prima scelta è per un prodotto golosissimo: la mozzarella (di bufala) d Cuor d’Olio di Silvia Chirico (Tenuta Chirico di Ascea) che racchiude l’extravergine del Cilento, inebriante, del frantoio Marsicani.Un formaggio da non perdere è il pecorino di Rita Rossi (siamo a Cascia), quello di Dipietrantonio (Belforte del Chienti) quelli di Silvana Cugusi, a Pienza. Notevolissimo il Parmigiano Reggiano da vacche Rosse del caseificio Gennari. Quasi un lingotto d’oro il Bitto dell’Alpe di Livigno, meraviglioso quello di Onorato Bertolini. Un formaggio da record è il Castelmagno La Meiro, una forma d’autore è la Fontina di Francesco Bredy

Questa è solo una minima rassegna del tanto di buono che si può regalare. Dei vini ce ne occuperemo presto. Ma con un regalo da gustare è davvero buon Natale!

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