Per Soumahoro spuntano attacchi da sinistra. Bonelli &C. che dicono?

Aboubakar Soumahoro, l’onorevole con gli stivali sporchi, torna a far parlare di sé. Nei giorni scorsi si è recato a La Spezia, dove era stata dirottata la Geo Barents.

L’ex leader dei braccianti trasformato dalla coppia Bonelli-Fratoianni in parlamentare con lauto stipendio, nel porto della cittadina ligure ha inscenato la solita protesta pro migranti. Tuttavia, non è questa la notizia che lo riguarda, ma il fatto che pur tornando protagonista delle cronache, per lo meno di quelle regionali, il deputato della sinistra unita (ora al Misto) non abbia trovato il tempo per pronunciare nemmeno una parola sulle molte ombre che riguardano lui e la sua famiglia. Da quando il caso della cooperativa gestita da moglie e suocera è divenuto argomento di attenzione della magistratura, Soumahoro si è limitato a piangere sui social, senza spiegare nulla della complessa gestione dei migranti che nell’azienda di famiglia avrebbero dovuto trovare assistenza. Attorno alla cooperativa sono girati molti soldi, ma invece di essere impiegato per pagare i collaboratori e nutrire i profughi, il denaro pare essere sparito, finito forse in conti esteri o nella gestione di un resort in Africa. Finora l’onorevole si è sempre proclamato estraneo agli affari di suocera e moglie, giurando di non avere avuto alcun ruolo nella gestione dell’azienda. Tuttavia, più passano i giorni e più si infittiscono le domande sull’acquisto della casa in cui il compagno immigrato abita con la moglie. Insieme la comprarono tempo fa grazie a un mutuo, ma la faccenda strana è che la signora risulta disoccupata (o per lo meno questo è ciò che dice Soumahoro, negando che abbia alcuna responsabilità nella cooperativa) e il parlamentare, prima di fare il suo ingresso alla Camera con i gambali infangati, dichiarava un reddito che non consentiva nemmeno l’affitto di un box.

Dunque l’icona della sinistra chic come ha pagato l’acquisto della villetta? Come mai la banca ha concesso un finanziamento senza apparenti garanzie? E quale istituto ha erogato i soldi, visto che anche su questo c’è confusione? Infine, perché i valori del mercato immobiliare dicono altro rispetto al prezzo dichiarato? Domande semplici, che richiederebbero altrettante risposte semplici. Insomma, invece di spendere parole in favore dei migranti, Soumahoro dovrebbe pronunciarne qualcuna per chiarire le ombre che lo riguardano. Perché non bastano le lacrime in diretta per chiudere la faccenda.

Ma l’onorevole non è il solo a dover chiarire. Insieme a lui dovrebbe parlare anche la coppia che lo ha portato in Parlamento. Angelo Bonelli, leader dei Verdi, e Nicola Fratoianni, capo di Sinistra italiana, non possono lavarsene le mani, fingendo di non avere alcuna responsabilità. È vero che il parlamentare immigrato ha traslocato nel gruppo misto, dopo essersi sospeso da quello con cui era stato eletto, ma il caso non può certo dirsi chiuso con un semplice cambio di etichetta sulla porta dell’ufficio o di poltrona. Soprattutto dopo ciò che racconterà stasera Report. La trasmissione di Rai 3 ha raccolto la testimonianza di Francesco Caruso, ex onorevole di Rifondazione comunista, il quale oltre a conoscere molto bene Soumahoro, racconta di una discrepanza nella raccolta fondi per i migranti di Foggia durante il lockdown. In totale, mancherebbero all’appello più di 100.000 euro, soldi che non si ritroverebbero nei bilanci del sindacato guidato da Soumahoro. Fra l’altro, proprio ieri il procuratore presso la Corte d’Appello di Napoli, Lorenzo Salazar, in servizio presso l’unità di cooperazione giudiziaria europea, ha messo il dito nella piaga dei fondi neri di sindacati, Ong e associazioni varie. Un fiume di denaro senza controllo. Su cui forse sarebbe ora che i beniamini dei migranti cominciassero a parlare.

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