Le toghe rosse riunite contro il governo con il «campo largo»
Pierluigi Bersani e Elly Schlein (Ansa)
All’evento per celebrare i 60 anni di Magistratura democratica sfilano esponenti dell’opposizione, da Elly Schlein a Giuseppe Conte a Maria Elena Boschi, fino a Pierluigi Bersani.

Se qualcuno vuole sapere che cosa sono, e soprattutto chi sono, le toghe rosse, non ha bisogno di fare una ricerca storica: è sufficiente che dia uno sguardo al programma con cui in questo weekend la corrente di sinistra della magistratura celebra i suoi 60 anni. Lì c’è tutto e aiuta a capire come dei giudici e dei pm che dovrebbero secondo la Costituzione applicare la legge, in realtà si siano trasformati da tempo in un soggetto politico che non nasconde la propria vicinanza ad alcuni partiti e neppure fa mistero delle simpatie verso chi propaganda alcune idee a favore delle migrazioni e dell’antagonismo.

In una sala gentilmente messa a disposizione dal Campidoglio, ieri a Roma, nella giornata intitolata «Questa lunga storia d’amore», non sono sfilati soltanto gli storici leader di Magistratura democratica, tra i quali cito Livio Pepino, Nello Rossi e Giovanni Palombarini. Insieme all’ex pretore d’assalto Gianfranco Amendola (che fra un’inchiesta e l’altra ha pure trovato il tempo di fare l’europarlamentare dei Verdi) e a Silvia Albano (una dei giudici che ha disposto il rimpatrio dei migranti temporaneamente trasferiti in Albania) c’erano pure Erri De Luca, Marco Omizzolo e Igiaba Scego. Il primo è uno scrittore piuttosto noto, con un passato lontano da militante del servizio d’ordine di Lotta Continua e uno più recente da indagato (poi assolto) per istigazione a delinquere, in quanto in un’intervista invitò a sabotare i cantieri dell’Alta velocità in Val di Susa. Omizzolo invece ha scritto un libro dal titolo Essere migranti in Italia, in cui sostanzialmente si elogia l’accoglienza e si attaccano i decreti sicurezza. Quanto a Scego, nata in Italia da genitori di origine somala, è autrice a sua volta di diversi libri, tra cui Anche Superman era un rifugiato, Figli dello stesso cielo, il razzismo raccontato ai ragazzi e Africana, raccontare il continente al di là degli stereotipi. Insomma, già nella prima giornata, i capi di Md hanno voluto far capire da che parte pendono. Non che avessimo dei dubbi sulle origini, visto che nei congressi che si sono succeduti in 60 anni si sentivano rivendicazioni che puntavano a cambiare il diritto in senso marxista. Ma almeno si sperava che con gli anni e con la caduta a uno a uno dei miti comunisti, qualche giudice avesse ammorbidito le posizioni e, soprattutto, volesse evitare di sottolineare la propria vicinanza ad alcuni partiti in un momento in cui la magistratura è fortemente criticata per le sue decisioni. Invece no, come se nulla fosse e come se tutto ciò fosse normale e accettabile, i vertici di Md hanno messo insieme una celebrazione invitando il meglio della sinistra. Oggi, introdotti dalla succitata Albano, sfileranno Pier Luigi Bersani, Maria Elena Boschi, Giuseppe Conte e Nichi Vendola. La sinistra del campo largo (o del camposanto, a seconda delle opinioni) si confronterà con Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia ma soprattutto chiamato per l’occasione a svolgere la funzione di foglia di fico, in quanto senatore di Forza Italia ed esponente del governo. Più tardi, gran finale: per la sezione Compagni di strada (giuro: il titolo non è nostro, ma degli organizzatori) è previsto l’intervento del segretario della Cgil Maurizio Landini, quello dello sciopero generale contro l’esecutivo, e sono annunciate le presenze di Elly Schlein e del ministro Carlo Nordio, anche lui come il suo vice in versione «salviamo le apparenze invitando un esponente di centrodestra».

Ovviamente, nessuno vuole negare ai magistrati di avere un’opinione politica. Ma che una parte della magistratura si rifaccia direttamente a partiti e sindacati e agisca come un’organizzazione militante di opposizione è sicuro. In passato sono state accettate posizioni incompatibili con i principi di equidistanza e imparzialità di chi amministra la Giustizia e addirittura si è consentito che una fazione rivendicasse il diritto di cambiare le leggi, interpretandole secondo una visione marxista della società. Ma se tutto ciò è stato permesso, oggi non può continuare. Chi veste la toga è al servizio del popolo e non può essere in alcun modo un avversario di quella parte di italiani che ha il torto di non votare a sinistra.

Da non perdere

L'editoriale

Fa paura la sinistra, non Vannacci

Da giorni l’attenzione della grande stampa è concentrata sul generale Vannacci, il nuovo pericolo nero. Strumentalmente i giornali passano al setaccio le idee e la squadra di Futuro nazionale nella speranza che, enfatizzando le notizie che riguardano il nuovo partito,…

Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno
L'editoriale

Il chirurgo del cuore congelato starà fermo solo un anno

Ogni cittadino deve essere considerato innocente fino a prova contraria. Il principio giuridico è sancito nella Costituzione, che con l’articolo 27 stabilisce come la «prova contraria» consista nella condanna definitiva. Dunque, fino a quando la Cassazione non abbia «validato» il…

Commissione Covid: la sinistra ha paura e la sabota
L'editoriale

Commissione Covid: la sinistra ha paura e la sabota

La sinistra non vuole che sul Covid si facciano troppe domande. Dunque, ha deciso di abbandonare i lavori della commissione istituita per fare chiarezza sulla gestione della pandemia. È successo ieri, durante una seduta agitata in cui la delegazione di…

2 GIUGNO, FESTA DELLA MONARCHIA
L'editoriale

2 GIUGNO, FESTA DELLA MONARCHIA

Programmi tv a senso unico e sondaggi compiacenti: le celebrazioni per il referendum, che 80 anni fa cambiò le sorti del Paese, assomigliano sempre più a una cerimonia per omaggiare un sovrano, Mattarella, esondante in ogni campo. E con il…