La Lagarde ci tiene a stecchetto ma prende 2.000 euro al giorno
Christine Lagarde (Ansa)
Il «Financial Times» smaschera la presidente della Banca centrale, che voleva tener bassi i salari dei cittadini per non far salire l’inflazione. Lei intanto si gonfiava gli emolumenti, fino a incassare 4 volte il capo della Fed.

I salari sono la bestia nera di Christine Lagarde. Fosse per lei non li aumenterebbe mai, ma anzi li abbasserebbe con la scusa di tenere sotto controllo l’inflazione. Ovviamente, quando si parla di salario si intende quello degli altri, non certo il suo, perché la busta paga personale della capa della Bce è assai più generosa, al punto da arrivare a incassare il quadruplo del governatore della Federal reserve americana, Jay Powell. A fare i conti in tasca alla presidente della Banca centrale europea è stato il Financial Times, che con un’inchiesta pubblicata ieri ha rivelato che lo stipendio di Lagarde è superiore di oltre il 50% rispetto a quanto dichiarato ufficialmente. Secondo i calcoli del quotidiano britannico, infatti, la numero uno dell’autorità monetaria dell’Unione nel 2024 ha potuto contare su diversi benefit e remunerazioni aggiuntive che le hanno fatto raggiungere quota 726.000 euro, molti di più dei 466.000 dichiarati ufficialmente come stipendio base nella relazione della Bce: praticamente, fanno 2.000 euro al giorno.

Uno scandalo che, oltre a far vibrare di indignazione il grattacielo in cui ha sede la Banca centrale, rischia di spettinare un po’ anche la sempre perfetta acconciatura di madame Lagarde. Di lei, oltre alle lettere imbarazzanti spedite quando era ministro dell’Economia ai tempi della presidenza di Nicolas Sarkozy, sono note le molte prese di posizione contro l’aumento dei salari. «Stanno aumentando troppo velocemente», diceva agitando il foulard Hermes che è ormai parte integrante del suo abbigliamento insieme con i tailleur Chanel. «Non possiamo permettere che le aspettative inflazionistiche si disancorino o che i salari abbiano un effetto inflazionistico», spiegava fino all’altro ieri per giustificare il mancato taglio dei tassi d’interesse. Ma mentre dichiarava guerra agli aumenti di stipendio, la banchiera che ha preso il posto di Mario Draghi provvedeva a incrementare il suo. A suscitare reazioni disgustate è anche il fatto che, pur essendo alla guida di un’istituzione pubblica, Lagarde sui suoi emolumenti sia stata a dir poco reticente. Fabio De Masi, eurodeputato e presidente del partito di sinistra tedesco Bsw, infatti ha attaccato la presidente della Bce dicendo di trovare sorprendente che l’amministratore delegato della Deutsche Bank, istituto privato quotato in Borsa, fornisca al pubblico informazioni più dettagliate sulla sua retribuzione rispetto a madame Lagarde.

Di certo c’è che il solo stipendio base, cioè senza benefit e compensi per altre funzioni connesse, rende la numero uno della Banca centrale il funzionario più pagato della Ue, con un salario superiore di oltre il 20% rispetto a quello di Ursula von der Leyen. Secondo il Financial Times, ai 446.000 euro vanno aggiunti 135.000 euro in benefit per l’alloggio e altre spese. Poi a questi si deve sommare la remunerazione per l’incarico di consigliere della Bri, vale a dire la Banca dei regolamenti internazionali, che in gergo è definita la banca delle banche centrali, ovvero una specie di succursale della Bce.

Occorre però chiarire che le somme riportate non sono lorde, come per i comuni mortali, ma nette, e che al conto complessivo mancano diverse voci. Infatti il quotidiano inglese, bibbia della finanza europea, non è riuscito ad alzare il velo sull’intero importo percepito da Lagarde, ma solo su ciò che ha potuto accertare spulciando atti ufficiali. Siccome la Bce ha rifiutato di rispondere alle richieste del Financial Times, i suoi giornalisti non sono riusciti ad appurare quale sia il valore dei contributi versati dalla Banca centrale per la pensione di Lagarde, né il costo del suo piano sanitario e delle assicurazioni stipulate a suo favore. Insomma, la sensazione è che il saldo sia molto più consistente. L’esborso totale per gli otto anni di presidenza Lagarde dovrebbe dunque assestarsi intorno ai 6,5 milioni, mentre dal 2030, quando andrà in pensione, la signora della moneta che vuole tenere bassi i salari per sconfiggere l’inflazione dovrebbe percepire 178.000 euro. Se Draghi è passato alla storia per una frase che prometteva di sostenere l’euro a qualunque costo, lei passerà alla storia per quanto ci costa.

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