La vera emergenza sono i topi d’appartamento
ANSA

La scorsa settimana, in un palazzo a fianco del tribunale di Milano, i ladri sono entrati in azione due volte, svuotando gli uffici di tutto quello che è stato possibile arraffare. In un condominio del centro hanno invece alleggerito l’ultimo piano, facendo man bassa di qualsiasi cosa avesse valore.

Nell’edificio che ospita la nostra redazione, al contrario, si sono fermati ai piani più bassi, ma solo perché la pausa pranzo del custode non ha consentito di dedicarsi ad altre razzie. Ovviamente la mia sensazione non è sorretta da statistiche recenti, ma guardandomi attorno e registrando ciò che è accaduto nelle ultime settimane, ho la sensazione che il 2018 sarà ricordato come l’anno dei furti. Peraltro il capoluogo lombardo non credo sia l’eccezione, ma la regola.

Tempo fa ho letto una ricerca da cui risultava che la maglia nera in fatto di topi d’appartamento la detenesse Bologna. Quest’estate, sotto le Due torri, le forze dell’ordine in effetti hanno registrato 735 furti in appena due mesi e mezzo, una media di dieci al giorno. E dire che nel solo 2017 la città felsinea aveva avuto un incremento del 32,3 per cento, seguita da Milano con il 31 e da Torino col 28,2, mentre a Roma l’aumento si era fermato al 27. Secondo Confabitare, tra il 2016 e il 2017 il numero di furti sarebbe salito del 30 per cento, con il Nord a trascinare la media: un boom che viene da lontano. Già, perché in base alle percentuali di Truenumbers, sito specializzato nell’approfondire dati di ogni genere e dunque anche quelli riguardanti la criminalità, dal 2004 al 2014 le incursioni nelle abitazioni private sono semplicemente raddoppiate. Lo conferma anche Marzio Barbagli, un sociologo di sinistra che ha passato gli ultimi venti anni a studiare il fenomeno: i reati contro il patrimonio sono in aumento. Dai 149.000 furti del 2009 si è passati ai 255.000 del 2014. Insomma, le statistiche non lasciano dubbi: la vera emergenza italiana sono i ladri. I quali, nonostante l’imponente spesa in porte blindate e sistemi di sicurezza (telecamere, allarmi e sensori sono il vero business del decennio, prova ne sia che il settore è il solo a non conoscere crisi), procedono imperterriti a svaligiare abitazioni. Le forze dell’ordine ogni tanto arrestano qualche banda dell’Est, oppure dei gruppi di latinos, ma per qualcuno che finisce al gabbio tutti gli altri restano in libertà. Eh, già. Il 97 per cento dei furti rimane impunito e per quei pochi che finiscono davanti a un giudice le condanne fanno solletico. Il codice penale punisce i furti in appartamento con una pena lieve, che tra sconti e permessi diventa lievissima. Risultato, come è d’obbligo registrare, i ladri sono sempre in azione.

Dicevamo che molte bande sono d’importazione e in effetti il numero dei condannati per furto è al 57 per cento straniero, il che dimostra che insieme agli immigrati in questi anni ci siamo portati a casa anche i ladri, spalancando per dabbenaggine le nostre porte di casa.

Vi chiedete perché la faccia tanto lunga con i topi d’appartamento, quando in Italia ci sono ben più gravi problemi? Semplice: perché altri, in genere i politici, la fanno corta e non se ne occupano se non a parole. Quando si parla di sicurezza, infatti, i nostri onorevoli sventolano dati che si riferiscono agli omicidi o alle rapine e con questo pensano di aver tappato la bocca a chi si lamenta. In realtà che i delitti e gli assalti agli sportelli bancari siano in calo non tranquillizza nessuno, per il semplice motivo che nessuno si sentiva agitato per questo genere di reati. Omicidi e rapine sono un fenomeno che colpisce una minoranza della popolazione, mentre i furti prendono di mira la maggioranza.

Che un ladro entri in casa d’altri e la svaligi, di regola è considerato un reato minore e senza la fragranza non si finisce neppure in cella. E invece è proprio questo il genere di delitto che provoca insicurezza. Non ci vuole un genio a capire che quando uno si vede derubato in casa propria non si sente più al sicuro. La notte la passa in ansia per ogni rumore e quando chiude la porta di casa per andare al lavoro teme di ritrovarla aperta al suo rientro.

Il mio, dunque, è un appello al ministro dell’Interno. Capisco che abbia tante grane, la prima delle quali tenere a bada i grillini, ma si occupi anche dei furti, facendo in modo che chi li compie non solo sia beccato, ma una volta acciuffato non lo si lasci più. Un ladro in galera per un bel po’ di anni è un ladro in meno con cui fare i conti. Forse così vedremo calare le statistiche.

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