Il tema della pressione nichilista di demonio e demoni sulla vita terrena di individui e società è talvolta affrontato con superficialità, quando non liquidato con un’alzata di spalle. Suor Angela Musolesi, invece, ribadisce l’eterna attualità della questione. Il titolo di uno dei suoi libri è eloquente, L’azione del maligno. Come riconoscerla e liberarsene (ed. Gribaudi). Ha collaborato per 28 anni con padre Gabriele Amorth, morto il 16 settembre 2016. È l’unica firma che l’esorcista di fama internazionale ha voluto affiancare pariteticamente alla sua come autori del volume Vincere il demonio con Gesù. Come liberare e liberarsi (ed. Paoline).
È nata a Budrio – Bologna – l’8 settembre 1954. Professione dei genitori? Ha fratelli o sorelle?
«Mio padre era capomastro e mia madre donna di casa. Non ho fratelli né sorelle. Mio padre era religioso, aveva un parente missionario, Servo di Maria, e un fratello in seminario».
Lei è suora laica…
«La definizione corretta sarebbe laica suora perché sono una laica che vive nel mondo. Sono suora consacrata da 40 anni con voti di povertà, castità e obbedienza».
Sulla nascita della sua vocazione…
«Ha agito lo Spirito Santo quando sono entrata in un gruppo carismatico. Mi ha fatto talmente tanti doni mistici che ho voluto essere sua sposa».
Chi sono I figli della luce?
«È sia una Onlus riconosciuta dallo Stato italiano come associazione di volontariato sia un’associazione privata di stampo cattolico in attesa del riconoscimento diocesano come istituto. È un movimento religioso nato a Modena nel 2015 e io ne sono la presidente».
Come conobbe padre Amorth?
«Ho fatto parte di un gruppo di rinnovamento dello spirito tenuto da marito e moglie che collaboravano con padre Amorth. Quando facevamo i canti di lode alcune persone cadevano a terra. Mi spiegavano trattarsi di una forma di vessazione. Era il 1989. Molte persone, vittime di vessazione o possessione, andavano a trovarlo, anche suore e preti, in prevalenza suore».
Fece del contrasto al maligno una missione…
«Amorth era intelligentissimo e spiritoso. Proveniva da una famiglia di giuristi. Gli fu chiesto di occuparsi di questo dal cardinal Poletti che gli propose di affiancare padre Candido Amantini (1914-1992, noto teologo ed esorcista, ndr). Lui rispose “non lo so fare”. Risposta “si faccia aiutare e lo segua”».
È stata presente a pratiche esorcistiche da egli messe in atto?
«Certo che sì».
Casi eclatanti?
«Come lui stesso ha dichiarato, casi eclatanti ne ha avuti anche se abbastanza rari. A una ragazza di Roma mise la stola sulla testa ed uscì la voce del demonio, “ma proprio lui mi doveva capitare?”. Piuttosto frequenti erano reazioni come sputi, calci, oggetti di vetro e chiodi che uscivano dalla bocca…».
La voce del vessato o posseduto si altera?
«Il più delle volte il maligno si avvale della voce della persona che parla, altre volte è proprio alterata. In caso di possessione sono uno o più spiriti che prendono possesso della persona ed è come se doppiassero il suo corpo e le sue membra, come una lastra di vetro posta su un foglio».
La storia di una ragazza che portò da padre Amorth…
«Era la figlia di un imprenditore edile che aveva un’amante da cui ebbe un bambino. A un certo punto per questa ragazza le cose cominciarono ad andare molto male, nella scuola, nella vita, la casa bruciata. Chiese aiuto ad alcuni esorcisti, ma non le credevano. Venne da noi che siamo il movimento religioso I figli della luce. Pregammo insieme in gruppo e io anche con un sacerdote. A un certo punto il demonio raccontò che l’amante del padre andò da una maga per far morire di tumore la figlia dell’imprenditore. Con le preghiere di liberazione, da non confondersi con l’esorcismo, il demonio si lamentò attraverso la voce della ragazza: “io ho fatto avere all’amante l’appartamento a Milano, perché non le è venuto il tumore?”. Quindi era stato fatto un patto con il demonio, la vita della ragazza, la sua morte di tumore in cambio di un appartamento. La ragazza però, pregando molto il Signore, perché il Signore è più forte di ogni demonio, non è morta. Senza la preghiera di liberazione è molto difficile che la persona sia liberata».
Per quel che riguarda i tempi di liberazione…
«Padre Amorth sosteneva che quanto maggiore è il tempo in cui il problema è radicato quanto più i tempi di liberazione si allungano. Se la persona non si limita ad attendere il sacerdote e fa le preghiere di liberazione, si libera prima».
Come si distingue una vessazione o possessione da una patologia psichiatrica?
«Ci sono psicologi che, pur non avendo mai partecipato a un esorcismo o a una orazione di liberazione, scrivono libri facendo la distinzione tra l’una e l’altra cosa. Non sono persone serie. Faccio un esempio. Abbiamo avuto casi di persone state in manicomio con caratteristiche di vessazione o possessione. Sto dicendo che ci vuole cautela».
Ciascun individuo, nella sua anima o psiche, ha una componente di male, oltre che di bene…
«Certo. Padre Amorth, ma anche padre Matteo La Grua (esorcista, 1914-2012, ndr) hanno sempre detto che il demonio incide sulle nostre facoltà mentali, prova sempre a confonderci. Quando ci confonde troppo diventa follia, omicidio… Fare una diagnostica è molto rischioso. Comunque davanti abbiamo Dio e dietro qualcosa che ci spinge contro Dio. Quello che sta agendo di più, adesso, nel mondo, è un demone che si chiama Lucifero che è spirito di confusione mentale, oscuramento dell’intelligenza, incapacità di decisione, pazzia, suicidio, morte».
Oltre alle persone comuni si può pensare anche a potenti della Terra…
«Eh, basta guardare a ciò che succede in giro…».
Un fatto recente in Italia che l’abbia colpita…
«Beh, i funerali di Stato a Emma Bonino. Secondo lei ha rappresentato lo Stato? Mi faccia dire. In un convegno dedicato a Maria e alle radici cristiane dell’Europa ho perorato la devozione a Maria come madre e regina della vita, come atto di liberazione dall’uccisione della vita, in particolare dall’aborto. Andrebbe insistito».
Il tema dell’inferno…
«Che di là ci sia l’inferno, che è uno stato dell’essere e dell’anima, è spiegato nei Vangeli e nel catechismo».
Come potrebbe essere descritto?
«Quando preghiamo per la liberazione diciamo “torna da dove sei venuto” e risponde “non posso, mi picchiano”. C’è odio totale tra le anime. Alle volte ce lo descrivono: “È tutto nero, c’è pieno di buchi, escrementi…”».
Arduo pensare sia un luogo fisico.
«Non è un luogo fisico, ma dell’anima, un luogo tremendo non solo dei demoni ma anche delle persone che abbiamo incontrato nei corpi e che, alle volte, sono anche parenti delle vittime».
Le anime possono espiare dopo la morte?
«Se sono in purgatorio sì. Nell’inferno no perché è uno stato irreversibile, scelto fino all’ultimo istante della loro vita senza mai chiedere perdono a Dio. Sarebbe sufficiente pensare “Dio, se ho sbagliato perdonami”, ma non sarebbe finita lì».
Potremmo pensare che quanto più un individuo si schiera dalla parte del Bene tanto più possa essere aggredito?
«Il demonio attacca sempre in modo univoco. Quelli che dicono “se lui lo lasci stare lui ti lascia stare” sono dei poveracci ignoranti. Il modo in cui il demonio cerca di confonderci e allontanarci da Dio è sempre lo stesso, univoco. Se fai del bene, il tuo bene consente di riparare al male che hai fatto».
Anche persone della gerarchia ecclesiastica possono essere attaccate?
«Assolutamente sì, anche cardinali o vescovi. Sappiamo anche che il demonio tende a fermare chi è in odore di santità. Padre Pio e altri hanno fatto un “voto di vittima”. Esso comporta la reazione particolare del demonio. Ma ci sono le parole di Gesù nei Vangeli: “Le porte degli inferi non prevarranno”. Papa Prevost è come il Signore Gesù, è fantastico».
I cosiddetti vizi capitali sono manifestazioni del maligno?
«Sono contrari a Dio quindi è chiaro che sono manifestazioni del maligno. Nei casi gravi sono peccati mortali».
Qual è stato il pensiero di padre Amorth sulla sessualità?
«Il suo era il pensiero della Chiesa. Lo dichiarò diverse molte. Di per sé non c’è niente di male, è una componente della vita, però spesso è usata male quando si considera l’altra persona come un oggetto. La Chiesa lo ammette solo all’interno del sacramento del matrimonio».
Come ci si difende dall’azione del maligno?
«Anzitutto con la confessione, la prima forma di liberazione. Confessare i propri peccati e rimettersi in buoni rapporti con Dio. Poi fare la propria vita con serenità ma cercando di non caderci più».
Padre Arturo Sosa, superiore generale dei gesuiti, nel 2017 ha dichiarato che il demonio sarebbe solo una realtà simbolica…
«Sì, disse che non è un’entità del male ma un pensiero, un modo di agire».
Padre Amorth come avrebbe commentato?
«Glielo dico con la sua voce: “È una testa vuota”».
Papa Bergoglio era un gesuita…
«Padre Amorth mi disse che papa Bergoglio, pur con tutti i suoi difetti, nei primi 100 giorni del suo pontificato è stato quello che ha parlato di più del demonio».
E poi che successe?
«Questo lo sa solo Dio. Certo che cambiò molto».
Il matrimonio cattolico è indissolubile. Il vedovo o la vedova che si risposano con chi si ritrovano oltre?
«È scritto nei Vangeli. Una domanda così è stata posta a Gesù dai Farisei: “Se una donna si sposa sette volte di chi sarà moglie dall’altra parte?”. Gesù ha risposto che di là non ci sono marito o moglie, ma siamo singole entità al cospetto di Dio. Quindi c’è unione spirituale con tutti».
C’è chi è irretito dal discorso su vite precedenti e karma. Ciò non si concilia con l’eterna unicità di un’anima…
«Si vive una volta sola, fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Di quello che facciamo in questa vita dovremo rendere conto a Dio. Chi crede nella reincarnazione non si rende conto che questo ragionamento è anche un modo per sfuggire alle responsabilità della vita. Uno dice “questa sfortuna mi deriva dalla vita precedente”. Ma che stai a di’?».
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