- Versioni contraddittorie sull’origine dei soldi usati dal fidanzato dell’addetto stampa del premier. L’affare sospetto del petrolio.
- L’uomo comunicazione di Palazzo Chigi cita il precedente del finanziere con Matteo Renzi ma nega un ruolo nel trading online: «Li guadagno in una settimana 7.000 euro».
Lo speciale contiene due articoli.
Nel pasticciaccio dei movimenti finanziari di José Carlos Alvarez Aguila, aspirante trader e fidanzato (ex?) di Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, ci sono ancora troppi punti oscuri. Ad aggiungerne qualcuno ci ha pensato lo stesso Alvarez Aguila, legato a Casalino da quando è sbarcato in Italia, ovvero nel 2014. Nella versione del cubano e del suo uomo qualcosa non torna. Ieri per esempio Alvarez Aguila ha rilasciato un’intervista alla Repubblica e ha parlato dei movimenti sul suo conto corrente (e della carta ad esso collegata) che hanno insospettito i risk manager di Unicredit. La giornalista ha chiesto: «In tutti questi mesi ha ricevuto una chiamata dalla sua banca?». Risposta: «Mai, ho anche parlato col direttore che mi ha detto di non saperne assolutamente niente». Ma nella segnalazione inviata all’Antiriciclaggio dai risk manager di Unicredit si legge: Alvarez Aguila «interpellato dalla filiale per chiarimenti riferisce che la carta pare sia in possesso della madre che vive a Cuba […]. Tuttavia l’utilizzo fisico della carta non esclude la possibilità di compiere operazioni online». E hanno puntato l’attenzione sugli «scambi di bonifici tra rapporti collegati tra di loro con causali generiche, unitamente a operazioni di trading probabilmente eseguite da soggetto terzo». Ovviamente i sospetti portano a Rocco Casalino (è il suo, con ogni probabilità il conto corrente collegato), tanto che da Unicredit lo hanno inserito con nome, cognome e codice fiscale nell’intestazione della segnalazione all’Ufficio antiriciclaggio della Banca d’Italia, essendo lui persona politicamente esposta e socio del segnalato Alvarez Aguila nella Riomaki, società a responsabilità limitata semplificata. In essa, in particolare, viene attenzionato un «bonifico in arrivo» da 7.558 euro, proveniente dall’Unione europea. Poi c’è una data: 12 giugno 2020. Non sappiamo se sia quella della segnalazione o del versamento sospetto. Nel documento si fa riferimento in particolare a un bonifico proveniente da un conto tedesco della Plus500», la piattaforma di trading online a cui Alvarez Aguila sarebbe ancora iscritto.
La banca evidenzia anche che «la movimentazione complessiva dei rapporti del segnalato è pari a complessivi 150.000 euro». Alvarez Aguila su questo è stato tranciante: «Si tratta di una cifra inventata, da quando ho aperto il mio conto, sei anni fa, non ho mai avuto più di 30.000 euro. Abbiamo contato i movimenti e non superano, per tutto l’arco di tempo, i 90.000 euro. Sono pulito e con Rocco sono stato chiaro: “Se vogliono indagare, amore, che indaghino pure», gli ho detto. Io l’unica cosa che ho fatto è stato perdere i miei 18.000 euro”».
Rocco Casalino ci ha inviato gli estratti di carta e conto corrente del (ex?) fidanzato. Di quest’ultimo, però, ci sono solo i movimenti che vanno dal 25 maggio al 26 giugno; per quanto riguarda la carta, una Genius card, dal 4 maggio al 17 luglio. Le altre pagine non ce le ha inviate sostenendo di rischiare la denuncia da parte di José Carlos. Fatto sta che del bonifico in entrata dalla Germania, quello che probabilmente ha fatto scattare la segnalazione, in quelle due pagine non c’è traccia.
Nella paginetta dell’estratto che ci ha spedito Casalino apprendiamo che il 20 giugno sono stati prelevati 500,12 euro per il pagamento di tre diversi mutui/prestiti: un prelievo mensile da 279,71 (per la trentasettesima rata del finanziamento), di cui avrebbe rimborsato 10.323 euro, uno da 184,99 euro (per la quinta rata), uno da 35,42 (sempre per la quinta rata). Quali sono gli esatti importi e quando sono stati accesi i mutui?
Al Corriere della sera Casalino aveva parlato di due mutui, da 15.000 e da 9.000, per comprare una casa alla madre di José Carlos a Cuba ottenuti al tempo in cui il ragazzo lavorava al Temakinho.
Con noi ha fatto riferimento a tre prestiti: uno da 14.000, uno da oltre 7.000 (a novembre) e uno da 4.000 (a gennaio, che servirebbe per un motorino). Ma ha anche scritto in un messaggio: «José Carlos il prestito lo aveva chiesto quando aveva un contratto a tempo indeterminato come vicedirettore di Temakinho. Ha chiesto prima 15.000. Poi quando la banca ha visto che pagava regolarmente gli ha concesso un ulteriore finanziamento di 10.000 euro. Il mio nome non c’entra davvero nulla». Ma se a ogni messaggio o intervista i numeri cambiano, sembra assodato che due finanziamenti siano stati concessi non ai tempi del Temakinho, ma a inizio 2020, visto che a giugno è stata pagata la quinta rata.
Lo stesso Alvarez a Repubblica ha ammesso che ai suoi risparmi personali andavano aggiunti «circa 20.000 euro di un prestito che ho chiesto prima del lockdown perché volevo aprire un ristorante».
Purtroppo adesso i soldi sono andati in fumo a causa del trading online e non sono stati utilizzati per la Riomaki. Infatti la ditta oggi risulta ancora inattiva e Casalino e il compagno hanno ritirato il capitale sociale depositato il 13 novembre scorso al momento della costituzione. Con quali garanzie Unicredit ha concesso i finanziamenti che parrebbero ammontare a circa 25.000 euro, ottenuti in tre tranche?
Alvarez a Repubblica ha dichiarato: «Ho sempre lavorato bene: il mio ultimo contratto, in un locale a piazza Argentina, mi garantiva 1.800 euro. Stavo bene […]. Ma dal lockdown sono in cassa integrazione (percepisce l’assegno del Fondo d’integrazione salariale, ndr) e prendo molto meno». Eppure la storia lavorativa di Alvarez Aguila non sembra tale da giustificare tre prestiti bancari. A noi risulta che il trentenne cubano dal settembre 2015 al luglio 2017 abbia lavorato come dipendente per una società di ristorazione, la Vigevano 20 Srl, dove, però, ha marcato visita, rimanendo a casa circa diverso tempo per malattia/infortunio.
Ai cinque mesi da «vicedirettore» di sala alla Temakinho, ristorante nippo-brasiliano, vanno aggiunti altri periodi, assai lunghi, di malattia/infortunio. Poi 58 settimane di indennità di disoccupazione (la Naspi). Infine nell’ottobre del 2019 un contrattino part-time della durata di due mesi con un ristorante del ghetto ebraico. In pratica gli ultimi due finanziamenti sarebbero arrivati dopo la Naspi e il part-time e aver firmato un contratto da 1.800 euro (lordi) con l’Antico forno di piazza Argentina, che, però, ad aprile lo ha messo in cassa integrazione. Chissà quanti italiani si sono visti rifiutare un prestito con una situazione di lavoro tanto precaria e ballerina.
Nell’intervista a Repubblica sugli investimenti di Alvarez Aguila con le piattaforme di trading online, c’è un altro passaggio lunare, questo: «Ho investito inizialmente 2.000 euro, per accaparrarmi i titoli di 5.000 barili a 19 dollari a barile». In sostanza avrebbe speso 2.000 euro per ottenere 95.000 dollari (81.000 euro) di quote di oro nero. Un affare che neanche Wanna Marchi avrebbe osato proporre.
Casalino per giustificarlo ci ha inviato uno specchietto catturato con il cellulare dalla piattaforma online di Plus500 da cui si apprende che il sito offre proprio quel tipo di investimento. Intanto Giulio Centemero, deputato della Lega ha presentato un’interrogazione su tutta la vicenda. Dal ministero dell’Economia e delle finanze ha risposto descrivendo le attività di Plus500 e di Fortissio.com, le piattaforme compulsate da José Carlos. Ma in coda ha inserito una notizia: «Tutto ciò considerato si evidenzia che i fatti rappresentati sono tuttora oggetto di analisi da parte della Consob anche al fine di verificare eventuali ulteriori aspetti di propria competenza».
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