La ragazza che accusa Ciro Grillo cacciata dall’aula durante l’udienza
Ciro Grillo (Ansa)
Il processo per stupro rischia lo stop per il cambio del collegio, i legali degli imputati chiedono il reintegro del giudice trasferito. La giovane era in tribunale per assistere alla deposizione dell’altra presunta vittima.

Colpo di scena durante l’udienza fiume (circa 8 ore) di ieri del processo in corso al Tribunale di Tempio Pausania contro Ciro Grillo (figlio del fondatore del M5s) e i suoi tre amici genovesi, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, tutti imputati per violenza sessuale di gruppo ai danni di due studentesse milanesi. Era prevista la deposizione di R., una delle due ragazze che hanno trascorso la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nella casa delle vacanze a Porto Cervo di proprietà della famiglia di Grillo junior, insieme ai quattro ragazzi. Ma a sorpresa, accompagnata dal suo legale Giulia Bongiorno, in aula è comparsa anche S. la principale accusatrice dei quattro ragazzi. «Adesso devo farmi forza», ha detto la studentessa italo-norvegese, all’epoca dei fatti 18enne, al ritorno in Sardegna, secondo quanto riferito dall’avvocato Bongiorno.

S. entrata in aula con addosso una mascherina, ha preso parte all’apertura dell’udienza ma non ha potuto assistere alla deposizione dell’amica con cui aveva trascorso la vacanza in Sardegna nell’estate del 2019. Il presidente del collegio ha chiesto allo giovane di uscire e S. è andata in un’altra stanza del tribunale, al riparo dai curiosi.

La prima parte dell’udienza di ieri è stata caratterizzata da una contestazione della difese. Il nodo da sciogliere riguardava ancora il giudice Nicola Bonante, trasferito a Bari ma applicato a Tempio dove continuerà ad occuparsi dei suoi procedimenti, tranne quello che vede imputati i quattro giovani, così come deciso dal plenum del Csm agli inizi di settembre. I difensori chiedono il reintegro di Bonante per dare continuità al dibattimento. «Prima della testimonianza inizieremo con alcune questioni abbastanza rilevanti perché riguardano la formazione del collegio e alcuni atti dei quali siamo venuti a conoscenza qualche giorno fa» aveva detto prima dell’ingresso in aula Antonella Cuccureddu, del pool di difesa di Corsiglia insieme al collega Gennaro Velle. L’istanza dei due legali chiedeva al Tribunale di revocare l’ordinanza emessa nel luglio scorso, «rimettendo in termini le parti per formulare le loro istanze, revocando ogni atto successivamente assunto e disponga che il presente verbale e quello dell’udienza del 10 luglio siano trasmessi alla presidente della Corte di appello di Cagliari e al presidente del Tribunale di Tempio Pausania affinché reiterino al Csm l’istanza di applicazione del dottor Bonante, per il presente procedimento sollecitandone l’immediata decisione e, nelle more, disponga il rinvio, per conoscere le determinazioni del Csm, ad altra udienza». Richiesta respinta dopo una breve camera di consiglio, ma le polemiche sembrano destinate a proseguire.

Nell’udienza del 10 luglio infatti, la difesa di Corsiglia, aveva evidenziato che nei giorni precedenti era apparsa dui giornali la notizia di un’istanza pendente presso il Csm con la quale veniva chiesta la riapplicazione di Bonante al processo. Gli avvocati avevano quindi chiesto al collegio se era a conoscenza dell’istanza o se invece la notizia era una fake news, in modo da poter fare le valutazioni del caso. Il Tribunale aveva però tirato dritto, limitandosi a confermare la validità della composizione del collegio, nel quale era nel frattempo subentrato Alessandro Cossu, disponendo la lettura dei verbali delle precedenti udienze . Una settimana prima però, il presidente della Corte d’appello di Cagliari Gemma Cucca, aveva realmente presentato al Csm un’istanza per l’applicazione di Bonante al processo Grillo. Alla quale, il 4 luglio, era seguita un’analoga richiesta da parte del Tribunale di Tempio Pausania, per altri 11 procedimenti. E il 6 settembre scorso il Csm ha applicato Bonante solo agli 11 procedimenti elencati nella richiesta inviata da Tempio Pausania, mentre per quello contro Grillo jr e i suoi amici, la «lettura dei verbali» avvenuta il 10 luglio, senza che i difensori avessero avito conferma della richiesta di applicazione, secondo il Csm ha fatto venire meno i presupposti della richiesta.

Come detto, dopo le schermaglie procedurali, in aula si è seduta R. la seconda vittima. Quella della ragazza, che è una dei testimoni chiave del processo, è stata una deposizione difficile. La giovane si sarebbe infatti commossa mentre parlava e l’udienza, svolta a porte chiuse è stata sospesa per darle modo di riprendersi. «Ha pianto mentre ricostruiva i fatti, raccontando quello che prova ancora adesso», ha riferito l’avvocato Bongiorno. Durante la deposizione di R, che si è protratta fino a tarda sera, è stato anche mostrato un video della serata trascorsa il 16 luglio 2019 al Billionaire da Ciro Grillo, i suoi tre amici genovesi e le due ragazze, che si erano appena conosciuti all’interno della famosa discoteca, dove le giovani erano arrivate in compagnia di un amico. E proprio in un video girato la serata si vede Grillo junior baciare S., la presunta vittima. Un’effusione che R. aveva confermato ai carabinieri durante le indagini: «Mentre ero in pista» aveva messo a verbale, «ho visto Ciro e S. che si baciavano su un divanetto, S. si staccava e mi è sembrato che non corrispondesse l’interesse».

Poi, a fine serata, la proposta di Grillo junior di spostarsi nella villa in cui secondo l’accusa, i quattro avrebbe stuprato S., e anche abusato della stessa R. scattandosi foto hard davanti al suo volto mentre lei dormiva. La deposizione della ragazza, continuerà anche stamattina, con la prosecuzione del controesame. Ieri la ragazza ha risposto alle domande del procuratore Gregorio Capasso, delle parti civili (la Bongiorno ha fatto solo due domande), e dell’avvocato Cuccureddu.

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