I pm di Milano convocano Pregliasco. L’Ats: «Il regolamento è sbagliato»
Monito dell’azienda sanitaria meneghina: «Un nosocomio non può autodisciplinarsi».

Dopo le testimonianze raccolte dal programma televisivo Fuori dal coro condotto da Mario Giordano su Rete 4, dove pazienti hanno raccontato di essere stati esclusi da interventi chirurgici all’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano in quanto non vaccinati, ieri pomeriggio il professor Fabrizio Pregliasco è stato sentito dal procuratore aggiunto, Tiziana Siciliano. Il docente, che è direttore sanitario dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), avrebbe spiegato che al centro sono stati «riprogrammati e posticipati solo gli interventi non urgenti» e che comunque il fine era quello di «riorganizzare e ottimizzare le sale operatorie». Ha poi aggiunto che questo è indispensabile perché «abbiamo spazi limitati» e «cento posti letto in meno, per garantire tutta l’attività per i pazienti Covid». Una nota dell’Irccs precisava poi che «per gli interventi non urgenti che coinvolgono pazienti con fragilità, è stata data l’indicazione, previa valutazione dei medici dell’équipe di riferimento, di posticiparli, non certo di rifiutarli».

Da Ats Milano hanno confermato che nessuna notizia di blocco delle operazioni ai pazienti non vaccinati è stata segnalata dal Galeazzi, e che se questo avvenisse sarebbe sbagliato perché un ospedale non può autodisciplinarsi, ma deve aderire a quelle che sono le indicazioni regionali. Sta di fatto che le persone che si sono sentite discriminate dall’Istituto non risultano fragili e sostengono di non soffrire di patologie che «potrebbero determinare l’impegno della terapia intensiva». Rimane inspiegabile come un Irccs che riceve finanziamenti ministeriali (2,4 milioni di euro nel 2019), possa permettersi di rifiutare un intervento a pazienti solo perché non vaccinati.

È un centro modello, il «primo ospedale in Italia con quasi 4.000 interventi di protesi di anca e ginocchio e tra i primissimi per il trattamento della frattura di femore nelle 48 ore». Nel 2023, grazie a un finanziamento di circa 265 milioni di euro, presso l’ex area Expo a Milano sorgerà il nuovo Galeazzi con tutte le principali specialità cliniche. All’interno di un edificio di 16 piani, su una superficie di oltre 150.000 metri quadri, sarà anche sede universitaria e di ricerca scientifica, con una capacità a regime di circa 600 posti letto e spazi che permettono future estensioni fino ad un massimo di circa 900 posti letto.

Nel luglio del 2020 l’Istituto ricevette 760.630,79 euro per un progetto di ricerca Covid. Solo altri nove, su 91 presentati, ottennero fondi. Scopo del bando era quello di mettere a disposizione della comunità medica e scientifica conoscenze utili per le scelte cliniche e di sanità pubblica, contenere la diffusione di Sars-Cov-2 e comprendere la patogenesi del Covid-19, per migliorare la salute dei pazienti. Forse sulla salute ci sarebbe qualche cosa da ridire, stando alle testimonianze raccolte da Fuori dal coro.

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