In Kenya temono che il governo giallorosso rallenti l’inchiesta su Cmc
  • Il Dpp (Director of public prosecutions) di Nordin Haji ha in mano 500.000 pagine di documenti sui presunti casi di corruzione che coinvolgono la cooperativa di Ravenna da sempre vicina al centrosinistra. I contratti per le dighe sono stati stipulati ai tempi del governo di Matteo Renzi. Nuovi incroci con le indagini sulla cooperante Silvia Romano.
  • Se lo scandalo di Nairobi è ormai internazionale, quello in Nepal è deflagrato pubblicamente solo in parte, ma all’interno dell’azienda ha provocato enormi frizioni.

Lo speciale contiene due articoli

C’è particolare apprensione in Kenya per la nascita del nuovo governo giallorosso. Da mesi le autorità kenyote indagano sulla Cmc di Ravenna, cooperativa di costruzioni da sempre vicina al centrosinistra, vincitrice tra il 2014 e il 2015 (governo Renzi) di tre appalti per la costruzione di tre dighe in Kenya, del valore di 800 milioni di euro, dove sarebbero transitate tangenti. Da mesi il Dpp (Director of public prosecutions) di Nordin Haji, che coordina le indagini insieme con il Dci (Director of criminal investigations) di George Kinoti, hanno impostato un dialogo con la procura di Roma per verificare se ci siano stati casi di corruzione. Il problema, si interrogano ora gli investigatori di Nairobi, è cosa potrebbe succedere adesso, dal momento che i contratti per le tre dighe furono stipulati proprio ai tempi del governo Renzi nel 2015.

Ci sarà un rallentamento delle indagini che già appaiono più che mai rallentate? Non solo. Tra Kenya e Italia si lavora anche per trovare la cooperante Silvia Romano, che operava per la onlus fanese Africa Milele. Scomparsa il 20 novembre dello scorso anno, secondo le ultime indagini della procura di Roma (il fascicolo è in mano a Sergio Colaiocco) sarebbe stata portata in Somalia. I Ros sono stati in Kenya a fine agosto. A questo punto va capito come mai il gruppo terroristico somalo All Shabbab abbia voluto proprio rapire una cooperante italiana. Perché? Va approfondito anche il comportamento della Farnesina che in questi mesi ha preferito il silenzio, come riportato in un articolo del Corriere della Sera di gennaio, dove c’era un esplicito invito a «stare zitti». Ci sono nodi tra i rapporti diplomatici di Italia e Somalia che non sono ancora venuti a galla? A questa domande stanno lavorando gli investigatori kenyoti che però si aspettano anche una mano sul fronte Cmc.

Al centro delle accuse contro la cooperativa, come rivelato dalla Verità in questi mesi, c’è anche il contratto di consulenza «al 3%» con l’azienda Stansha Limited che l’attuale direttore generale Paolo Porcelli firmò nel 2013 quando era responsabile Cmc per l’Africa subsahariana. Il suo contatto era Stanley Muhatma, parlamentare kenyota, proprietario di Stansha, arrestato nelle scorse settimane per evasione fiscale. A indagare a Roma è il pm Lucia Lotti. Altro punto che deve essere chiarito è il ruolo che Rita Ricciardi, presidente dell’Associazione per il Commercio tra Italia e Kenya, sarebbe in società con il ministro del Tesoro Henry Rotich, già fermato il mese scorso perché ritenuto punto di riferimento dell’inchiesta. Proprio alla fine di agosto gli investigatori kenyoti hanno scoperto che Rotich e il suo ex segretario principale Kamau Thugge avrebbero violato la legge sulle assicurazioni per garantire la costruzione delle dighe di Kimwarer e Arror. I conti di Rotich e Thugge sono stati congelati a inizio agosto. L’ordine di congelamento delle banche è stato emesso dal giudice Caroline Nzibe Muthoni. Il tribunale ha stabilito che i conti bancari rimarranno congelati per un periodo di 180 giorni. Il Dpp di Haji è già pronto a utilizzare oltre mezzo milione di pagine di documenti e a portare in aula 142 testimoni. Del resto che i governi di centrosinistra sappiano qualcosa di più su quei contratti è un dato assodato. Dal momento che i contratti per le tre dighe furono firmati tra il 2014 e il 2015: c’è una foto dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi con un giubbotto antiproiettili insieme al presidente Uhuru Kenyatta a testimoniarlo.

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