- In un disegno che circola nelle chat dei militanti progressisti il quadro sconfortante dei rapporti di potere e influenza nello scalo ligure. Costruiti con assunzioni e favori anche sotto i governi di centrodestra.
- I presunti scoop sulle indagini per falso e frode non esistono Un caso langue dal 2021, l’altro non sfiora il presidente.
- L’imprenditore punta alla libertà, il suo difensore: «Se la merita, è stato sincero» Interrogatorio pure per Cozzani e Moncada. E Colucci si dimette da Innovatec.
Lo speciale contiene tre articoli
«Un giorno mi disse “io sono più comunista di te, sono più comunista di tutti”» ricorda uno dei presenti, «compagno» di lungo corso. Ci troviamo nella sede del Comitato liberi cittadini di Certosa, il quartiere su cui è crollato il ponte Morandi. Lunedì mattina alcuni abitanti sono riuniti per parlare di politica in modo appassionato. Sono tutti di sinistra («Qui dentro il più a destra è uno del Pd» scherza il presidente Enrico D’Agostino, negli anni ‘80 segretario della locale sezione socialista). E sono tutti delusi. Tra di loro c’è anche il vecchio candidato sindaco della sinistra Gianni Crivello, ex Pci-Pds-Ds mai iscritto al Pd, mandato allo sbaraglio contro il primo cittadino Marco Bucci. Dentro alla sala del comitato i presenti, sei o sette, compreso il settantenne D’Agostino e il cinquantenne presidente della Casa della legalità Christian Abbondanza, si passano un file intitolato «Casa Vianello-la seppia di Ente bacini», che ricostruisce, la presunta longa manus su porto di Mauro Vianello, il «più comunista di tutti».
Quest’ultimo è accusato dalla Procura di Genova di corruzione ed è stato raggiunto dalla misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale.
Il settantunenne originario della Valbisagno è titolare della Santa Barbara Srl, azienda che opera nel settore della prevenzione incendi nell’ambito dello scalo marittimo ligure nonché di sorveglianza antincendio, di aree civili e industriali, ed è presidente (senza compenso) dell’Ente bacini di Genova, che si occupa dei servizi di carenaggio. Per l’accusa avrebbe offerto fatto diversi regali al presidente dell’Autorità portuale, Paolo Emilio Signorini, finito in carcere con l’accusa di corruzione. Secondo gli inquirenti Vianello lavorava su Signorini per centrare due obiettivi personali: «Ottenere la sua nomina nel Cda di Stazioni marittime Spa; entrare in contatto con i vertici di Autostrade per l’Italia nella prospettiva di ottenere una commessa per la realizzazione del tunnel sub portuale».
Nella slide si leggono notizie riguardanti Vianello e il suo inner circle e chi l’ha compilata deve essere ben attento a quanto accade dentro al Partito democratico. I personaggi citati sono affiancati dai titoli delle news che li riguardano comparse sui siti informazione. Al centro dello schema c’è la foto del patron della Santa Barbara. Ma la prima immagine sotto il logo «Casa Vianello», che rimanda alla sit-com con Sandra e Raimondo, è quella che ritrae Signorini. È lui che benedice lo strapotere in porto di Vianello. A quest’ultimo è dedicata la seguente didascalia: «Nella primavera-estate 2021 dichiara pubblicamente di “aver privatizzato” il Pd». L’accusa è grave e non circostanziata, ma certamente proviene da sinistra. Per l’anonimo estensore Vianello, avrebbe sostenuto «con diverse tessere fantasma di dipendenti e familiari il suo dipendente (nella Santa Barbara, ndr) Simone D’Angelo che viene eletto di misura segretario Pd a Genova».
Da D’Angelo il diagramma porta verso il simbolo di Gd Genova (Giovani democratici), corrente in cui militerebbero diversi dipendenti della Santa Barbara.
Una freccia collega Vianello ad Alessandro Terrile, avvocato della Santa Barbara e amministratore delegato di Ente bacini (73.000 euro di compenso). Terrile, ci informa il nostro Virgilio senza volto, è stato «segretario provinciale (tra il 2013 e il 2017) e capogruppo del Pd a Genova», e dal 2023 è responsabile nazionale Infrastrutture e porti del Pd. La nomina come ad di Terrile avrebbe favorito la carriera di D’Angelo, il quale, ricorda l’autore della ricostruzione, subentra al collega di partito «come capolista per le elezioni comunali del giugno 2022 e viene eletto capogruppo Pd».
Di Terrile Spinelli non doveva avere certo stima, visto che in una intercettazione afferma: «A noi ce l’ha menato sempre con minchiate pazzesche […]. È tipo un Cinquestelle».
A esserne entusiasta è, invece, Vianello: « L’operazione Terrile è una operazione geniale nel senso che abbiamo messo una persona che è una delle persone più valide dal punto di vista politico ed è un giovane che lavora in uno studio professionale avviato… lo abbiamo messo a lavorare dentro al porto e per 3 anni è blindato […] se ci vuole stare ci sta 20 anni e però è uno che fa politica dalla mattina alla sera ed è bravo».
Nella slide c’è una nota maligna su Terrile: «Non ha alcuna competenza sui porti. Prenderà solo successivamente alla nomina un mini-master presso l’Università di Bologna».
Altro personaggio clou è Davide Gaggero, amministratore della Santa Barbara Srl, consigliere del Cda dell’Ente bacini (compenso 5.000 euro), ex responsabile Porto del Pd di Genova (tra il 2017 e il 2021) e indicato nella slide come «figura chiave» del Pd del Ponente, ma anche come «compagno dell’ex presidente Pd Genova». Il riferimento è a Viola Boero, anche lei omaggiata di foto, effettivamente ex presidente del Pd Genova (2017-2020), candidata alle elezioni regionali 2020, e altra presunta dipendente della società di Vianello.
In un’intercettazione captata dagli investigatori Signorini e Vianello valutano, qualora l’operazione su Stazioni Marittime si fosse chiusa con successo, di passare il testimone di presidente del Cda di Ente bacini proprio a Gaggero. Il quale, in una captazione, prospetta la possibilità di usare il conto corrente dell’impresa per pagare un «regalo».
Nel file viene ricostruita in cinque mosse la storia della scalata di Vianello&C.: «Maggio-ottobre 2020, Vianello e Gaggero si adoperano presso gli esponenti di governo del Pd per la conferma di Signorini (espressione Toti) come presidente dell’Autorità portuale». I due sponsor del manager arrestato si sarebbero rivolti agli ex ministri Paola De Micheli (Infrastrutture e trasporti) e Andrea Orlando (Giustizia), ligure e leader della corrente Dems all’interno del Pd, segnalata come «area di appartenenza di Terrile, Gaggero e D’Angelo». La seconda casella è la seguente: «30 dicembre 2020 Paola De Micheli (ministro Pd) nomina conferma Signorini presidente Adsp». Il gioco dell’oca prosegue: «Signorini nomina Vianello presidente Ente bacini (senza alcuna particolare competenza e professionalità specifica)». Casella quattro: «Signorini su indicazione di Vianello nomina Terrile (capogruppo Pd uscente) ad di Ente bacini, Gaggero cda». Cinque: «Novembre 2023 Signorini, appena nominato ad di Iren (multiutility dei servizi, ndr) contrattualizza Vianello per 200.000 euro annui per rapporti di consulenza con il Pd di Torino e di Reggio Emilia (azionisti con Genova di Iren)».
Di fronte al tabellone del risiko del potere dem si comprende il malumore di chi vive nelle periferie, crede negli ideali della sinistra e considera la politica un servizio e non un mezzo di arricchimento personale. Tutti valori cancellati dall’inchiostro nero della seppia.
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