Depistaggi Covid, spunta il complice inglese

Lo scandalo sui tentativi di occultare l’origine del Covid si allarga.

Il ruolo dello zoologo britannico Peter Daszak

Dopo che David Morens, braccio destro di Anthony Fauci, ha ammesso di aver distrutto i documenti pubblici relativi ai finanziamenti per ricerche sui patogeni, a Wuhan e non solo, dal Regno Unito arriva la notizia che uno zoologo britannico coinvolto negli esperimenti sui coronavirus in Cina avrebbe partecipato alla cospirazione. Peter Daszak, questo il nome dello scienziato, è stato presidente di EcoHealth Alliance dal 2010 al 2025, nonché membro della missione internazionale inviata dall’Oms a Wuhan a inizio 2021 per indagare sull’origine della pandemia.

Il sostegno economico della Gates Foundation

Piccolo inciso: nell’agosto 2020, EcoHealth Alliance ha ricevuto 1,5 milioni di dollari dalla fondazione di Bill Gates, la Gates foundation.

Regali, accordi e la copertura della fuga da laboratorio

Secondo i documenti di un tribunale statunitense visionati dal Telegraph, il dottor Daszak inviò bottiglie di vino in dono a Morens come ringraziamento per le sue «manovre dietro le quinte» volte a mettere a tacere la teoria secondo cui la pandemia sarebbe stata causata da una fuga da laboratorio, promettendogli ulteriori regali quali cene in ristoranti stellati.

Le conseguenze giudiarie e l’assenza di grazia presidenziale

Nessuna accusa formale è ancora stata formulata contro Daszak, mentre Morens, che si è dichiarato colpevole, rischia fino a cinque anni di carcere. Al contrario del suo capo, infatti, non ha ricevuto una grazia preventiva da Joe Biden poche ore prima di mollare il suo incarico alla Casa Bianca.

Le email segrete per eludere le richieste FOIA

Nell’accordo di patteggiamenti firmato da Morens, questi ammette di aver contattato Daszak – indicato per tutta la documentazione come co-cospiratore numero 1 – utilizzando il proprio account Gmail privato, in modo che i messaggi non potessero essere recuperati attraverso le richieste di accesso ai documenti pubblici previste dalla legge statunitense sulla libertà di informazione. Morens, inoltre, promise al britannico di aiutarlo a recuperare i finanziamenti per le sue ricerche sui coronavirus dei pipistrelli in Cina, sospesi nell’aprile 2020 per il timore che gli esperimenti fossero collegati alla pandemia.

Il gain-of-function e lo stop ai finanziamenti statunitensi

Il Covid, infatti, è apparso a poco più di 10 chilometri dal Wuhan Institute of Virology, dove la EcoHealth Alliance, guidata da Daszak, collaborava con scienziati per raccogliere coronavirus dei pipistrelli e modificarli geneticamente, al fine, ufficialmente, di studiare come potessero mutare e trasmettersi agli esseri umani. Lo scorso anno, dopo un’indagine di otto mesi in cui è stato stabilito che il denaro dei contribuenti venne usato per finanziare pericolose ricerche in Cina mediante il cosiddetto gain-of-function, metodo per potenziare i virus naturali, il Dipartimento della Salute Usa ha escluso EcoHealth dai fondi federali per cinque anni.

La finta narrativa sul passaggio naturale del virus

Nelle email scambiate tra giugno e luglio 2020, Morens scrive a Daszak: «Vinciamo questa battaglia contro la pseudoscienza, ti facciamo restituire i finanziamenti… poi regoleremo i conti e faremo il culo a qualcuno».

Lo scambio di ringraziamenti e l’attacco a Donald Trump

Circa due settimane dopo, Daszak inviò a Morens due bottiglie di vino, accompagnate dal messaggio: «Questo è il primo di quella che spero sarà una serie continua di espressioni di gratitudine per i tuoi consigli, il tuo sostegno e le tue manovre dietro le quinte nella mia battaglia contro il capo del tuo capo, il suo capo e il capo supremo sulla collina». Il riferimento, chiaramente, è a Donald Trump.

La creazione dell’apparenza del consenso scientifico

Il mese successivo, il 22 luglio 2020, Morens pubblicò un articolo intitolato The Origin of Covid-19 and Why It Matters, nel quale sosteneva che il Covid-19 fosse il risultato di un passaggio naturale dagli animali all’uomo e chiedeva addirittura che lavori come quello di Daszak continuassero a essere finanziati per prevenire un’altra pandemia.

Il verdetto degli inquirenti statunitensi

Come emerso, tuttavia, nella corrispondenza privata con Fauci, Morens dubitava di questo ricostruzione. Un commento particolarmente interessante, a tal proposito, viene dai documenti del tribunale statunitense: secondo gli inquirenti, i cospiratori avevano «occultato le loro comunicazioni» per poter pubblicare articoli e studi «creando l’apparenza di un consenso scientifico disinteressato». Una prova eloquente di un metodo che la Verità denuncia da tempo, non solo sulla pandemia.

Strategie di cancellazione e la missione OMS a Wuhan

In un’altra email di giugno 2020, Morens si lamentava con il collega del fatto che le richieste di accesso ai documenti pubblici fossero «terribili e tali da indurre alla paranoia». E aggiungeva: «Siamo tutti abbastanza intelligenti da sapere che non bisogna mai avere prove schiaccianti e, se le avessimo, non le metteremmo nelle email; e se le trovassimo, le cancelleremmo».

L’elusione del FOIA e l’ispezione in Cina

Un anno dopo, ancora, Morens scriveva all’inglese: «Il modo migliore per evitare i problemi legati al Foia (la legge statunitense che permette di richiedere e ottenere l’accesso ai documenti e ai dati pubblici, ndr) è cancellare tutte le email quando si scopre che un argomento sta diventando delicato». E intanto Daszak a inizio 2021 era stato mandato a Wuhan nella missione internazionale dell’Oms che doveva indagare sull’origine del Covid…

Le indagini su Anthony Fauci e i fondi legali

Negli Usa, invece, mentre il suo principale collaboratore, non scudato da Biden, fa i conti con la giustizia, Anthony Fauci ha lanciato una raccolta fondi per pagare le proprie spese legali. I suoi avvocati si sono giustificati con il crescente numero di indagini statali e federali relative alla gestione della pandemia.

I confini della grazia e le spese giudiziarie

La grazia, infatti, copre solo i reati federali passati (non un eventuale oltraggio al congresso) e non quelli statali. Evidentemente, tutti i soldi pubblici guadagnati e la pensione da 414.000 dollari all’anno non bastano.

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