Bruxelles vuole in ogni Paese una sede costosissima solo per farsi propaganda
  • Cinque centri già aperti con esborsi astronomici. Per il 2022 è prevista l’inaugurazione di quello italiano nel cuore di Roma: 1.000 metri quadrati per 21 milioni di euro l’anno
  • L’assegno gli è stato riconosciuto dalla Commissione: è una decisione applicata l’ultima volta nel 2011. L’ex deputato dell’Ulivo invischiato in una vicenda giudiziaria fu messo a capo dell’Agenzia delle dogane

Lo speciale contiene due articoli

Si scrive «Europa Experience», si legge tempio dell’europeismo. Sono attualmente 5 i centri «concepiti per avvicinare i visitatori dell’Unione europea attraverso esposizioni che combinano elementi progettuali e allestimenti innovativi con tecnologie mediatiche all’avanguardia, nonché con funzionalità interattive»: Berlino, Copenaghen, Helsinki, Lubiana e Tallinn. Centri luminosi e futuristici, all’interno dei quali muovendosi tra tablet, giganteschi schermi e morbide poltroncine ci si può informare sul «ruolo degli attori dell’Ue, il modo in cui le istituzioni lavorano nella pratica, come i cittadini possono plasmare la politica dell’Unione e i vantaggi che l’Ue apporta nella vita quotidiana». Tra le possibilità offerta ai visitatori: l’esplorazione di una grande mappa per scoprire i traguardi e gli obiettivi dell’Ue; esplorare i profili dei parlamentari che siedono nell’emiciclo di Strasburgo; farsi un selfie da lasciare ai posteri; accomodarsi in una sala cinematografica a 360 gradi per immergersi in una sessione plenaria dell’Europarlamento quasi come se ci si trovasse tra i banchi. Insomma, si tratta di veri e propri mausolei costruiti apposta per inebriarsi di spirito europeista.

Tutto bene, se non fosse che le prestigiose location richiedono il pagamento di affitti a molti zeri, per non parlare dei costi di manutenzione e le spese ordinarie, come luce, gas e acqua. Senza contare il personale impiegato all’interno di queste strutture. Quantificare con precisione i soldi dei contribuenti investiti per l’allestimento e la gestione degli Europa Experience è risultata impresa impossibile anche per i nostri contatti all’interno del Parlamento europeo. Tanto per rendersi conto delle cifre in gioco, occorre andare al capitolo di spesa relativo a quei 35 uffici di collegamento (cosiddetti «liaison office») dell’Europarlamento disseminati un po’ in tutto il continente, per scoprire che la cifra di 8,9 milioni di euro prevista per il 2020 sarà innalzata a 9,4 milioni nel corso dell’anno venturo.

Sono importi che tuttavia non comprendono gli interventi straordinari. Grazie a uno dei quesiti presentati dai parlamentari europei in occasione del discarico del bilancio 2019, è stato possibile sapere qualcosa in più di questi lavori. Per ciò che concerne la sede di Tallinn, in Estonia, si parla di 1.275.000 euro per ristrutturazione e allestimento, 198.000 euro per l’affitto di uno spazio addizionale (più 36.000 euro di spese accessorie) e 11.700 euro per consulenze tecniche, tutto a carico della Direzione generale infrastrutture e logistica (Dg Inlo).

A questi esborsi vanno aggiunti 1,9 milioni a carico della Direzione generale comunicazione (Dg Comm). Per la sede danese di Copenaghen, invece, la Dg Inlo ha sborsato 153.000 euro, mentre altri 686.000 euro sono arrivati dalla Dg Comm. Non paghi di questa emorragia di denaro, nel novembre 2019 gli euroburocrati hanno pensato bene di proporre l’estensione del progetto Europa Experience a tutti gli Stati membri entro il 2024. Ci avrà pensato la pandemia a bloccare tutto, direte voi. E invece no. Lo scorso 30 settembre è stata approvata una road map delle installazioni, successivamente esposta in un documento diramato una settimana dopo ai membri dell’Ufficio di presidenza. Nel giro di pochi anni, dunque, ogni Paese dell’Unione europea potrà vantare una sede tutta sua.

Tra gli otto progetti più avanzati, c’è quello riguardante la sede italiana. Nel mirino di Bruxelles un luogo davvero da favola. «Lo scorso 7 maggio 2020 (pochi giorni dopo la fine del lockdown, ndr)», si legge nella nota, «è stata avviata una procedura negoziata al fine di concludere un appalto immobiliare per un’installazione “Europa Experience” autonoma su Piazza Venezia, comprendente una mostra interattiva, un cinema e un gioco di ruolo destinati principalmente a gruppi scolastici». Quasi 1.000 metri quadrati nell’edificio delle Assicurazioni Generali, dirimpetto a Palazzo Venezia, quello cioè dal cui balcone si affacciava il duce per arringare le folle. Una location prestigiosa e allo stesso tempo centralissima sulla quale il Bureau aveva già messo gli occhi dal 2016, e che «permette di beneficiare dell’eccezionale situazione di Piazza Venezia in termini di visibilità e flusso pedonale».

Costo del giocattolino: 21 milioni di euro solo per il primo anno. Nel documento bollinato dalla Direzione generale Bilancio a metà novembre, l’elenco dei costi punto per punto. Metà dell’importo serve solo a pagare l’affitto, pari a 900.000 euro al mese. Al canone di locazione vanno poi aggiunti 4,4 milioni di costi operativi, l’acquisto di attrezzature multimediali e mobili per 1,9 milioni, il servizio di sorveglianza per 2,4 milioni. Le spese ricorrenti (pulizie, elettricità e assicurazioni) superano poi agevolmente 1,3 milioni di euro l’anno. Ormai siamo in dirittura d’arrivo: la firma del contratto è prevista infatti già per gennaio 2021, con la conclusione dei lavori fissata per luglio 2022 e relativa inaugurazione nel mese di agosto 2022.

Ancora più costosa la sede di Parigi, situata a Place de la Madeleine, a poche centinaia di metri dal Louvre. L’affitto per 1.452 metri quadrati, pari a 1,75 milioni di euro al mese, è quasi il doppio rispetto a quello dei locali romani. Tra costi operativi (8,7 milioni), ristrutturazione (5 milioni) e spese fisse (8 milioni), l’impatto finanziario per il primo anno e mezzo si aggira intorno ai 54 milioni di euro.

Anche in questo caso il Covid non ha fermato il folle shopping di Bruxelles. La procedura negoziata per Europa Experience è stata infatti avviata il 6 aprile scorso e i tavoli tecnici sono andati avanti per tutto l’anno. Come per Roma, la firma del contratto è prevista per gennaio 2021, ma i lavori dovrebbero terminare prima, a marzo 2022, per poi avviare la struttura già il mese dopo. Sono a buon punto le sedi di Praga, Stoccolma, Varsavia e Vienna, tutte attese per la fine del 2022. Le altre installazioni seguiranno, come da cronoprogramma, entro il 2024. Pandemia o no, per quella data potremo «adorare» l’Unione europea da ogni angolo del continente.

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