Corsa all’ultimo regalo? Ecco le specialità italiane da mettere sotto l’albero
  • Siete rimasti a corto di regali? Niente paura con una proposta gastronomica anche all’ultimo minuto si fanno felici gli amici. Ecco una minima rassegna delle migliori specialità italiane.
  • Ecco alcune regole per apparecchiare al meglio sia per il cenone che per Natale. I consiglio di tre esperte che ci invitano ad arredare la tavola per consolidare l’atmosfera familiare e di amicizia.

Lo speciale contiene due articoli.

Siete rimasti senza regalo. Niente paura si possono fare gustosissimi doni di Natale attingendo all’ultimo minuto dalla dispensa Italia. Ecco qui un giro delle regioni alla ricerca del regalo gustoso e non troppo costoso. Ma ancora una volta lontano dai luoghi comuni. Partiamo.

Valle d’Aosta – Da queste montagne due prodotti eccezionali. La fontina non può mancare una molto buona è quella della Società agricola frères Pinet – Alpeggio Chatellard di Tognon. Un’ altra specialità è sicuramente il lardo di Arnad. Da provare quello Maison Bertolin – Arnad località Champagnolaz, 10 .

Piemonte – Non si può prescindere dai gianduiotti, i cioccolatini alle nocciole più golosi del mondo. Da provare quelli di Guido Castagna a Giaveno. Un altro must della piemontesità è il Vermouth. Una bottiglia da tenere in conto è sicuramente lo storico Veurmout di Torino Cocchi. Ultimo ma non ultimo il riso che nel caso di Riso Buono di Calbeltrame diventa un gioiello.

Lombardia – Potremmo fare un sorta di lussuria e golosità. IL prodotto più esclusivo lombardo è sicuramente il caviale. Imperdibile quello di Calvisius (Calvisano) di Moretti (Bellavista ma si vende solo in abbinamento ad uno dei grandi spumanti di Vittorio Moretti) o di Royal Food Caviar sempre di Calvisano. Quasi per un contrappasso da non perdere sono il salame di Oca di Corte dell’oca di Mortara e il Gorgonzola di Arioli a Ozzero.

Veneto – Un panettone, dei biscotti, il pandoro vestiti con confezioni di stile e glamour si trovano da Dario Loison a Costabissara nel vicentino. Un prodotto unico sono le ostriche rose del Delta del Po. Si trovano a Porto Tolle e vengono coltivate nella sacca degli Scardovari.

Friuli Venezia Giulia – Un prosciutto da sogno è quello di D’Osvaldo che si fa a Cormons. Leggermente affumicato è una chicca gastronomica. Sempre dal Nordest come non farsi tentare dalla Gubana de La Giuditta Teresa di San Pietro al Natisone. E poi un distillato che ha segnato un’epoca, il Maraschino Luxardo che proprio quest’anno compie il secolo di vita da Trieste.

Trentino-Alto Adige – Un’esplosione di sapore è senza dubbio il wrustel. Ma quale? Per provarli tutti a partire dal Meraner si può bussare alla porta di Thomas Schrott a Bolzano. Una orma che fa stare in forma è quella del Trentingrana, ne fa di ottimo il caseificio sociale della Presanella.

Liguria – Un dono davvero gustoso sono le olive taggiasche di Raineri e poi un dolcetto senza tempo ma buonissimo l’amaretto di Sassello, ottimi da Virginia o dalla Sassellesse.

Toscana – La dispensa toscana è varia e vasta, scegliamo due prodotti che non possono mancare sulla tavola. Il primo sono le paste artigianali di Dino Martelli a Lari, il secondo il gigantesco prosciutto di grigio del Casentino e gli altri salumi di Simone Fracassi a Rassina.

Emilia-Romagna – Quando si parla di questa regione si pensa ovviamente ai salumi. Ed ecco sua maestà il Culatello di Zibello di Spigaroli con al seguito la sua ancella, la mortadella Favola di San Prospero. Ma un tocco di dolcezza viene dall’Amarena Fabbri a Bologna e dai wafer di Babbi a Panighina nel forlivese.

Marche – Anche in questa regione si trovano prodotti insoliti. Si parte dalle confetture di frutti antichi i Si.Gi di Macerata, e poi l’ultimo nato il Gin Infinito i Rosati ottimo produttore anche di Anisetta in quel di Ascoli, e poi c’è il salmone affumicato, uno di quelli veramente selvaggi che arriva dalla Nef di Osimo. E sempre da Osimo come non comprare i Trucioli, formato di pasta ideato da Gualtiero Marchesi e realizzato da Carla Latini.

Lazio – Dalle coppiette al Prosciutto di Bassiano fino alla porchetta di Ariccia. Ma se proprio dobbiamo fare un regalo andiamo ad Amatrice: lì trionfa il guanciale, lì c’è un formaggio di pecora speciale l’Amatriciano. Senza dimenticar e il Pecorino Romano. I produttori sono tutti ottimi.

Umbria – Non si può resistere all’extravergine umbro soprattutto nella zona della Culta Valle dunque Olio di Casa Gola a Bevagna, di Viola a Foligno, di Marfuga a Campello sul Clitunno. E poi i tartufi: quelli di Urbani a Sant’Anatolia di Narco sono noti in tuto il mondo, ma anche Giuliano Tartufi di Pietralunga ha un ottimo catalogo.

Abruzzo – Anche qui c’è l’imbarazzo della scelta ma lasciamoci tentare da due specialità dolci: i torroni delle Sorelle Nurzia a L’Aquila (quelli morbidi al cioccolato sono il non plus ultra) e poi confetti di Sulmona ricordando anche che quella è la patria di Ovidio, dunque dell’Arsa Amatoria. Quali confetti scegliere? I più famosi sono i Pelino, ottimi anche i De Carlo.

Molise – Terra meravigliosa che ha un’arte casearia antica. Provole, scamorze e mozzarelle sono gioielli nelle mani della famiglia Di Nucci di Agnone. Molti non lo sanno ma il Molise è un giacimento a cielo aperto di tartufi. Le Ife di Capracotta ne offrono di ottimi.

Puglia – La burrata non si può proprio non regalare. Il caseificio Capurso è a Gioia del Colle. A Martina Franca si va per comprare il Capocollo. Tanti i salumifici buoni: da Cervellera a Martellotta, da Santoro a Eatria. Ad Andria ottimo olio extravergine da Coratina all’agricola Miscioscia.

Campania – Anche qui il catalogo delle cose ottime è infinito. Ci concentriamo su due prodotti cilentani che sono due rarità. La prima è la mozzarella Cuor d’Olio che contiene davvero dell’extravergine di oliva al suo interno ed è prodotta da Silvia Chirico con l’olio del frantoio Marsicani ad Ascea, e il fragolino di Melis un liquore con le fragole di bosco all’interno che Enrico Foti produce a Postiglione. Uno dei classici è però la pasta Gentile di Gragnano. Oggi la famiglia Zampino fa anche prodotti da forno e ottimi fiordilatte.

Calabria – Una meraviglia per i gourmet è la ‘nduja che da Spilinga è il massimo (ottima quella del salumificio Monteporo. Un altro must di Calabria è senza dubbio il bergamotto. Patea e Il Giardino del Bergamotto sono indirizzi da tenere in conto.

Basilicata – I peperoni cruschi sono imperdibili. Se ne trovano di ottimi da Tenuta Pietrasanta. Ottimo il Canestrato di Moliterno formaggio particolarmente aulente. Buono è quello che offre Guffanti.

Sicilia – La pasta Martorana non può mancare a Natale, questi frutti di pasta di mandorle sono eccellenti. Li fanno buoni i fratelli Nuccio a Palermo. Irrinunciabile anche il cioccolato di Modica. Perfetto quello di Sbadì.

Sardegna – La Sardegna ha un universo di prodotti tipici. Due ittici però sono delle vere perle gastronomiche. Il tonno di Carloforte nella sua scatola rossa, e la bottarga degi stagni di Cabras. Quea dei fratelli Manca è un must.

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