Mercati e agenzie Usa promuovono l’Italia
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
  • Nei giorni della manovra, lo spread scende ai minimi degli ultimi tre anni mentre Fitch, che aveva ridotto le previsioni su Parigi, migliora quelle su Roma elogiando la stabilità politica. Anche S&P non tocca il rating. Resta il problema del debito.
  • Presidente Conftrasporto Pasquale russo: «Ci fidiamo di Giorgetti. Serve pure uno sforzo per il settore».

Lo speciale contiene due articoli.

«I giudizi delle agenzie di rating sono il risultato dell’azione responsabile di questo governo che si traduce in credibilità per l’Italia». Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha commentato così i giudizi di Standard&Poor’s e di Fitch, arrivati nella tarda serata di venerdì quando questo giornale era già andato in stampa. Entrambe le agenzie di rating hanno confermato a BBB il merito di credito a lungo termine del nostro Paese, con la differenza che S&P ha mantenuto l’outlook stabile mentre Fitch lo ha migliorato a positivo. La stessa Fitch che una settimana fa aveva rivisto al ribasso le prospettive sul rating della Francia, abbassando l’outlook da stabile a negativo, attendendosi per Parigi deficit fiscali più ampi.

L’Italia, invece, passa indenne la prova a pochi giorni dal varo della manovra di bilancio. Secondo S&P, che ha mantenuto l’outlook stabile, ci sono «prospettive di crescita del pil italiano rosee», con l’economia attesa crescere di circa l’1% nel periodo 2024-2025 rispetto allo 0,2% del decennio precedente alla pandemia. La maggiore sfida per l’Italia resta l’elevato debito. «Al 135% del Pil nel 2024 è fra i più alti». E si muove verso il 138% nel 2027. «Questo è preoccupante perché limita la capacità del governo di effettuare investimenti a sostegno della crescita», osserva l’agenzia di rating, spiegando che sull’aumento del debito pesano principalmente aggiustamenti legati al Superbonus.

S&P osserva, comunque, un miglioramento della traiettoria fiscale. L’Italia è infatti attesa raggiungere un saldo primario l’anno prossimo mentre il deficit è previsto scendere sotto il 3%, al 2,9%, nel 2027. S&P cita anche alcune sfide strutturali del nostro Paese, e fra queste l’invecchiamento della popolazione. Prima del giudizio sul rating emesso venerdì, va segnalato anche un report della stessa agenzia diffuso lo scorso 17 ottobre. «L’elevato debito pubblico e le grandi esigenze di finanziamento rappresentano un rischio maggiore per le banche italiane rispetto ai loro pari», si legge nello studio. «Abbiamo ribadito la nostra opinione dopo che il governo italiano ha delineato i piani per raccogliere fino a 3,5 miliardi di euro da banche e assicuratori nazionali per aiutare a rispettare gli impegni di bilancio. La mossa ci conferma anche che istituzioni finanziarie altamente redditizie, ben capitalizzate e liquide sono diventate un bersaglio facile per i governi di tutta Europa». Insomma, qualche riflettore si è acceso sulla scelta di chiedere «sacrifici» agli istituti di credito (anche se non si tratta di una tassa quanto piuttosto di un anticipo di cassa, di un prestito a tasso zero) che potrebbero secondo gli analisti di S&P diventare un target anche per altri Stati seguendo l’esempio dell’Italia. E questo, chiaramente, al mercato non piace.

L’agenzia Fitch, dal canto suo, ha migliorato la previsione da stabile a positiva, parlando di «piano fiscale credibile e di una situazione politica stabile». Sostiene che la credibilità di bilancio dell’Italia è aumentata, e come il budget 2025 mette in evidenza l’impegno del governo verso le regole fiscali dell’Unione europea. E a giudicare dall’andamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi, il clima generale lascia presagire una maggiore fiducia rispetto al passato. Prova ne è che lo spread tra Btp e Bund a 10 anni è sceso sotto i 118 punti base, ai minimi degli ultimi tre anni. L’andamento del differenziale tra titoli italiani e tedeschi è crollato dai 233 punti del 22 ottobre 2022 ai 117 dell’ultima seduta (-48,75%). Segno che non manca la fiducia nella sostenibilità del debito, nonostante nell’ultimo biennio esso abbia quasi raggiunto quota 3 miliardi. Non solo. I rapporti tra il governo Meloni e Piazza Affari sembrano sin qui stati buoni: dal giorno dell’insediamento della leader di Fratelli d’Italia a oggi, il FtseMib ha messo a segno un rialzo di quasi 14.000 punti pari a una performance del 62,46%.

Alle pagelle mancano però altri voti. Dopo Fitch e S&P, il 25 ottobre sarà infatti la volta di Dbrs. Mentre il 22 novembre ad aggiornare il giudizio sui Btp anche Moody’s: attualmente è l’agenzia che mantiene il rating più basso sui titoli italiani, al livello Baa3 e outlook stabile, il più basso tra i giudizi di «investment grade», ovvero a un passo dai titoli considerati spazzatura.

La vera sfida, a parte il fardello del debito, è anche il sentiero stretto lungo cui il Mef si deve muovere. Perché con la firma del nuovo Patto di stabilità i margini di manovra si sono ulteriormente ridotti. E molti dimenticano che tra il 2020 e il 2021 abbiamo preso impegni di spesa per 400 miliardi di euro, tra gestione dell’emergenza Covid, Recovery Plan e Superbonus.

Intanto, per la manovra la settimana che sta per cominciare sarà cruciale. Martedì (data che coincide, peraltro, con l’anniversario dell’avvio della legislatura e del giuramento da premier di due anni fa) si dovrebbe tenere la conferenza stampa di Giorgia Meloni per i dettagli e sempre martedì ci sarà il primo incontro tra i capigruppo della maggioranza alla Camera e il presidente della commissione competente, quindi per allora il testo dovrebbe essere pronto.

Da non perdere

I nostri soldi

Si sgonfia l’IA: crollano le Borse Ue

Non bastano i timori legati a Medio Oriente e Ucraina a spiegare la giornata nera dei mercati di ieri. Martedì 23 giugno la pressione è arrivata soprattutto dal comparto tecnologico: una vendita diffusa sui titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale…

Ticket di 50 euro per vedere Venezia
I nostri soldi

Ticket di 50 euro per vedere Venezia

Un superticket che potrebbe arrivare fino a 50 euro. È questa l’idea lanciata dal primo cittadino, che ha annunciato la richiesta al governo di alzare la soglia del biglietto di ingresso per i turisti nella città lagunare dagli attuali 5-10…

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra
I nostri soldi

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra

È ormai da quasi sei anni che sosteniamo che l’accordo politico concluso da Giuseppe Conte all’alba del 21 luglio 2020, che poi ha portato al Pnrr, sarà ricordato come un’enorme e dannosa ipoteca sul futuro degli italiani. Avevamo previsto -…