È l’ora della «maggioranza Giorgia»
Lo scandalo di questi giorni potrebbe mandare in pensione lo schema Ursula, togliendo ai Socialisti il pallino nell’Europarlamento e spostando l’asse a destra.

Liberare l’Europa dai socialisti: lo scandalo Qatar gate, che vede affondare ora dopo ora il gruppo dei Socialisti e Democratici, epicentro della gigantesca storiaccia di corruzione che sta travolgendo Bruxelles, può essere la chiave per togliere finalmente dalle mani dei sedicenti progressisti il potere della Ue. Molto importante in chiave di assetti politici futuri quanto dichiarato ieri dal ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock. «Questo», ha detto la Baerbock, ieri a Bruxelles per un incontro con i colleghi europei, «è un incidente incredibile che deve essere chiarito completamente con tutta la forza della legge. Si tratta della credibilità dell’Europa, quindi questo deve innescare conseguenze in varie aree».

La Baerbock, ricordiamolo, è una esponente dei Verdi, che all’Europarlamento, con la denominazione Verdi-Ale, esprimono il quarto gruppo in termini numerici con 74 deputati (il Ppe ne ha 182, i Socialisti e Democratici 154, Renew Europe di Macron 108). La Baerbock, però, è anche una delle più fedeli interpreti europee della linea politica statunitense: totalmente appiattita su Washington, ne ricordiamo le frequenti critiche al proprio premier, Olaf Scholz, socialdemocratico, accusato di fare melina sul sostegno militare all’Ucraina. Non solo: appena la scorsa settimana la Bild, importante quotidiano tedesco, ha definito la Baerbock «guida del mondo libero», sottolineando che mentre Scholz si trovava in Cina per incontrare Xi Jinping, il ministro degli Esteri ospitava a Muenster i colleghi del G7. Al termine del summit, la Bearbock esprimeva, come riporta Nova, «l’unità del G7» contro «gli autocrati e guerrafondai come il presidente russo Vladimir Putin».

«Agiremo insieme, come un tutt’uno», ha detto la Baerbock, che ha poi annunciato le decisioni emerse dal G7: un pacchetto di aiuti invernali per l’Ucraina per aiutarla a sopperire la crisi energetica causata dagli ultimi attacchi russi; nuove sanzioni contro l’Iran a causa della fornitura di armamenti alla Russia e un dibattito aperto sulle minacce cinesi contro Taiwan.

Dunque, la filo americanissima Baerbock azzanna alla gola l’Europa sullo scandalo Qatargate, il che costituisce un’altra prova del fatto che a Washington un eventuale nuovo equilibrio politico in Europa sarebbe assai gradito. Nuovo equilibrio che dovrebbe portare, dopo le elezioni europee del 2024, a dire addio alla «maggioranza Ursula», che ha come pilastri Ppe, Socialisti e macroniani, sostituendola con una «maggioranza Giorgia», ovvero spostando verso destra l’asse, mandando all’opposizione i Socialisti, accogliendo in maggioranza l’Ecr di Giorgia Meloni come alleato principale del Ppe, e ridimensionando di molto il potere di Renew Europe.

Naturalmente, perché questo scenario si realizzi, è necessario che gli elettori europei, tra un anno e mezzo, puniscano i Socialisti e premino i Conservatori: a giudicare da quanto sta emergendo dall’inchiesta sulla corruzione relativa al Qatar, è molto probabile che questo avvenga. Non solo: se il governo italiano guidato dalla Meloni riuscirà a centrare i suoi obiettivi e a dimostrarsi affidabile e solido, tutte le forze politiche conservatrici europee si gioveranno dell’effetto-Giorgia.

Per quel che riguarda gli Stati Uniti, sappiamo benissimo che considerano molto più affidabili i Conservatori dei Socialisti, poiché questi ultimi, al di là dello scandalo di questi giorni, hanno innumerevoli scheletri politici nell’armadio, ovvero compromissioni storiche, culturali, ideologiche con i regimi dell’Est, dalla Russia alla Cina.

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