Schillaci crei una commissione
per mettere fine a balle e insulti
Orazio Schillaci (Ansa)

Parlano tutti, anzi straparlano, tranne l’unico che a quest’ora una parola almeno dovrebbe averla già pronunciata. Il silenzio di Orazio Schillaci, ministro della Salute, è imbarazzante.

I suoi colleghi e pure molti suoi sottoposti inveiscono contro il governo che ha cancellato le multe ai non vaccinati, e nel farlo rifilano potenti dosi di balle e mistificazioni alla popolazione. Nessuno che dica mezza parola sui danneggiati, sulle vittime, sui contratti ancora oscuri, sui danni collaterali delle restrizioni. Forse dovrebbe pensarci Schillaci. O, se non altro, dovrebbe contribuire a fare chiarezza una volta per tutte. Se si vuole impedire che le virostar da strapazzo proseguano a diffondere menzogne e a insultare, non resta che istituire una bella commissione scientifica che fissi i confini del discorso pubblico. Chi si esibisce in roboanti esternazioni sul modo in cui abbiamo affrontato la pandemia dovrebbe sedersi a un tavolo con i suoi pari e dimostrare di avere ragione. È ora che sui dati, sui numeri dei morti, sulla efficacia delle chiusure e delle misure sanitarie si abbiano finalmente delle certezze. E queste certezze non si potranno avere finché non ci sarà un organismo ufficiale deputato a metterle nero su bianco. Schillaci, mesi fa, promise che lo avrebbe istituito. Al Giornale d’Italia dichiarò che avrebbe creato un gruppo di approfondimento sugli effetti avversi. «Fare chiarezza sarebbe utile», disse. «Sarebbe opportuno soprattutto per dare maggiore tranquillità a tutti. Ci lavoreremo». Poco dopo, alla presenza di chi scrive, ribadì il concetto. Sempre a chi scrive, un paio di giorni fa, il professor Francesco Vaia ha spiegato che un comitato scientifico di questo genere sarebbe utile e opportuno. Dunque, ministro, che aspetta a mantenere la promessa? Che arrivi la malattia X?

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