Rimborsi fiscali sul 730 posticipati di tre mesi per pensionati e lavoratori dipendenti. Una delle proposte del Mef di modifica al Dl fiscale riguarda proprio il 730, le modalità di consegna di questo e i relativi conguagli (a debito o credito) a cui i lavoratori dipendenti e i pensionati hanno diritto. La proposta sposta dal 23 luglio al 30 settembre la presentazione della dichiarazione dei redditi.
E specifica come «lo slittamento della scadenza consente ai contribuenti di disporre di un più ampio termine per avvalersi del modello 730 precompilato». Da sottolineare che a oggi si aveva tempo dal 15 aprile fino al 22 luglio per guardare la dichiarazione dei redditi, e nel caso chiedere assistenza a un commercialista o Caf. Un tempo già abbastanza lungo.
Oltre al termine di invio slitterebbe in avanti anche il momento del conguaglio fiscale. «Il sostituto d’imposta», si legge nel testo, «è tenuto a effettuare il conguaglio d’imposta (a debito o credito) non a termine fisso (che oggi coincide con la busta paga di competenza di luglio) bensì a termine mobile, ossia con la prima retribuzione utile e comunque, con quella di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto d’imposta ha ricevuto il risultato contabile. Analoghe modifiche sono apportate in caso di pensioni». Significa dunque che il conguaglio potrà arrivare tra giugno e ottobre, al posto che tra luglio e agosto come accadeva fino a oggi. Ovviamente questo slittamento vale anche nel caso in cui il conguaglio sia a debito. Si avrà dunque un po’ più di tempo per saldare i conti con l’amministrazione fiscale.
Secondo il ministero questo slittamento non causerà disagi ai contribuenti dato che gran parte «continuerà a presentare la dichiarazione nei primi due mesi (maggio e giugno) così come è avvenuto negli anni in cui la presentazione è stata estesa fino al 23 luglio, si calcola che non vi saranno effetti sostanziali sulla tempistica dei conguagli».
Affermazione un po’ azzardata, però, dato che si vogliono ampliare i tempi per il conguaglio fiscale fino a ottobre. Questo significa dunque che se un contribuente presenta il 730 precompilato a maggio, non è detto che riceverà il rimborso ad agosto. Potrà benissimo riceverlo a settembre o anche a ottobre visto che i termini sono stati ampliati. Questa movimentazione del 730 precompilato non porterà dunque vantaggi ai lavoratori dipendenti né tanto meno ai pensionati, che si vedranno posticipato ai mesi autunnali il rimborso fiscale a fronte di un anno di versamento di tasse.
L’unico vantaggio è per lo Stato che, posticipando i conguagli fiscali a credito, si tiene in tasca i rimborsi per tre mesi in più l’anno. Il problema ruota tutto attorno alle tax expenditures (detrazioni e deduzioni fiscali) che hanno un peso sempre maggiore per le casse dello Stato. Secondo gli ultimi calcoli queste sono 513 e nel solo 2017 hanno prodotto 104,5 miliardi di euro di spese per lo Stato (e di conseguenza di risparmio per i contribuenti).
Tra queste quelle più usate sono le detrazioni al 19% delle spese sanitarie. Ad avvalersene sono stati 18,6 milioni di italiani per un controvalore pari a 18 miliardi di euro. Oltre a queste negli anni hanno scalato la vetta anche le agevolazioni per gli immobili e per gli interessi passivi sul mutuo prima casa (4,5 miliardi di euro). Agevolazioni che corrispondo a crediti nei confronti dello Stato che, se le proposte di modifica al Dl fiscale diventeranno realtà, slitteranno ad ottobre.
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