È arrivato all’unanimità il via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge annuale sulla concorrenza, uno dei pilastri del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Un’operazione di trasparenza, come l’ha definita il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la riunione dell’esecutivo. Il provvedimento, ha spiegato Draghi, «contiene molte misure utili, in un ampio raggio di settori» e con esso «adempiamo a tutti gli obblighi che avevamo assunto con il Pnrr». L’esecutivo, ha aggiunto il premier, «ha scelto una terza strada» rispetto alle decisioni di altri governi: alcuni «hanno provato a passare delle misure molto ambiziose senza però cercare il consenso politico. Il risultato è stato che in larga parte questi provvedimenti non sono stati attuati, anche per l’opposizione di tanti gruppi d’interesse. Altri governi hanno ignorato la questione». L’esecutivo Draghi, invece, sulla stessa linea della prossima riforma del catasto, ha deciso di avviare «l’operazione trasparenza» da una mappatura di «tutte le concessioni in essere, come quelle relative alle spiagge, alle acque minerali e termali, alle frequenze». Un provvedimento, come ha specificato lo stesso presidente del Consiglio, «analogo a quanto ci apprestiamo a fare con il catasto. I cittadini potranno così verificare quanto ciascun concessionario paghi per esercitare la sua attività. Ci aspettiamo che questo esercizio metta in evidenza la frammentazione delle competenze tra amministrazioni centrali e territoriali e la scarsa redditività per il governo della maggior parte delle concessioni», ha concluso Draghi.
Di fatto due tra i punti oggetto delle maggiori controversie, cioè le concessioni per gli stabilimenti balneari e le regole per le licenze dei taxi, saranno affidati a decreti legislativi, che dovranno essere approvati entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Con il ddl sulla concorrenza, ha spiegato Draghi, «approviamo una delega per il riordino dei servizi pubblici locali, e una per il riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea». Sui taxi il dibattito in Consiglio dei ministri è stato acceso, sia pur condotto con «toni pacati». A quanto si è appreso il ministro leghista dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti avrebbe chiesto un esplicito riferimento a tutele per chi è già in possesso della licenza, mentre sarebbe poi destinata ad essere modificata la lettera g del testo, che riguarda le sanzioni. Sul piede di guerra i sindacati dei tassisti, che temono la deregulation del settore e chiedono di essere tutelati.
Rimandato alla delega anche l’altro tema di confronto, cioè le concessioni per gli stabilimenti balneari, sulle quali pende la spada di Damocle della direttiva Bolkestein, la norma europea del 2006 che impone l’obbligo di bandire gare per concedere beni pubblici come appunto le spiagge. Il tema è stato escluso dal disegno di legge e verrà affrontato, anche in questo caso, entro sei mesi: a partire dalla mappatura delle concessioni annunciata da Draghi. Nel frattempo si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato, che deve decidere su varie questioni connesse alla proroga della durata delle concessioni, decisa dal governo Conte I con la legge di Bilancio 2019. La scorsa primavera l’Antitrust aveva chiesto al governo una modifica urgente della norma, modifica che non è stata inserita nel ddl Concorrenza. Per ora gli operatori del settore plaudono alla decisione, pur riconoscendo che la situazione è complessa. «Bene l’esclusione dei balneari dal disegno di legge sulla concorrenza, e bene anche la ricognizione delle concessioni dei beni, del resto già prevista nella riforma della disciplina contenuta nella finanziaria 2019», ha commentato il presidente del Sindacato italiano balneari, Antonio Capacchione, secondo cui «non può vivere nell’incertezza la balneazione attrezzata italiana, costituita da 30mila imprese con 1 milione fra addetti diretti e indiretti».
A saltare del tutto sono state altre norme, in particolare quella che, nell’ottica di favorire una maggiore mobilità del settore, consentiva ai notai di esercitare in tutta Italia, al di fuori dunque del distretto di appartenenza e della Regione di assegnazione. Non ci sarà neanche la prevista accelerazione per le autorizzazioni di nuovi inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti: anche questa norma, a quanto si è appreso, è stata eliminata dal testo nel corso del Consiglio dei ministri. Previsto anche il «rispetto del principio della parità di genere», che dovrà essere assicurato nelle nomine dei dirigenti medici nella sanità e nelle procedure di nomina per le autorità indipendenti.
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