Un Paese sempre più aperto con un green pass che dicono sempre più necessario, ma intanto le regioni italiane che rischiano di cambiare di colore per l’Europa sono già a rischio moderato. Senza green pass infatti neanche una madre può accedere in ospedale per assistere la figlia come è successo all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro a una bambina, di appena 10 anni, accompagnata dalla madre, senza certificato verde, per l’installazione di un holter cardiaco. È stata cacciata come un’appestata e nessuna considerazione per la bambina.
Comunque, secondo il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, dalla prossima settimana la Sicilia potrebbe non più essere l’unica Regione gialla e comunque il ministro della salute, Roberto Speranza, ha firmato l’ordinanza con cui resterà gialla per altri 15 giorni. Però si candida a un cambio di colore la Calabria oltre le soglie critiche sia per quanto riguarda i posti letto occupati da pazienti Covid in area medica (17,4%) che nelle terapie intensive (10,7%). Alcuni parametri sono stati rilevati tra il 10 e il 16 settembre, a cavallo della riapertura delle scuole, quindi ancor più importanti. La Calabria, inoltre, come la Sicilia, detiene il primato negativo sul tasso di vaccinazione e quindi sulla circolazione del virus, compreso il maggior numero di insegnanti non vaccinati.
Migliora la situazione nell’altra Regione che per settimane è stata sotto speciale osservazione, la Sardegna: i pazienti in terapia intensiva sono diminuiti e in area medica il tasso di ospedalizzazione è sceso nettamente al di sotto della soglia critica, allontanando l’isola dal rischio zona gialla.
Quattro regioni risultano classificate a rischio moderato, rispetto alle tre della scorsa settimana. Si tratta di Abruzzo, Molise, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento. Osservata speciale è la Provincia autonoma di Bolzano dove l’incidenza dei casi di Covid-19 per 100.000 abitanti è pari a 90,5. A Bolzano c’è il tasso più alto in assoluto di adolescenti non vaccinati: sono il 40%, cioè 9.179 ragazzi tra i 16 e i 19 anni.
Il resto del Paese è confermato in zona bianca anche se le differenze con le altre non sono molte. Di fatto, nelle Regioni gialle torna l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e il limite di quattro persone non conviventi che possono sedersi insieme al tavolo nei bar o nei ristoranti. Per il resto, non ci sono altri tipi di limitazioni o restrizioni.
Intanto per l’Edc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo della malattia, che classifica le zone a minore o maggiore pericolo di diffusione del Covid, tutta l’Italia è colorata di arancione tranne Sicilia, Calabria e Basilicata che restano in zona rossa. E questo malgrado «in Europa la diffusione del coronavirus stia lentamente decrescendo e l’Italia si caratterizza come uno dei Paesi con la circolazione più contenuta», come affermato dal presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro.
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