Il governo dà altri 200 milioni a Ilva
Luigi Sbarra (Ansa)
Via libera dal cdm a un pacchetto di aiuti per garantire la continuità del sito siderurgico a Taranto. Sbarra (ex Cisl) diventa sottosegretario con delega al Sud.

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri due decreti-legge che introducono misure urgenti per sostenere i comparti produttivi nazionali e attuare interventi fiscali strategici. Le decisioni puntano a garantire la continuità di attività industriali, come l’ex Ilva di Taranto, e per rafforzare la trasparenza e l’efficienza del sistema tributario italiano.

Il decreto «Misure urgenti di sostegno ai comparti produttivi» dedica un intero pacchetto di interventi agli stabilimenti dell’ex Ilva. «Abbiamo approvato un provvedimento che stanzia 200 milioni in Acciaierie d’Italia (AdI) per garantire la continuità produttiva», ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella conferenza stampa dopo il cdm. Tra le misure principali, anche la possibilità per l’investitore di avvalersi di procedure rapide per investimenti superiori ai 50 milioni di euro in area ex Ilva o in zone ad essa funzionalmente connesse. «Sono previste procedure di fast track, con la nomina di un commissario straordinario a favore di coloro che faranno investimenti a Taranto, in area ex Ilva o all’esterno, purché collegati con la produzione siderurgica», ha spiegato Urso, ricordando come questo modello sia già stato applicato con successo ad altri investimenti strategici, per esempio a Silicon Box in Piemonte e Amazon in Lombardia.

Il provvedimento proroga inoltre l’utilizzo, da parte della Regione Puglia, dei residui di bilancio per il supporto all’indotto. «La Regione ci ha chiesto di prorogare questa opportunità affinché possa utilizzare in questa fase le risorse a sua disposizione per supportare l’indotto che subisce l’impatto, tra l’altro, della decisione della Procura della Repubblica di sottoporre a sequestro l’altoforno», ha dichiarato Urso.

Il decreto contiene anche ampi interventi a favore dell’occupazione: dall’esonero dei contributi addizionali per le aziende in aree di crisi industriale, alla proroga della cassa integrazione per grandi gruppi, fino a nuove risorse per i lavoratori delle aziende confiscate e la filiera della moda.

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto fiscale, che introduce un’ampia revisione di alcune norme tributarie, in particolare in tema di lavoro autonomo e imprese.

«Il provvedimento tratta alcune tematiche che nello specifico riguardano il lavoro autonomo e le imprese», ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. «Si fa chiarezza per la tracciabilità dei pagamenti per le spese di viaggio, vitto e alloggio: nella manovra era previsto che per queste spese si dovessero osservare sempre strumenti tracciabili, ma l’adempimento incontra alcune difficoltà in diversi Paesi all’estero. Perciò si stabilisce che gli strumenti tracciabili saranno obbligatori soltanto se sostenuti in Italia, non all’estero. Mentre per le spese di rappresentanza dei lavoratori autonomi, si prevede che saranno deducibili soltanto se si usano strumenti tracciabili».

Tra le altre misure fiscali: riforma del trattamento delle plusvalenze per i professionisti, nuove regole sul riporto delle perdite, e modifiche in tema di credito d’imposta per ricerca e sviluppo con sospensione dei procedimenti penali per chi aderisce alla rateizzazione. Nel decreto non sono stati inclusi la sugar tax e il previsto taglio dell’Iva al 5% per l’acquisto delle opere d’arte, una misura annunciata ma ancora una volta rinviata. «Veranno realizzate entrambe le misure. C’è l’impegno del governo e sicuramente verrà onorato in tempi rapidi», ha assicurato Leo, lasciando intendere che la misura sull’arte dovrebbe essere inserita in un nuovo provvedimento. Intanto Luigi Sbarra è stato nominato sottosegretario con delega per le politiche per il Sud.

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